bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 31 maggio 2010

le lacrime di mourinho


per uno strano caso del destino io, di famiglia storicamente milanista, dicevo io, tiepidamente tifosa, e quindi io, distrattamente attirata dal calcio con una specie di terzo occhio, infine io mi trovo maldestramente circondata da interisti.
squadra curiosa, di certo non nazionale ma piuttosto direi, a essere cortese, globalizzata, animata da tifosi mediamente poco simpatici, altezzosi, milanesi boriosetti, ma comunque, brava gente.
come tutte le realtà che salgono alla ribalta in modo prepotente mi incuriosisce e finisce col meritare la mia attenzione analitica e perfino il mio tifo.
il 22 maggio mi sono guardata la partita e mi sono accesa per i due gol di militooooooooooo, principe dell'ultima ora.
ho fatto il tifo, sinceramente, e ho provato un po' di contentezza per gli interisti annegati in quella gaiezza un po'infantile, cioè all'origine genuina, che ti fa sbroccare per un successo di squadra.
ma la mia attenzione è caduta, più che su capitan eroe zanetti, più che su papà regal milito, sul conductor maximo, José Mário dos Santos Félix Mourinho.
questo burbero e indomito allenatore che piange.
bene. quanta gioia negli animi interisti per quell'allenatore un po' bastardo dalla lingua molto tagliente e ignara del rispetto ma alla fine, apparentemente, così tenero da commuoversi fino alle lacrime.
tipo: anche i duri hanno un cuore.
tipo: avete visto? non sono quell'insensibile dittatore che avete disegnato, voi ingrati giornalisti assetati di sangue.
eppure dopo profuse calde lacrime, dopo tanta remunerata appartenenza alla squadra milanese, dopo tanti abbracci e generosa elargizione di rarissimi sorrisi...già il giorno dopo l'agognato traguardo, il suo amore, diciamo così, era dedito ad un'altra di nome real madrid.
neanche una puttana direi ha tanta fretta. nemmeno è finito l'orgasmo
e già, anima e corpo, si è data al prossimo cliente.
e già dichiara il suo passaggio alla storia per la champions league che regalerà ai medrileni, il terzo trofeo nel giro di pochi anni. sarà lui. è lui. è SOLO lui.
il nostro mourinho appartiene alla grande a questo nostro millenenio dove l'oggetto viene rapidamente consumato. come in ogni dipendenza che si rispetti, anche lui fa del suo oggetto del desiderio una sostanza che entra in circolo e di cui non si può fare a meno. non si capisce se la sua fosse gioia o già disperazione, qualcosa che spinge chi ha appena ottenuto l'appagamento a desiderare immediatamente quello successivo, e a dichiararsi onnipotente come un dio, come se il vuoto, la mancanza, creasse una vertigine intollerabile. la popolarità e il successo sono oggetti molto desiderabili al giorno d'oggi e risultano davvero entusiasmanti ma non nutrono. solo sostituiscono. l'io del nostro mou è ingordo e insaziabile, e come raggiunge il climax è già altrove, desideroso di altri insuperabili interminabili e infiniti traguardi.
mi dispiace per il deluso popolo degli interisti, ultimamente simpatici cugini di successo ora soli e abbandonati, mi dispiace ma le lacrime di mou non erano per voi, non erano per la squadra, nè per moratti e nemmeno per lo stadio.
«Certo che sono capace di vincere la Champions con il Real..Voglio essere il primo a conquistare il 'Grande Slam' nei tre massimi campionati del mondo: Inghilterra, Italia e Spagna».
le lacrime di mou erano di risarcimento personale, erano di conquista, erano di successo che appaga solo per un secondo un io affaticato da un lungo lavoro, erano di affrancamento e di percezione della prossima grande abbuffata bulimica.
le lacrime di mou erano solo per se stesso. per la sua fatica di eterno conquistatore senza terra.

17 commenti:

The Cunnilinguist ha detto...

trovo più bello l'atteggiamento di Mou che quello di alcuni giocatori che se fanno goal alla propria ex squadra non esultano...sono finti.
Mou è vero.
Io non sono un grande appassionato di calcio...ma se devo scegliere seguo il Milan e il Manchester Utd (curiosamente il Milan ha come simbolo il diavolo ed i giocatori del Manchesterd Utd vengono chiamati anche Red Devils) quindi se dico che adoro Mou non lo dico perchè sono interista o del Real.

alla fine credo mi sia simpatico perchè un po' troia lo sono anche io :)

Tequila Bum Bum ha detto...

Rossa io sono rossonera fino al midollo e, come si suol dire, io non ho cugini! concordo con tutto ciò che dici... mourinho piangeva per se stesso, per la sua personale soddisfazione... è un graandissimo allenatore, un grandissimo comunicatore, un grandissimo provocatore... ha saputo creare lo spogliatoio e dare le giuste motivazioni ai suoi... ma ho trovato bruttissimo che non sia neanche tornato a festeggiare a milano con la squadra... e gli interisti continuano a venerarlo... così come hanno continuato a venerare quell'ibrahimovic che ha caldamente invitato la curva a fargli un servizietto... mah... strana gente gli interisti!!!

Rossa ha detto...

si forse avete lo stesso malanno. finito un orgasmo si pensa già a quello successivo, non ne basta mai uno. a ripetizione. si si, stessa malattia, stessa dipendenza.
è vero? certo che lo è, anche quelli che se fanno gol alla propria ex squadra non esultano. tutti veri. ognuno è vero nel proprio agire. non lo capisco mai questo discorso.
buongiorno Kermit.

Rossa ha detto...

mourinho fosse stato al milan lo acclameresti allo stesso modo degli strani interisti. quando si è "dentro" non si vede. solo da "fuori" si vede.

The Cunnilinguist ha detto...

no quelli che non esultano non sono veri...sono dei paraculo...
come se io non godessi nello scopare una figa...in onore della mia ex...
naaa balle!!!

Rossa ha detto...

ti pareva se non ci mettevamo a discutere...cosa è vero? è vero quel che fai. non esulti? è quello che fai quindi vero in quel momento. piangi per la vittoria? è per la squadra o per te stesso? cosa sappiamo di quel che è vero? è vero perchè è quel che fa in quel momento. vero falso...un'invenzione.

lupo ha detto...

il calcio fa schifo quanto la politica

Rossa ha detto...

il calcio in sè è divertente. e la politica in sè è importante. è il commercio, di idee di soldi, è la mercificazione e lo spreco immondo che stanno dietro a queste realtà che fa veramente orrore.

Tequila Bum Bum ha detto...

Mi reputo un po' più obiettiva di così... Non ho amato nemmeno Leonardo come allenatore del Milan... un gentiluomo, ma con troppo poco polso in campo e nello spogliatoio, oltre all'esperienza inesistente... più un compagno di squadra che un allenatore... riconosco a mourinho i suoi meriti di ottimo mister e di esempio di mentalità vincente (trasmessa anche alla squadra), ma tutti hanno i loro limiti... Ah... mourinho è pure affascinantissimo!!!

Rossa ha detto...

ahhh lo dicevo che si finiva cosi'!! uomo bastardo che piace. vogliamo dare ragione a Cunny?? no no, questo vede solo il suo obiettivo, la soddisfazione della sua dipendenza, senza succeso va in astinenza. anche tu nella trappola dell'uomo duro e vincente bum bum!! uno cosi'non vede nemmeno che faccia hai secondo me!! neanche il tempo di finire che ha gia' tirato su i pantaloni. no no.

monteamaro ha detto...

Ho detestato Mourinho da subito.
Un pò onestamente solo in quanto interista e quindi, perchè probabilmente contro a prescindere.
Questo mi ha impedito di vedere nei suoi atteggiamenti irriverenti verso chiunque, quella volontà di battersi per qualcosa di nobile, e senso di giustizia sportiva, se ne avesse avuto, ma solo un espediente elementare per rimanere protagonista, per cui "la miglior difesa è l'attacco."
Da tifoso interista l'avrei sicuramente amato, da avversario pur riconoscendogli le molte qualità sportive, il suo addio all'Italia mi lascia indifferente.
Concordo con te sulle lacrime: Un coccodrillo sarebbe stato più credibile.

Tequila Bum Bum ha detto...

No no macchè uomo bastarso... è proprio figo... quando c'è stata inter barcellona ero con gli occhi fuori dalla testa... mou da una parte, guardiola dall'altra... due fighi della madonna...

Rossa ha detto...

si ho visto la tua idiosincrasia interista sul tuo blog!!
non dico che Mou sia falso -per dirla con i commenti precedenti- dico che la lettura -forse la mia- di quel pianto non parla di condivisione ma di compiacimento.

comunque la tua foto mi fa impressione, così solo perso in tutta quella neve...non hai freddo?

Rossa ha detto...

ma dai davvero? la cosa di mourinho che mi colpisce è l'espressione sempre cupa, gli occhi sempre segnati, la mancanza cronica del sorriso in contrasto con una gestualità corporea iperespressa. lo trovo più bizzaro che figo. oh ma se lo dici tu!!

Tequila Bum Bum ha detto...

Secondo me mourinho è oggettivamente un gran bell'uomo... poi è sempre questione di gusti... a me piace...

Titaniumx7 ha detto...

Purtoppo nel calcio contano solo i soldi ed i risultati, non c'è amore.
I tifosi hanno una visione romantica dei calciatori come se fossero degli eroi greci, ma si sbagliano di grosso, sono solo professionisti ben pagati che fanno il loro mestiere, Kakà oggi bacia la maglia del Real come ieri baciava quella del Milan come domani bacierà quella della sua prossima squadra.
Sono stufo di sentire le solite cazzate che i calciatori ci propinano in conferenza stampa tipo "l'ho fatto per i tifosi, per il presidente" bla bla bla... l'hai fatto per te stesso e basta e smettila di prendere per il culo.
Sinceramente a me Mou mi sta un po' sulle palle.. vuoi che sono Milanista vuoi che non sopporto i tipi troppo strafottenti e divi, quelli che pensano di sapere tutto, ma forse la colpa è anche dei mass media.
Mou ha ottenuto un risultato e per questo gli va dato merito, forse le lacrime erano per lo stress.
Magari l'anno prossimo piangerà alzando la coppa coi colori del Real.

Rossa ha detto...

le lacrime erano per l'obiettivo raggiunto e la consapevolezza di dover ricominciare da capo. ci sono uomini condannati da se stessi, dal colmare nuovamente il vuoto dopo ogni successo. e' una forma di dipendenza, come molte. eoi romantici? no certo che no, hai ragione, professionisti il cui reddito e' un insulto per l'umanita' intera.