bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

giovedì 12 luglio 2018

Icona verde
















dopo Alik Cavaliere, Ana Blandiana
(La lettura, 1 Luglio 2018)

l'universo verde

mostra davvero inaspettata
Alik Cavaliere
chi è?
uno scultore italiano del secondo 900
"Nessun artista, nella scultura del Novecento, ha scolpito il mondo della vegetazione e, per essere più precisi, l’universo verde delle foglie, dei frutti, dei cespugli, degli arbusti, degli alberi, come Alik Cavaliere.” 
opere radiose, rigogliose, a volte invece intime e segrete
germogli e fiori, sterpaglie e gabbie, l'infinito generarsi delle cose
sala delle Cariatidi, sempre maestosa, le esalta
tante suggestioni, Lucrezio De rerum Natura, la poesia di Campanella, la mela di Magritte, le figure di Giacometti

le sorprese, la scoperta di ciò che non sapevo, ovvero il gusto che rende possibile il mio stare in vita





























"Una natura in cui il tempo muta la natura delle cose, dove ogni cosa è il limite e la libertà di un'altra, è il personaggio dominante del mio recente lavoro".

lunedì 9 luglio 2018

matera














fotografie di Massimo Listri
Galleria Jannone
Milanesiana 2018

c'è una splendida pulizia in queste foto di Matera di Massimo Listri. magari Matera non è così, ma così sembra.
così piace, senza polvere, senza tempo.

mussolineggiamenti

c'è un non so che di mussoliniano in salvini.
a parte gli evidenti accessi di ferocia razzista, omofoba, xenofoba, intromissione, invadenza dittatoriale, espressione di considerazioni non richieste al di fuori del suo mandato ministeriale (vedi vaccini e pure legge Basaglia), arroganza, scardinamento dei poteri dello stato, noncuranza delle sentenze della magistratura, strafottenza, espressioni gergali ("fenomeno" rivolto a Boeri) non consone al ruolo che ricopre ma a sbronze da bar, ci sono altri due aspetti che mi riportano a comportamenti dell'era fascista.
la risonanza delle folle (che comunque non sono la maggioranza degli italiani). o per lo meno, i suoi bagni di folla, in cui l'investimento che cerca e che riceve, l'esaltazione che ne trae, le affermazioni come "governeremo per 30 anni", riportano alla memoria infatuazioni del popolo italiano che hanno portato alla rovina.
l'imposizione del corpo. salvini si sovraespone, lo vediamo, orribile grasso e senza stile, mentre mangia smodato, mentre scavalca steccati, mentre fa il bagno nella piscina della villa espropriata alla mafia, mentre fa il bagno con la figlia, mentre indossa le sue felpe populiste. il corpo, la sua carne e le sue movenze, sono parte della sua modalità di comunicazione. ce lo impone, è ridicolo, fa schifo, è spiacevole, ma, anche qui, non è il primo.
ovviamente conte e i 5 stelle fanno solo ridere, macchiette umane, fantocci senza forma, già destinati all'estinzione.
come già dicevo, ce n'è per tutti, è solo questione di tempo. 

venerdì 6 luglio 2018

architecture of density, transparent city


























Nichael Wolf
Life in cities
Palazzo stelline

ma quanto mi piace 'sto fotografo.

giovedì 5 luglio 2018

Paris roof tops











Michael Wolf,
Palazzo Stelline,
Life in cities

delizioso progetto fotografico.

Lazzaro felice

Lazzaro e il lupo.
che film inusuale. certo, si Olmi, si Zavattini, magari Pasolini, ma, in fondo, mi sembra che lo stile della Rohrwacher sia del tutto personale.
la fiaba è bella finchè siamo all'Inviolata, penso ambientata nella campagna laziale, poi diventa noiosa e un po' retorica quando si sposta in città.
la città è una gabbia peggiore della campagna, la città è sporca e puzza, depaupera tutti, la campagna concede luna e stelle, la ricchezza della natura. è la miseria che non cambia mai, è l'ignoranza che affossa tutto, è l'inconsapevolezza la grande questione del film. l'odiosa marchesa profetizza la catastrofe se l'inganno si svelerà, e in fondo il film non fa che darle ragione.
Lazzaro è buono? a me sembra soprattutto che Lazzaro non sappia. a volte non capisca.
invece la bontà non è generata dall'ignoranza, la bontà è una scelta consapevole. 
Lazzaro è felice? Lazzaro segue il suo istinto, ma conosce solo quello.
Lazzaro è un santo, risorge e finisce sulla croce.
le cose più belle nel sono il lupo e la sua storia.
lì c'è veramente fiaba. Lazzaro risorge e poi cade, ed è il lupo che insegue il suo destino.
il lupo riconosce l'odore dell'uomo buono, e lo grazia, l'uomo invece quell'odore non lo conosce, e non lo grazia.
la storia crudele dell'umanità senza pietà.
ho osservato una cosa curiosa, credo non casuale. vedendo Il Miracolo, la serie scritta da Ammaniti, il personaggio del prete, interpretato da Tommaso Ragno, il solito reietto perverso delle storie dello scrittore, nel secondo episodio, fa un'affermazione, davanti alla statua che piange sangue, sulle storie scritte nella bibbia, affossandole tutte "tranne quella di Lazzaro". nel film della Rohrwacher, in cui recita la sorella Alba, come peraltro anche nella serie di Ammaniti, il "mezzo fratello " di Lazzaro, un Tancredi finito in miseria e morto di fame, è, nella fase cittadina, interpretato da Tommaso Ragno.
si tratta di scambi di cortesia tra cineasti scrittori, attori, sceneggiatori e interpreti?
il miracolo di Lazzaro felice?

https://youtu.be/k5nM0w9Bq8c