bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

sabato 11 maggio 2019

piccole storie della vita - abuso

vado ai corsi dell'ordine dei medici per racimolare punti ECM, pena la radiazione dall'albo.
i corsi sono diversamente abili, a volte interessanti a volte imbarazzanti.
la mia attenzione non è volta però alla competenza dei provider dell'ordine, ma a chi li frequenta.
settimana scorsa ho sacrificato il mio riposo del sabato a un corso -di quelli imbarazzanti- sui disturbi dell'alimentazione in quello che è probabilmente il centro peggiore di tutta Milano, ovvero l'ospedale San Paolo. seduta davanti a me ci sono quella che devo ritenere essere un dottoressa, ma è solo la sua presenza al corso che mi fa supporre che lo sia, e un bambino.
un bambino, non avrà più di 8 o 9 anni, vestito in modo desueto, di fianco a quella che credo sia sua madre, ma solo la prossimità a quella che ritengo potrebbe essere una dottoressa è ciò che mi fa supporre che quella dovrebbe, o potrebbe, essere sua madre.
i temi del corso ve li lascio supporre, non è difficile, anoressia bulimia dimagrimento vomito dita in bocca pratiche di evacuazione e di svuotamento gastrico ricoveri contenimenti angoscia morte percentuale di mortalità genitorialità malata consunzione privazione cachessia e anche, ovviamente, qualche bella bella foto.
la domanda ce la siamo poste in alcune di noi della fila posteriore: è il caso di portare un bambino, per circa 4 ore, ad ascoltare temi che non sono propriamente adatti alla sua età? dottoressa madre abbandonata che deve aggiornarsi e non sa a chi lasciare il bambino? questa è la migliore delle ipotesi possibili. ce ne sono altre ma sono rimaste, in quella occasione, sospese.
questa mattina ho ancora abusato della mia pazienza e mi sono portata strisciando a un altro corso di aggiornamento: abuso fisico e sessuale di minori. ospedale Buzzi, aula magna.
devo specificare i temi trattati: violenza abuso maltrattamenti morsi botte cinghiate pedofilia sesso perversione ematomi fratture craniche e vertebrali sindrome da scuotimento morsi bruciature di sigarette, ma ancora non è tutto, si sa. non entro nei dettagli delle foto.
sulle ginocchia mi trascino verso una delle prime file ma, nonostante stia per morire, il mio sguardo si posa sulla fila dietro la mia.
indovina.
la mamma dottoressa e il suo bambino.
mi alzo, la forza dell'indignazione!, e la fisso.
la fisso a lungo, molto a lungo.
qualcosa mi si rivolta dentro e sento salire una rabbia inconsulta.
potrei davvero aggredirla verbalmente ma mi trattengo per via del bambino.
penso di non potermi sedere lì e mi allontano imprecando.
mi siedo ma mi dico che non posso nemmeno pensare di poter ascoltare queste lunghe ore di traumi infantili in presenza di un bambino e mi dico: cosa fare?
oltre alla denuncia di madre abusante e maltrattante e di trascuratezza psicologica, otre alla radiazione dall'albo dei medici, oltre alla ritrovata consapevolezza che la demenza e l'idiozia e l'incuria e il disadattamento risiedono in una laureata in medicina come in una emarginata con scolarità elementare,  mi chiedo se l'uditorio, fatto di donne pediatre navigatissime che da anni si occupano di abusi e violenza sui minori in ps e reparto, lasceranno correre.
so che, se lo faranno, lo so per certo, mi alzerò per dire che non si può fare lezione con un bambino in sala. non potrei sopportarlo, sono certa che mi verrebbe uno sbocco di sangue e una tachicardia a rischio infartuale con scompenso della mia povera malata valvola mitralica.
qualcosa mi salva dall'intervento a scena aperta e dal ricovero, ovvero l'invito della povera demente travestita da madre e da medico, ad alzarsi dal posto e sedere e di prendere il bambino con sé per parlare con le responsabili del convegno.
la signora con deficit cognitivo non sembra affatto turbata, alla fine dell'incontro, serena e contenta, pure sorridente, si siederà al suo posto fatto salvo che il bambino, a tende tirate, starà per tutto il tempo nell'area adiacente in compagnia dei ragazzi del desk a strafarsi di cellulare e di stronzate telematiche per altre 4 ore della sua vita e anche per le passate e future ore della sua triste esistenza in compagnia di una minorata mentale.
ecco, le ipotesi sospese sono cambiate e spero che si sia proceduto con la denuncia di caregiver colpevole di maltrattamento con segnalazione ai servizi sociali.

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