bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

giovedì 2 dicembre 2010

il dono


"fotografica 2010", rassegna fotografica sponsorizzata canon, milano, novembre 2010.
cinque giorni di kermesse, ci sono stata per due.
incontri, corsi, mostre, dibattiti, presentazioni d'autore, foto.
giovedì vado per curiosità e mi imbatto, quasi per caso, alla presentazione del lavoro di Giorgia Fiorio.
chi è?
una fotografa, si, una cantante vent'anni fa. come l'ho vista e sentita parlare me la sono ricordata. bella faccia, belle mani, corpo snello, voce profondissima, stonata in una donna. un contrasto forte, quel corpo e quella voce. mi ricordo allora di un'identità fuori posto, la vedo ora, una persona nel corpo adatto.
è straordinario osservare l'evoluzione di certi percorsi, quando la passione trova la sua giusta collocazione e da senso al nostro volto, al nostro parlare e argomentare.
entro in aula a dibattito cominciato e vedo solo di sfuggita la presentazione delle foto...capisco che si tratta di una ricerca durata 8 anni di lavoro. capisco che l'origine di questa ricerca è confusa e indefinita. capisco che la definizione della motivazione si è chiarificata al termine di questa lunga fatica.
la ascolto parlare e le sento dire di aver intrapreso questa avventura sulla rappresentazione fotografica della spiritualità nel mondo senza avere un pensiero formato, di essersi trovata a un certo punto del lavoro con foto raffiguranti corpi. di aver percorso il mondo, india, etiopia, himalaya, myanmar, africa e oceania, brasile, israele e cina alla scoperta dei rituali dell'anima e di avere scolpito corpi. la spiritualità si rappresenta attraverso i corpi? in molti rituali il corpo passa attraverso l'immersione nell'acqua tornando alla dimensione dell'indifferenziato per poi uscirne e tornare alla dimensione della sostanza, attraverso una rinascita.
il corpo e' l'evidenza del nostro mistero, se l'anima è l'ombra, il corpo è l'ombra dell'ombra.



Il Dono - 2000 2009
Giorgia Fiorio
Quale forza trascina le folle di pellegrini attraverso le più alte montagne e la sterminata vastità dei deserti? Che cosa hanno in comune coloro che levano le mani al cielo e coloro che battono la fronte al suolo? Perché alcuni nudi e altri coperti sino agli occhi, altri rasati, lustri come mandorle, o invece con i capelli lunghi ravvolti alle barbe dentro immensi turbanti? Chi abita i corpi trafitti dei flagellanti, chi le membra coperte di cenere, chi c'è sotto la pelle tatuata o dipinta d’intricati disegni, chi dietro le maschere, chi dentro il velo? L’estasi, la trance, la contemplazione, la meditazione, conducono a una percezione impronunciabile della morte, o a una realtà fisica dirompente?
Attraverso l’esperienza diretta, senza intenzioni enciclopediche, per otto anni ho seguito il cammino di un progetto fotografico, intorno a una ricerca personale: “il Dono”.
Alle più remote origini del Credere, nei primi Testi sacri, come nella primigenia tradizione orale pagana, si svela una fitta trama di corrispondenze: rituali, gesti da sempre ripetuti, risonanze di un medesimo fremito dinanzi al mistero dell’esistenza. Sospeso sullo spazio-tempo universale, un labirinto di percorsi s'interseca nella ricerca d'unisono fra l’identità esteriore dell’individuo e il sé profondo.
La storia del Credere, parallelamente a quella del linguaggio, traccia il cammino del genere umano. Il linguaggio e la scrittura raccontano quella sociale, relativa alla conoscenza, allo scambio e al confronto tra gli umani; le Credenze segnano alle origini la storia interiore, immersa nel tessuto culturale di ogni individuo e in una personalissima percezione dell'ignoto: il Mistero, il Sacro, l'occulto, il passato ancestrale, il futuro intangibile, i cicli della Natura, gli Elementi, l’idea del Tempo, la dimensione dello Spazio e infine il senso dell'esistenza tutta, nella sua complessità.
Impronte di tracciati diversi convergono sino a sovrapporsi sull'orma della parola dono. Attraverso multiple variabili semantiche - dono - è una delle parole più antiche del linguaggio. Nella sua qualità transitiva incarna principalmente due sensi: offrire/donare e, ricevere, persino prendere. Ma la domanda è da sempre: "che cosa" offrire/ricevere. La finitezza dell'esistenza fisica sembra impigliarsi intorno all’evidenza del Mistero. La vita umana ricevuta quale grazia e offerta come tributo, sacrificio, consacrazione… Queste due "visioni prime” danno origine a diverse declinazioni d’interpretazione da una civiltà all’altra lungo la scia del tempo: al fondo di tutti gli interrogativi, ineludibile, la misura corporea della condizione umana segna ogni rituale. Da codificare nel gesto, disciplinare, reprimere, mortificare, purificare, onorare, adornare, denudare, possedere, liberare, il corpo – specificamente la "carne", in quanto materia e nel contempo la “figura”, quale rappresentazione e paradigma dell’individuo – è il “portatore" paradossale della dimensione spirituale. Il messaggero tra la vita e la morte. Forse davvero, se l’anima è ombra, il corpo è ombra dell’ombra.
Il Dono è la vita, e poiché indissolubile da essa, anche la morte. Speranza promessa di altra vita oltre la vita e ancora altre vite oltre la propria, il cerchio conchiuso della ricevuta vita–grazia che genera altra vita. Poi è subito resa. 


ciò che mi colpisce profondamente del discorso di questa donna è che il suo percorso, il percorso di un ricerca fotografica, ripropone, negli stessi identici termini, l'andamento di qualsiasi ricerca. ricerca artistica e ricerca personale. le fotografie non sono le risposte, come non lo sono i quadri, le musica, le sculture, i libri, gli affreschi nè la vita, dico io. il percorso di ricerca non si conclude mai con una risposta, se così fosse si sarebbe ricercato invano, così fosse si sarebbe trovata solo la morte. al termine di un percorso di ricerca ciò che si comprende è la domanda, la stessa domanda da cui si è partiti. la risposta è un ampliamento, una chiarificazione, una comprensione della domanda, della nostra iniziale domanda.
è interessante che io abbia ascoltato questa che io ritengo una verità, casualmente, da una giorgia fiorio, in una rassegna di fotografia, in un'aula dell'istituto feltrinelli di milano, per caso.
per caso.
ma per me.

10 commenti:

fabrax ha detto...

Giorgia Fiorio, la ricordo ad una partecipazione al Festival di Sanremo... Chi l'avrebbe detto che sarebbe diventata una eccellente fotografa. Brava!

Rossa ha detto...

proprio vero Fabrax, me la sono ricordata anch'io e sono rimasta folgorata.
ma ti sei cambiata d'abito!

fabrax ha detto...

sì, ma credo che durerà poco la vista di Will il coyote

lupo ha detto...

uè Rossa, come stai? Ho appena postato dei frammenti tratti dal film di Louis Malle, IL DANNO. Il video l'ho trovato per caso su Libero. Scommetto che se postassi immagini di sesso esplicito, ci sarebbe una impennata di lettori nel giro di breve tempo. Il sesso è come una calamita, attira. Ma non mi va, non sarebbe giusto, il blog trascenderebbe nella volgarità. Ci sono 10 lettori? Chi se ne frega. L'importante che piaccia a me, se poi nei prossimi mesi, dovesse piacere anche gli altri, ne sarei lieto

Blog Surfer ha detto...

buon week end dottoRossa.

il giardino di enzo ha detto...

Certo che "la Giorgia Florio" scrive da dio. Bel colpo Rossa, quasi per caso mi sembra di capire.
Incontrai un fotografo che si occupa di ombre e uomini, un bel tipo:
www.tanosiracusa.it

Come cantante non mi ricordo di lei, certo che l'anima sua esce bene.
Ciao, buona domenica tanta

Rossa ha detto...

ciao Lupo, ogni tanto me la scrivi questa cosa...sembra quasi che tu debba convincere te stesso...me no di sicuro. ma se hai voglia di dì scrivere un post pornosex fallo, tanto non c'è niente che dica meno del sesso dei racconti di sex-session. la sessualità sta in altro, non nei resoconti degli orgasmi.

Rossa ha detto...

grazie surfer, grazie davvero. oggi lavoricchio ma domani e dopo ancora festa, questi milanesi...

Rossa ha detto...

Enzo (Paolo) grazie dell'indicazione. ho guardato le foto, alcune molto belle. ho una predilezione per il bianco e nero, lo devo dire. anche questo fotografo che mi hai suggerito ama molto il mosso sfuocato, deve essere una tendenza forte di questi ultimi anni, non so quante ne ho viste..
grazie ancora.

lupo ha detto...

no, niente post pseudo-porno