bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 17 settembre 2010

And she's buying a stairway to heaven


http://nemi23.deviantart.com/

si stava sdraiati sul divano, di pelle chiara, come non ricordarlo.
serate intere passate così.
si era giovani, veramente giovani, adolescenti...una dannazione.
come una vera adolescente doc alla ricerca della complicazione standard che dia un senso alla vita si era innamorata sciolta del fidanzato della sua migliore amica. migliore...è sempre migliore l'amica, ma solo finchè dura.
il '68 era sepolto ma agli studenti piaceva mimarlo. giocarlo. che sballo.
si stava con gli zoccoli e le calze colorate, il golf del padre che arrivava fino alle ginocchia ridotto a un cencio -non fare il fascista cosa vuoi che sia un maglione in più o in meno-, lo saffi psichedelico ormai adeso alla pelle, dello stesso medesimo improbabile colore, ormai, e il patchouli. che se lo odora adesso sviene dall'onda dolciastra nauseabonda che annoda il cervello anche senza nemmeno lontanamente annusarlo.
infinite serate passate a parlare di politica scuola diritti insegnati programmi, parole libere, tante menate, ma è snob dirlo ora, allora era vita, era incontro, era scontro, era ideologia, era esserci. era esistere.
la sorella del suo beloved si chiamava s. e, come tutte le s. assolutamente tutte!!, era rigida supponente antipatica ma era la sorella comunque. e vabbè. inspiegabilmente aveva un fidanzato storico, passavano la serata con le mani addosso, mentre lei parlava lui aveva fissa la mano sulla tetta, dentro, sotto la maglietta. li guardava turbata, la voleva anche lei la mano-tetta, voleva il brevetto.
poi se ne andavano, chiudevano la porta e scopavano. voleva anche quello, almeno un assaggio, ma il suo lui unsognolungounavita era il fidanzato della migliore grande amica.
capitava una sera che lei era lì, e lui anche, ovvio, l'amica, quella migliore, naturalmente, e un amico degli amici, mai visto prima ma anticipato dalla fama di maschio irresistibile, un giovane combattivo agguerrito studente con le palle bello giusto -molto giusto- selefatutte e letrattatuttedimerda. se non fosse che era imnnamorata fusa del fidanzato della sua grande migliore unica amica poteva anche pensare che la vera dannazione, quella per cui vale la pena di essere adolescenti, fosse lì, ma tant'è..
il suo amato e la sua grande migliore unica per sempre amica, senza prevviso, cominciano a limonare. davanti a lei. prima piano poi due furie un'iradiddio non smettevano più si poteva supporre fossero fradici, già venuti nelle mutande, andate di là per amor del cielo!! un attimo afflitta dallo spettacolo non richiesto, l'adorabile sorella si era già appartata da tempo, maquantoscopabeatalei, era in quella stanza sul divano sola con il figodellamadonna e l'aria si faceva calda irrespirabile. ormonale. mucosa. umida.
era tutta la sera che faceva il suo mestiere di sonoquellogiustochecisafare, era nuova non poteva passare immune e a un certo punto si è trovata la sua lingua in bocca, altro che dannazione, una vera benedizione, che dio ti benedica ragazzo. sognava di non fare altro tutta la sera ma la mano di lui, quello benedetto dal signore, si è avvinghiata all'incrocio principale delle cuciture dei jeans, come già cucita su quel crocevia di grande rilievo, in posizione strategica di supporto. fin lì poteva andare ma poi si è scelta imprudentemente una scorciatoia e la mano è finita non si sa come, ma che sorpresa a volte la vita ma veramente te lo giuro, nella parte interna del crocevia, senza difese senza infrastrutture, dentro. la sua sorpresa è superiore al piacere, uno shock quel dito maldestro a contatto con il suo calore, una mossa troppo repentina che avrebbe voluto il suo tempo, per scaldarsi bastavano un paio d'ore a limonare ecchesaramai.
si stacca incredula-ingenua per esporre una protesta, la prima di una lunga carriera, ma solo protestare mica questionare, mica allontanare, solo una breve discussione, uno scambio di opinioni. ma, quella mossa, il suo nuovo migliore amico non la prende bene, permaloso che sei, te la sei presa? se sei un figodellamadonna non ammetti interruzioni o questioni. democratiche peraltro, dialettiche in fondo, costruttive direi. ora lo sa, ma allora era candida, non sapeva che se, molto giovani, si prende la rincorsa occhi chiusi lungo la discesa per avere velocità, solo quella, è perchè, molto giovani, veloci non si pensa non si chiede non ci si ferma ma nemmeno si gusta e tantomeno si gode.
dal caldo al gelo, una paralisi facciale fa capolino.
quelli limonavano ancora. e adesso basta però.
amica, allora, si va a casa?



la colonna sonora di quella, come di tante infinite serate, era questa.
che non è veloce, è una splendida immortale sinfonia rock in crescendo.
sintonizzati con Robert Plant, figodellamadonna.
When all are one and one is all
To be a rock and not to roll

15 commenti:

Rofrano ha detto...

E' bello leggerti su questo argomento. Io sono cresciuto negli stessi anni, ma non ho mai vissuto quella vita. Non ho mai ascoltato un brano di musica che non fosse Haydn o Brahms, non ho mai avuto amici o amiche, fidanzatine, compagni. Non ho mai discusso di politica con i miei coetanei, sceglievo semmai i miei maestri e non erano certo a sinistra. Vivevo molto solo, leggevo, viaggiavo, stavo molti mesi in Germania e in America, visitavo le pinacoteche e i bordelli, andavo ai concerti di Karajan a Berlino, rimorchiavo le tedesche trentacinquenni (mai conosciute donne più porche, dopo di allora). Mai ricevuto una carezza. Mai passato una notte in un hotel che non fosse a 5 stelle. Quella vita non tornerà mai più: ho imparato a elaborare altre strategie di sopravvivenza, ma quando leggo quello che scrivi so che ho perso una grande occasione di maturazione e di "normalità", e di dialogo con gli altri.

fabrax ha detto...

sono rokkettara da sempre. Nel '89 io e una mia amica andammo a Dublino. Per botta di culo incontrammo gli U2, a parte gli autografi e le foto di rito, non ci furono scambi di languidi sguardi, ne baci e carezze, ne pacche sulle spalle. Una cosa ricordo con affetto: le bevute di Guinness in un pub del porto

fabrax ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Amore_immaginato ha detto...

A me manca un periodo così.
E' come se avessi fatto un salto temporale dall'ingenuità totale al puttanesimo.
Mi rendo conto di essermi lasciata trasportare di aver mancato di personalità nella mia dolescenza trasferita da un luogo all'altro.
Mi sono mancate le radici, una migliore amica e un di lei fidanzato del quale innamorarmi segretamente.
Credo di aver fatto scelte per interposta persona.
Quando la passione per le cose ha cominciato a farsi largo, ero ancora confusa.
Mi capita di esserlo tutt'oggi.

il giardino di enzo ha detto...

Inguaribile nostalgico, godo un sacco nel leggere questi flashback.
I maglioni anche in agosto, la politica, la lotta di classe, assemblee infinite, la rassegna stampa alla radio prima della scuola, le donne meravigliose e profumate di patchouli, che ancora oggi, quando raramente capita di odorare, mi fa trasalire al pensiero di Rosanna, la mia compagna di banco al liceo.
E poi la chitarra inseparabile, i canti di lotta tutti insieme, alla Casa del Polacco.
Basta, mi vengono i lucciconi.
Baci e grazie per i lucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconilucciconi

Rossa ha detto...

fabrax...irlanda dublino U2 guiness pub...che figata assoluta. ci tornerei adesso. adesso.

Rossa ha detto...

amore amore, non credere, la confusione si genera comunque, lo sono anche io, sottosopra, le scelte a metà sono il mio pane, e anche il pane di chi pago mensilmente per farci un po' di ordine.

Rossa ha detto...

ciao Enzo, è chiaro che così seleziono la data di nascita del mio pubblico..ah ah che tempi che momenti che nostalgia veramente. non far piangere anche me!!

Rossa ha detto...

rofrano, il tuo commento meriterebbe un post. ma sono in sciopero con te. come vedi ho cominciato presto a protestare e devo trovare ancora chi mi faccia smettere.

pesa ha detto...

una fotografia, una serie di fotografie, chiare, vivide e reali. però impresse con le parole :-) bello!
ti ci vedo, ti ci fai vedere bene e queste immagini fedeli riportano dritti in quegli anni.
ma non ho ricordi di grandi complicazioni e men che meno ricercate volontariamente. comunque mi piaceva quello che facevo, anche se era del tutto normale: la vita di un ragazzino di città.
non ho neanche, di quel periodo, grandi rimpianti forse perchè gli anni seguenti sono stati caratterizzati da una maggior consapevolezza.
alcuni però rivelano più di altri, già da giovani, belli precisi, una chiara personalità che li porterà e accompagnerà nel futuro.
come dire...
una piccola Rossa!
che non è un'ordinazione in un pub di dublino :-)
alla prossima

monteamaro ha detto...

Sono stato il classico bravo ragazzo, niente parolacce, simpatizzante dei Sanbabilini in quel di Milano, e regolarmente mollato dalle donne per "scarso rendimento" : (Riservavo le avances erotiche per la prima notte di nozze, infine matto per la fisarmonica, e fan di Claudio Villa!) Insomma una tragedia!
Quegli anni mi son scivolati senza aver registrato chissà quali trasgressioni, mi restano però miracolosamente, foglietti con sù poesie d'amore, scritte ascoltando Adamo, Battisti, o Patty Pravo.
Forse al cambio ci ho rimesso, ma non ti dico le risate a rileggere quei poemetti!!

Rossa ha detto...

piccola rossa esatto!! forse non l'ho detto, anzi scritto, ma poi il fidanzato della mia amica, due anni dopo, è diventato il mio fidanzato. per ben 8 anni!! che storia.
ciao pesa, ragazzo di città.

Rossa ha detto...

monteamaro sono basita. un sanbabilino. qui!! una tragedia!oddio che ridere.
adamo battisti e pravo... ancora più stupita.
però i poemetti li voglio leggere. pubblicali!!
a presto
Rossa

monteamaro ha detto...

"Chi non ha mai sbagliato scagli la prima pietra," cara Rossa!
Per i Sanbabilini è vera preistoria, era quando possedevo per intera la mia ingenuità. (poi la vita me l'ha scippata per intera)
Per Adamo, Battisti e Pravo, confesso di essere recidivo, conto però sulla tua comprensione...
In quanto ai poemetti, beh lassamo perde che è meglio!!

pesa ha detto...

eheh, pur senza farne alcun accenno nel post mi era balenato il pensiero. mi pareva strano che avessi 'mollato il colpo' così...
:-)
alla prossima

ahahah, il tuo blog raggiunge vette di ironia impareggiabili: oggi 'concrete' :-)))))