bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 5 aprile 2010

poesia, questa magia che brucia la pesantezza delle parole



in questi giorni ho nella testa, perchè l'ho riascoltata da poco, e riascoltata e riascoltata come sono solita fare io, l'uomo che cammina sui pezzi di vetro, quello che dicono abbia due anime e un sesso, un cuore di ramo duro, quello che ti offre la sua ultima carta, il suo ultimo prezioso tentativo di stupire e ti dice sono quattro giorni che ti amo, ti prego non andare via, non lasciarmi ferito..
sono giorni che la penso e improvvisamente me la ritrovo scritta su un giornale, raffinato e colto, che parla di vino e poesia. connubio insolito ma non impossibile. anzi.

io mi incanto sugli incantesimi delle parole.
come quello di camminare sui pezzi di vetro, di ferirsi non è possibile, morire meno che mai e poi sanguinare per molto altro. molto ma molto di più. un taglio che non si rimargina, piccolo profondo inguaribile.
come il silenzio del sangue che circola lento di una poesia di Tahar Ben Jelloun, autore marocchino che ho molto amato e molto letto, e ora scopro abbia scritto di "stelle velate".
e di nuovo mi incanto, mi fermo stupita e non capisco come mai in un minuto gli ho lasciato tutto quello che ho...



Sul seno nudo di una fanciulla addormentata
il mattino si è posato lentamente.
una carezza, un bacio proibito
all'insaputa della notte sollevando il velo del sogno.
sulla spalla la bianca spuma del giorno
ricordo dell'ultimo abbraccio
brucia di un respiro silenzioso
corpo solitario che la luce sottomette
nudità fiera abbracciata dal calore
in questo oceano di sabbie segrete.
punta di dolcezza in questa passione senza testimoni
il fuoco e la lingua leccano i piedi e la roccia
il ginocchio leggermente piegato fa ombra
sul ventre liscio e ardente delle sabbie.

E io veglio sulla collina
la polvere del tempo sulle palpebre
sul desiderio.

(Tahar Ben Jelloun
Stelle Velate)


davanti a un bicchiere di vino, e magari con del vino che circoli lento anche dentro, aspetto un uomo che sappia parlare, incantandomi, bruciando la pesantezza delle parole o camminare sui pezzi di vetro. il desiderio non necessita di una risposta e non contiene una soluzione. parlare di desiderio è fuori da ogni logica. il desiderio, casomai, rompe la logica del discorso, la sua grammatica la sua sintassi. il desiderio è ciò che nel discorso non si fa capire, che crea problemi, che mette in difficolta'.
parlare di desiderio con un uomo e' un parlare fuori dalla logica, un parlarsi "fuori gioco". quanti equivoci crea questa aspettativa, un uomo si aspetta di dover recitare poesie, di servire frasi fatte, di presentare l'anello di fidanzamento.
parlare d'amore e' solo parlare fuori dagli schemi, i propri, e incespicare.

3 commenti:

(pesa) ha detto...

conosco bene quella canzone parla di un affidarsi al di la di ogni 'logica', ma rivendica anche il nostro (di ciascuno) essere più intimo... "una linea che gira e lui risponde serio 'è mia'; sottindente la vita."

non essendo (per fortuna!) tutti uguali le ferite ci sono, a volte non si vedono, ma accidenti se ci sono!

anche se mostri dubbi-attese-domande alla fine arrivi dritta al punto, hai la mossa che chiude la partita: "parlare d'amore e' solo parlare fuori dagli schemi, i propri, E INCESPICARE.". scacco matto!

non sono certo di averti già proposto questo pensiero in qualche altro commento: fra le persone non ci sono sentieri già tracciati, strade che si 'devono' fare, ogni volta è una scoperta. il desiderio è un'avventura che ci muove verso un punto ignoto, percorrendo un sentiero che non conosciamo.

nessuna regola, nessuna mappa, nessuna bussola, solo il nostro sentire. poi non va sempre bene, eh? ogni tanto si va a sbattere :-)))

alla prossima

Rossa ha detto...

mah..come dire, si va a sbattere comunque. il desiderio ci porta sempre altrove, diversamente da dove penseremmo di essere. si sbatte lo stesso.
quando dice : è mia, l'uomo che cammina sui pezzi di vetro, io sento come una specie di tenerezza. è come un uomo capace di fare una magia ma che si perde, come un bambino, dietro la propria linea della vita, stupito che gli appartenga. come a dire sono capace di cose funamboliche ma non so nemmeno quale sia la mia direzione...ed è poi lo stupore di vedersi ferito quando dice ti amo. è l'ingenuità di fronte a se stesso, disarmante. pensa...saper fare magie e provare dolore per aver detto "non andare via"...è un capolavoro questa canzone. è la mancanza di logica del mio finale, è l'incespicare nel parlare d'amore. è quello che volevo dire io.

(pesa) ha detto...

ecco, a pensarci bene è proprio così: si va comunque a sbattere.
diversamente si conserva ancora un pizzico di 'logica'. :-)))