bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 10 dicembre 2018

gli oggetti di Castiglioni e la curvatura dello spazio di Piano












una mostra non proprio riuscitissima, molto sgangherata, disordinata, soprattutto nella prima parte, credo descrittiva dei suoi progetti architettonici. poi, nella seconda parte, la mostra si fa espositiva dei suoi prodotti di design. nella sala di esposizione delle lampade Flos Parentesi, famosissime, ho ritrovato le trovate del salone del mobile, quello stile lì, caro alla Urquiola probabilmente.
mi sono portata a casa la sensazione di un Achille Castiglioni gran giocherellone, seppure serissimo, che ha costruito e decostruito tutti gli oggetti possibili, perfino cucchiai per divorare la nutella fino all'ultima traccia, che anche nello scrivere delle lettere metteva un estro talentuoso, che era un gran fumatore, 
ma non ho capito nulla del senso del suo progetto.
ieri ho visto un film su Renzo Piano, L'architetto della luce di Carlos Saura, e sono uscita galleggiando in un senso divino dello spazio e del tempo, ho visto l'architetto Piano (e i mastri non sono eterni purtroppo) dentro la curvatura quantistica, l'ho visto oltre il tempo e dentro la luce, una posizione forse metafisica.
ecco, direi che Patricia Urquiola, curatrice della mostra, non mi ha regalato nulla, una visione piccola piccola, direi miope di Castiglioni. o forse Renzo Piano è un genio e Castiglioni un buon lavorante.
non lo so.

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