bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 21 novembre 2010

Berliner Mauer




"along the wall", breve mostra fotografica, a milano, di Alesandro Vicario.
muro di berlino sullo sfondo, fisso, riconoscibile, immobile, e gente che passa, davanti, mossa, impercettibile.
la storia ci fa da sfondo e, a un certo punto, non la vediamo piu'.
la vita prende sempre il sopravvento su tutto.
la storia e' fissa, la vita e' mobile.
a volte gli scatti sono sorprendenti, a volte non si distingue piu' l'ombra dal reale.
il piede e' fermo, e' consistente, la figura e' solo ombra, impalpabile.
e il muro sostiene l'ombra.
una bella metafora.


resti di muro, sostegni scarnificati, crepe, e, dietro, inarrestabile, la vita, la strada, le macchine.

questa mostra forse non l'avrei nemmeno vista non fosse stato per un compagno del corso di fotografia.
manuele. venerdi' scorso scrive, a tutti, una mail. ciao a tutti, sono M., guardate qui...bella no? andiamo a vederla sabato prossimo e poi ci facciamo un aperitivo o una cena?
gagliardo!! questo ho pensato. inusuale! anche questo ho pensato. socievole. coraggioso. propositivo. chi sei tra tutti?
siamo in venti o poco piu' al corso, alla mostra in cinque.
poche risposte, pochissime adesioni, un pomeriggio di sabato piacevolissimo.
mostra, foto, commenti e opinioni, chiacchiere tra chi non si conosce ma condivide un interesse, pioggia, simpatico locale e ottimo aperitivo.
faccio domande, more solito, e scopro che manuele non e' di milano. e' di la spezia e ama la montagna. ha vissuto otto anni a parma prima di venire a milano, 4 anni fa, e confondersi nella nebbia.
un impatto difficile, mi dice. ci credo, dico io.
ora ho capito, gli dico, ho capito perche' un invito cosi' poteva venire solo da te.
milano e' una galera e i milanesi una razza bastarda.
la risposta all'invito lo dimostra. la gente non comunica, non condivide, non lancia inviti a sconosciuti con naturelezza e voglia di incontro. no. a milano no.
milano rimpicciolisce tutto, minimizza la vita e spoglia la realta' dell'opzione della vicinanza.
solo chi viene da ben altre realta' e dimensioni mantiene la spontaneita' del vivere comunitario, la semplicita' di un invito a conoscersi, a condividere, a collaborare.
a milano i milanesi il muro di berlino ce l'hanno dentro.
sono stata contenta ieri, sono contenta di scoprire che lungo il muro c'e' ancora vita che pulsa.

22 commenti:

pesa ha detto...

mhhhh... so già di essere OT :-)
ma quando (mi) dici 'tu sei milanese e quindi non vuoi condividere'... ecco... a me viene tipo l'orticaria perchè mi sento tirato in mezzo :-)
che poi avresti anche ragione, nella media, ma a me l'orticaria viene lo stesso.
perchè la media è quella cosa che viene spiegata con quell'esempio singolare del mezzo pollo ciscuno e può andare bene se si fanno stime su grandi numeri non certo quando ci si relaziona fra persone.
quando, appunto, si condivide...
vabbeh, l'avevo detto che era OT :-)

alla prossima

Rossa ha detto...

OT?
parli proprio tu che sei un orso tibetano. l'avresti mandata la mail a venti sconosciuti che di fatto non si sono mai parlati nè presentati durante il corso?

Diario Supernova ha detto...

Mmh fotografia. Pane per i miei occhi. Riguardo Milano non mi pronuncio perché sarei troppo di parte :)

pesa ha detto...

OT=off-topic (letteralmente: fuori argomento). si usa spesso online per segnalare un intervento che non è pertinente all'argomento principale.

e sapevo anche che avrei ricevuto una bacchettata :-)
ok, vero sull'orso :-)))
ma nello specifico contesto che hai raccontato sta il punto (il mio personale, naturalmente) della questione, cioè quello della condivisione.
dicevo, in quello specifico contesto, probabilmente è una cosa che avrei anche fatto.
in un ambiente in cui la comune passione per un argomento, una forma d'arte, uno sport rende degli emeriti sconosciuti parte a tutti gli effetti di un gruppo di pari si instaura una sorta di affinità, fratellanza, comunicazione (chimala come vuoi) che ha un punto di partenza già ben oltre la semplice conoscenza casuale.
è un meccanismo che, ho visto, si instaura anche nell'interazione fra gruppi diversi accomunati dallo stesso interesse, si fanno (e si permettono) cose che ad un 'normale' estraneo parrebbero quantomeno singolari.
quindi, si, non mi sembra strano che un componente di tale gruppo abbia da condividere qualcosa con un suo pari indipendentemente dalla sua chiusura/apertura, caratteriale o per provenienza geografica.

alla prossima

Rossa ha detto...

diario, invece vorrei che ti esprimessi, proprio lo vorrei, proprio perchè sei di parte...ho visto dal tuo profilo che sei un prete...sono tutt'orecchi!!

Rossa ha detto...

pesa, non è in questione ciò che sarebbe giusto fare in un contesto simile. a parte il fatto che in un ambito sportivo il contatto è immediato, inevitabile direi, e la conoscenza molto più facile. noi entriamo, ascoltiamo un paio d'ore, si commentiamo le foto delle esrcitazioni, ma di fatto non abbiamo avuto modo di socializzare. e nessuno lo ha fatto a tutt'oggi, guarda caso. l'unico che ci ha provato, con scarso successo, non appartiene alla realtà milabese. questo è il fatto, indipendentemente da ciò che sarebbe giusto fare. non escludo affatto che anche gli altri partecipanti al gruppo possano razionalmente pensarla come te ...bello incontrasi..giusto condividere, ma, di fatto, non lo fanno. all'invito sono freddi e non rispondono. e a milano in pochissimi si espongono senza timore all'approvazione del gruppo, un gruppo che al momento ha solo condiviso una stanza per 5 lezioni. il retropensiero di diffidenza è dominante. conta si invece l'imprinting, direi soprattutto ambientale. chi lo ha fatto, l'invito, non è cresciuto qui, a milano.

Diario Supernova ha detto...

E no mia cara Rossa se fossi foco arderei lo monno e non vorrei render pubblico da in dove vengo.

Sulla povera Milano che visito spesso che devo dire più di quello che hai detto magistralmente tu?

Nel mio profilo pretigno c'è anche un indirizzo email. Se mi contatti vorrei dirti alcune cose sulla fotografia.

Poi prometto che continuo qui lo mio commentare

pesa ha detto...

ma no, dai, non mi sembrava di aver dato valutazioni su giusto o sbagliato, ci mancherebbe :-)
volevo solo scendere un po' dal generale al particolare in cui mi trovo meglio. rimanendo invece sul generale non c'è dubbio che il tuo discorso non faccia una grinza.
mi incuriosice però il tuo accenno - nello specifico - al timore dell'approvazione, o meno, di terzi.
alla prossima

Titaniumx7 ha detto...

Non sono d'accordo!!
Sicuramente una città preda dei suoi ritmi dei suoi impegni ma non credo incapace di socializzare.

Blog Surfer ha detto...

grazie a dio vivo e ho vissuto sempre in paesi piccoli. Ma leggo sempre con molto piacere i tuoi post.

In ogni casi anche nelle piccole citta' sta crescendo la voglia (o necessita') di ignorare l'altro...

Rossa ha detto...

diario diario, non contatto spesso, o forse quasi mai, le pesone del blog...forse è per questo che io non metto l'indirizzo e-mail. penso che qui ci sia tutto lo spazio che ci serve. però ci penso. tu mantieni lo stesso la promessa...dai...

Rossa ha detto...

Titanium, abbiamo sensazioni molto differenti. prova a pensarci bene e poi dommi che tipo di socializzazione offre milano e soprattutto offrono i milanesi. pensaci bene e poi dimmi che tipo di disponibilità abbiamo verso l'altro.

Rossa ha detto...

buongiorno Surfer, sono contenta tu mi legga volentieri.
anche in questo, nella carenza del bisogno dell'incontro che rilevi, ci sono pericolosi surrogati, sostituti dell'altro, che però non sono mai l'incontro con l'altro.

Diario Supernova ha detto...

Cara Rossa come vedi io sono qui a mantenere la promessa e se tu osassi di più...

Rossa ha detto...

bugia bugia, non stai parlando di fotografia, bugia...quindi...

Diario Supernova ha detto...

eh eh ma io sono come i gatti ho molte vite... misteriose. Ti dice nulla Flickr?

Peccato che non ti fidi, peccato.

Diario Supernova ha detto...

ome capirai dal mio ultimo post. Io ho amato e odiato Milano. Spesso è un posto di vacanza, un luogo esterno diverso. Mi sento un marziano in missione. Berlino invece,quelle poche volte che ci sono stato è per me casa. Fotografia? Parliamo di profondità di campo? Parliamo di quanto è pornografico il cinquantino o peggio il bokeh? Parliamo di quanto è piacevole stare dietro la macchina fotografica e possedere,soggiogare il volto che stai per segnare?

Ho detto troppo!

Rossa ha detto...

hai detto Diario e sei simpatico nel tuo dire. non è una questione di fiducia. in questo blog lo troveresti il perchè ma dovresti leggertelo tutto! è una questione che ti cercherò se sarai tanto bravo da farmi venire una curiosità irresistibile di scriverti sulla tua mail. e sei appena arrivato, non è ancora quel tempo. mettiamola giù così. ho letto il tuo post e il soggetto non è certo milano...ma di flickr mi puoi dire lo stesso dai...

Diario Supernova ha detto...

Mmmh sembra una sfida. Mi piacciono le cose complesse e difficili da ottenere. Il mio post era su Milano, solo che rappresentava un pezzettino infinitesimale.

Milano è lavoro. Milano è una città che conosco poco. Milano non è la mia città. Eppure potrei dire tanto che un commento non basterebbe.

Flickr è un luogo dove ho incontrato amici e amiche. Alcuni ormai lontani, persi. Su Flickr ho imparato a fare foto, ma ancora devo imparare. Momenti belli quelli, che tutti facevamo piccole mostre e ci invitavamo l'uno con l'altro e ci aiutavamo ad attaccare le foto al muro. E poi c'erano risate e birra e stuzzichini e poi le donne ci guardavano come fossimo grandi artisti o almeno così dicevano i loro occhi e noi ci credevamo. Credevamo a tutto.

il giardino di enzo ha detto...

Qua da noi arrivarono un sacco di milanesi, o limitrofi, tanti anni fa.
Mi raccontano ancora oggi di come la vita stesse così stretta e impossibile. Sono artisti, giocolieri, fotografi, artigiani.
Tutti belli, scappati da un luogo che metteva loro tristezza.
Non so se sia tutta così, Milano, per loro si, era troppo così.
Ciao Rossa, bello questo post

Rossa ha detto...

Diario -ma non mi piace, scusami, chiamarti così- è bellissima questa cosa che mi hai lasciato qui. un quadro piccolo ma pieno di colori e sfumature. come vi guardavano le donne? e voi come le guardavate, in attesa di soggiogare il loro volto? o l'unica cosa che contava era proprio solo farsi guardare e fingere di non accorgersene?

allora scrivilo meglio quel post, così capisco che milano hai negli occhi.

e poi mettimelo qui quell'indirizzo di flickr, dai non farti pregare...

Rossa ha detto...

milanesi giocolieri artisti profughi...mica male anche questa immagine Enzo...