bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 7 giugno 2010

scuole private, ovvero la Rossa che c'e' in me


bella serata. si si veramente.
aperitivo. bar bianco, parco sempione, milano.
ottimo, bella serata, zanzare, solito happy hour indigesto.
nell'ordine: gente, persone, coppie, chiacchiere, governo, politica, educazione, insegnanti, giovani, figli.
discussione: scuole private.
bum. e' la fine.
ci sono un paio di argomenti ch mi infiammano come un falo' in pieno agosto.
cio' che gira intorno alla privatizzazione accende la miccia ed e' finita.
l'accoppiamento SCUOLA con PRIVATO poi proprio innesca, nello specifico, la reazione chimica che non mi rende simpatica alla gente.
il problema e' che nessuno, e dico nessuno, e' mai stato in grado di rispondere in modo convincente alle mie argomentazioni.
quindi inutile lamentarsi con me.
io vorrei incontrare qualcuno, quanto lo vorrei, che mi dimostrasse in modo credibile che scuola, o ospedale, associata al concetto di privato possa portare a una valenza che dico valida, che dico positiva, anche solo vagamente accettabile.
ma non c'e'. non l'ho ancora incontrato.
e meno lo trovo, quel qualcuno, e piu' la gente farfuglia motivazioni che non hanno fondamento, e piu' mi accendo. perche' non si puo' portare il niente a sostegno di un'idea.
se non una cosa che si chiama paura.
ma nessuno da nome a questa cosa chiamata paura, mancanza, assenza.
lo sanno anche i paguri che privato non e' garanzia di competenza. negli ospedali e nelle scuole le eccellenze sono nel pubblico. perche' chi lavora nel pubblico fa del proprio mestiere un servizio civile di crescita fondamento prosperita' e investimento sul futuro. chi raggiunge l'eccellenza in campo medico e letterario non lavora alla clinica Columbus ne' al liceo Leone XIII, ma al policlinico di Roma Milano e Bologna e all'universita' Statale e anche o soprattutto nelle scuole materne e primarie della zona 8 di Milano. questi sono i capolavori dell'arte italiana, li' si coltiva la cultura e l'insegnamento, non nei corridoi delle scuole orsoline. o al CEPU. poi si, ci sono anche la Bocconi e la Cattolica, private per carita', ma l'apprendimento universitario e' gia' volto a un pubblico adulto, teoricamente formato, sul piano cognitivo e idetico, presumibilmente orientato in modo consapevole alla scelta di una cultura superiore. poi si ci sono gli insegnanti, categoria a rischio burn out, senza speranza senza fuoco senza ispirazione e quelli piegati dai vandalismi giovanili. ma questo vale ovunque. pubblico e privato.
lo sanno anche i gechi che l'estrazione sociale, che ti permette di sborsare dagli 8 ai 10.000 euro all'anno, non e' garanzia di frequentabilita' per i propri figli. c'e' ancora qualcuno che crede che il figlio del Suv con filippina fissa e armi in casa o cellulare a 10 anni sia garanzia di migliore educazione del figlio di operai? davvero? o chi spera che nelle aule dei salesiani giri meno cocaina che al Vittorio Veneto? davvero?
mi dicono, gia' scarichi di pallottole: ma al Leone ci sono 7 paleste all'interno della scuola, e' comodo e i bagni sono puliti. ottimo motivo, a Milano, per spendere una cifretta cosi' e inviare il 14enne in busta chiusa nel privato.
e chiedo: i centri sportivi mancano? penso si possa fare anche il Kyudo (tiro con l'arco zen) in questa citta'. e' qualcosa, lo sport, che non e' altrimenti reperibile se non nella scuola a pagamento? e' un bene carente che da valore alla scelta del privato?
oppure: li' sono protetti, dalla societa', dagli scioperi (ancora??), dalla brutta gente. a parte il fatto che ho appena riflettuto con queste gentili signore, e relativi mariti, che privato non vuol dire brava gente, mi permetto ancora di insistere che la scuola e' solo uno dei momenti, se pur importante, della vita di un liceale adolescente.
poi c'e' tutto il mondo fuori...ed e' aperto, non ha aule ne' confini.
ma a scuola ci stanno tanto, insistono...si certo, alle elementari, con il tempo pieno -finche' c'e'-, ma alle medie e poi al liceo, figuriamoci. le giornate dei ragazzi si allungano cari i miei genitori...la scuola e' di mattina, poi ci sono i pomeriggi, la sera, e la notte, sempre piu' lunga, sempre piu' attraente. la socialita' di un ragazzo si sposta sempre piu' verso l'esterno della scuola e delle mura di casa e si insinua nel reale, nella notte, nella scoperta dei luoghi "altrove".
la scuola non protegge da niente, la scuola non e' il luogo dell'educazione, ma solo dell'insegnamento e dell'apprendimento.
e poi mi dite il senso di una scuola che protegge dal brutto mondo fuori quando, oggi, in casa, via web, ci portiamo tutte le brutture e gli abbruttimenti possibili? li difendiamo da cosa? se poi via internet navigano su violenza, porno, giochi on line, pocker e chat sado maso? ma di cosa stiamo parlando?? da dove viene la protezione? dai muri pitturati di fresco della 2A ginnasiale o dall'osservazione critica del mondo?
a questo punto sono tutti adirati con me, le donne mi dicono che non so discutere e balbettano che che sono estremista arruffate dai miei modi ma a corto di parole che non siano luoghi comuni, i mariti mi guardano un po' allibiti non sanno se credere ai tacchi e alla scollatura o al mio linguaggio. c'e' o ci fa?
qualcuno mi da della marxista. e mi sta anche bene.
alla fine mi guadagno l'odio di tutta la platea della nuova ex borghesia milanese che si interroga su come spendere quei pochi euro che avanzano dopo aver acquistato al proprio figlio qualunque oggetto di consumo, dal cellulare (si comincia presto ormai) all'ultima play station al motorino alle scarpe giuste e i vestiti di Abercrombie, senza insegnare niente ai propri figli sul valore del desiderio, della conquista dell'oggetto desiderato, del valore del tempo e della pazienza, della disciplina elusa dai genitori ancora prima che dai figli, consegnando tutti gli oggetti di consumo pensabili e barattando la felicita' consumistica per quella esistenziale, creando il vuoto che non si colma mai.
alla fine mi impiccherebbero ad un albero quando sostengo che l'errore di fondo, di chi crede di fare buona cosa consegnando i propri figli all'inzio di settembre alla scuola privata piu' esclusiva di milano e' di credere di poter correggere un'educazione che manca in seno alla famiglia.
questi padri e queste madri mancano al proprio ruolo educativo, non consegnano ai propri figli gli strumenti critici per discernere le buone dalle brutte compagnie, non sanno insegnare il sacrificio e la conquista, predicano la cattiva abitudine del fumo con la sigaretta in bocca da quando li allattano, urlano alla spesa di 200 euro per un paio di scarpe da ginnastica della durata di un anno scarso con la cabina armadio stacolma di scarpe tutte uguali e inutili in fila perfetta, mancano a un ruolo di formazione e di imitazione fondamentale per i propri ragazzi, non sanno insegnare l'eutonomia di pensiero e di comportamento in preda alle propie assolute dipendenze, e cosa fanno?
DEMANDANO il proprio ruolo educativo alla scuola. privata, che e' meglio, somiglia di piu' all'ambiente di casa. privata, perche' la pago e pretendo il servizio di lusso.
questa e' la paura. non aver educato e sperare che qualcuno, ben pagato, lo faccia al posto loro.
e' questa la scuola?
o un bene pubblico, rigorosamente pubblico, un bene fruibile pariteticamente da tutti, democraticamente condiviso, luogo sociale di apprendimento, bene nazionale da sovvenzionare e sostenere per credere nel nostro futuro, migliore?

se poi penso che questo governo di ignoranti e improvvisati politicanti dell'ultima ora, ladri di lauree pagate a basso prezzo, in scuole private che puzzano di mafia e della peggiore produzione italiana di nozionismo a basso costo, usa i miei soldi per sovvenzionare le scuole private, togliendo fondi a cultura e insegnamento pubblico statale di pregio e tradizione, se penso che i miei soldi vanno nella direzione del sostegno della sottocultura a scapito della dedizione e del servizio pubblico sovrano di una Repubblica degna di questo nome...che dite..

..mi invitano ancora??

12 commenti:

Anonimo ha detto...

Carissima Rossa,
sappi che ho esultato leggendo il tuo post!!!
Sono mamma di tre figli in età scolastica e da anni insieme ad altri genitori ed insegnanti cerco di tenermi informata e di informare sugli effetti disastrosi delle scelte governative, di qualunque colore, sulla scuola pubblica. Dequalificare l'offerta formativa della scuola, colpire uno dei pochi luoghi di educazione al libero pensiero, togliere finanziamenti al pubblico e darne a piene mani al privato significa abbattere uno dei pochi spazi che ancora hanno i nostri figli per crescere e pensare con la propria testa, per coltivare uno spirito critico non massificato da tutti gli orrendi e vuoti messaggi che ci lancia questa società consumistica edonistica individualista e menefreghista. Condivido ogni tua singola parola, grazie! Un caro saluto da Valeria di Bologna... rossa nell'anima e nella chioma ;)

The Cunnilinguist ha detto...

di la verità...la tua è una tattica per non farti invitare la prossima volta...che li ti rompi i maroni ;)

Tequila Bum Bum ha detto...

Su lacune cose mi trovo d'accordo con te, su altre mica tanto... la famiglia dovrebbe essere il nucleo primario di socializzazione e di educazione... dovrebbe ma non lo è... i genitori demandano alla scuola, e poi se la prendono con il professore se questo si comporta in modo troppo duro con il figlio... Fondi alle scuole private, no grazie! Però c'è anche da dire che a volte nelle scuole pubbliche trovi insegnanti che se ne stanno a scaldare la cattedra più di quanti certi ragazzi stiano a scaldare il banco... Io avevo una professoressa di economia aziendale che a scuola non c'era mai, perchè a casa aveva la sua impresa da mandare avanti, che non sapeva insegnare, che ci ha portato agli esami di maturità (di ragioneria, intendiamoci) che non eravamo neanche in grado di capire che cosa chiedesse il compito d'esame... siamo sicuri che nella scuola privata ci siano insegnanti così??? forse a certa gente farebbe bene sapere di poter essere licenziati come tutti quelli che non rendono sul posto di lavoro... Non sempre insegnare è uina vocazione e un impegno civico, come dici tu... spesso c'è chi insegna per arrotondare!!!

Rossa ha detto...

Carissima Valeria sono contenta delle tue parole. ci fossi stata anche tu non mi sarei sentita sola, una marziana.
la cosa forse che mi urta di più è che le mie tasse contribuiscano a dare fondo allo sfondamento, perchè temo che le mie parole non le abbia capite nessuno, ho solo visto sdegno, non riflessione. ma i miei soldi no. se qualcuno ha dei mila euro che gli avanzano faccia pure, ma io non voglio contribuire. i miei soldi vadano ai servizi poubblici, ospedalieri, dove lavoro, e scolastici.
grazie
a presto
Rossa

Rossa ha detto...

anche Kermit, dici bene, mi sono rotta i maroni non poco. ma la serata poteva anche andare via così, tra una cazzata e un'altra, e invece no...mi pungono sul vivo, e ciao...

Rossa ha detto...

bum bum io non ho parlato della qualità dell'insegnamento. anzi ho accennato al problema insegnati come di una categoria a rischio di scoppiare, spesso demotivata, spesso impreparata, spesso anche vessata da una gioventù assassina e irrispettosa. cosa anche queste che si imparano a casa. quando un ragazzo insulta apertamente un insegnante e manca di rispetto è che a casa sua si fa così. i genitori mancano di rispetto tra loro, non rispettano lui, e il ragazzo non impara cosa sia l'educazione tra persone.
penso che il problema dell'insegnamento riguardi tutta la scuola pubblica e privata, ma penso anche che nel pubblico si trovino gli insegnanti migliori, sostenuti dal desiderio di fornire un servizio sociale, motivati da un ideale di crescita e non solo retributivo.
è notorio che la scuola privata non fornisca insegnamento qualitativo, come sempre quando manca un progetto formativo globale. la scuola privata fornisce un servizio a pagamento. e un contenitore delle ansie genitoriali.
e poi 'sti discorsi che se sai che se c'è la mannaia del licenziamentio allora rendi di più...ma dai, è questa la motivazione a fare un buon lavoro? la motivazione ha a che fare con il desiderio, non con la paura. se una persona non prova passione non la produci in questi termini, le risorse vanno coltivate in ben altro modo secondo me, con la formazione non con la minaccia.

Tequila Bum Bum ha detto...

Vedi però... è un cane che si morde la coda... come fai a sapere se un insegnante è realmente motivato dalla passione pèer ciò che fa??? questo, a rigor di logica, dovrebbe esserci in qualsiasi tipo di lavoro (perchè andare a lavorare solo per lo stipendio è di una tristezza infinita), ma la passione non è misurabile o quantificabile... la realtà delle scuole private io non la conosco, qui dove vivo non ce ne sono, ma la scuola italiana può davvero permettersi di formare i formatori??? Io lavoro in un ente di formazione accreditato per i corsi FSE, proprio in questi giorni stiamo tentando di dare avvio ad un progetto per i professori delle scuole superiori. in pratica si tratta di piccoli corsi di aggiornamento su tematiche di attualità che vengono svolti dagli imprenditori, in modo che gli insegnanti possano capire che cosa cerca il mondo del lavoro nei ragazzi che si diplomano... hai un'idea della fatica che stiamo facendo per trovare 6 insegnanti (6... non 50!) che vengano alle lezioni (4 di 3 ore ciascuna in orario pomeridiano)... e sai che cosa ci ha risposto la preside??? "Faccio fatica a portarli a scuola la mattina pagati, figuriamoci il pomeriggio gratis!"... Questi sono insegnanti mossi dalla passione per il loro lavoro???

Titaniumx7 ha detto...

Io sono andato ad una scuola privata (cattolica) e tutto sommato devo ringraziare i miei genitori per questo, hanno fatto dei sacrifici per fornirmi una conoscenza adeguata.
Sono d'accordo, i genitori sono i primi a dover formare i figli a fornire gli strumenti per capire il bene ed il male, quello che è giusto e quello che è sbagliato, la scuola arriva dopo, la scuola deve dare nozioni.
Sono d'accordo, privato non è sinonimo di buono, le scuole sono formate da insegnati, da uomini prima che dalle strutture e gli uomoni sbagliano, ci sono quelli bravi e quelli cattivi ma questo vale anche per la pubblica.
Non sono però d'accordo, se dite che solo nelle scuole statali si insegna il libero pensiero, che si insegna ai ragazzi a pensare con la propria testa al contrario delle scuole private; solo i docenti delle pubbliche sono i custodi di una cultura oramai perduta? io non credo il mio prof di italiano ci insegnava a guardare il mondo da punti di vista diversi in modo da capire quale secondo noi fosse quello migliore non ci costringeva a pensare come voleva lui.
Il resto degli insegnanti ci spiegava solo le materie, conoscenza, mai un cenno alla morale o alla politica o al politichese... (cosa che invece ho notato in molte scuole pubbliche).
L'eccellenza sta nelle strutture pubbliche? allora perchè le private proliferano? perchè se vado a prenotare un esame ci vogliono 3 mesi mentre se pago nella stessa struttura o se conosco l'amico del cugino dello zio del primario faccio l'esame il giorno dopo?
La verità che il pubblico (scuola-sanità e tutto il resto) è un carrozzone abulico e dispendioso,un buco nero che per anni è cresciuto grazie all'assistenzialismo, a patti clientelari dove non viene premiata la bravura o lo spirito di miglioramento ma solo l'anzianità di servizio.

Rossa ha detto...

bum bum il problema insegnanti e' una questione annosa e non e' cio' che discutevo qui (ma va??) ma il problema della passione e della motivazione a un lavoro riguarda tutti. insegnanti medici infermieri e assistenzi sociali e via dicendo. riguarda soprattutto i mestieri a contato con il pubblico, i mestieri che riguardano i servizi sociali in genere. e' un problema che riguarda qualsiasi lavoro, e' un problema che riguarda le persone. dietro a un medico o un insegnante c'e' una persona e quella persona deve essre nelle condizioni di dialogare con il proprio mestiere. senza spinta motivazionale e di desiderio non c'e' professione, non c'e' dedizione. tu ne fai una questione un po' troppo semplice, come a dire sono tutti fannulloni nel pubblico. non e' affatto vero, ci sono persone dedite e responsabili insieme ad altre incapaci e acefale. non si puo' generalizzare in alcun modo.
infine la formazione e' un capitolo ancora non aperto in italia, la formazione qui non sappiamo nemmeno con che lettera comincia.

Titaniumx7 ha detto...

evidentemente mi sono espresso male e non intendevo generalizzare, sono convinto che ci siano ottime persone nel privato e ottime persone nel settore pubblico, però purtroppo a svantaggio di queste ultime giochino la burocrazia lenta e macchinosa, la politicizzazione delle strutture e il menefreghismo dei colleghi fannulloni.

Rossa ha detto...

Buongiorno Titano.
devo aver combinao un po' di casini ieri sera. era tardi, ero stanca. ero anche confusa??
la risposta che ho scritto era per bum bum. per te ne avevo scritta un'altra che poi si è persa e mi riservavo di risponderti meglio questa mattina. non solo, avevo lasciato dei commenti sul tuo blog che, ora ho visto, non ci sono...mah!!
ad ogni modo, rifacciamo tutto.
non sono molto d'accordo nè su politicizzazione nè su menefreghismo.
rimango convinta che la scuola primaria italiana sia un'ottima scuola, fondata invece su persone molto volenterose. questa cosa del lassismo, insisto, può riguardare alcune persone ma è diventata una bandiera di questo governo populista e di facili generalizzazioni. e poi continuamo a dirlo, questo aspetto riguarda diversi settori, riguarda le persone, riguarda le motivazioni, riguarda anche le condizioni di lavoro.
il tuo insegnante di italiano era un buon insegnante, bene, una delle fortune della vita è proprio questo, trovare buone persone che ci insegnino, la vita, le materie, il mestiere e l'amore. questo conta moltissimo.
ma è risaputo che la proposta qualitativa dell'insegnamento privato non è di pari livello a quello pubblico. l'esistenza delle scuole private (proliferare mi sembra eccessivo) è legato al business che ci sta dietro, ora anche sovvenzionato vergognosamente dallo stato che sottrae al pubblico per dare ai privati, ma soprattutto, come dicevo nel post, è il riflesso della crisi genitoriale e della famiglia. i genitori demandano al privato convinti di trovare il rigore che non sanno impostare in famiglia. oppure, chissà, per proseguirlo.
la cosa che sopra tutte comunque mi indigna è che se ci sono famiglie disposte a versare migliaia di euro all'anno per l'insegnamento dei propri figli, lo facciano pure, magari in scuole cattoliche, come è capitato a te, per mantenere una linea di impostazioine religiosa, ma senza i soldi del pubblico, questo lo trovo immorale inaccettabile e involutivo.
l'insegnamento, come la sanità, è un bene pubblico e pubblico deve rimanere, paritario e democraticamente aperto a tutti per dare a tutti pari possibilità. questo è un fondamento della nostra Rebupplica, costituzionalmente stabilito.

Titaniumx7 ha detto...

Il governo non c'entra nulla, non mi dire che non hai mai litigato con un impiegato comunale arrogante e indisponente, non hai mai discusso con un'impiegata dell'ufficio cassa di un ospedale o con un'infermiera scorbutica ecc.ecc
Non metto in duscussione che nel pubblico ci siano ottime persone, perchè tu invece fai il contrario con il privato?
Sono d'accordo con te scuola e sanità devono restare alla portata di tutti perchè sono diritti inalienabili, però se il privato riesce ad offrire qualcosa in più e lo fa pagare cosa c'è di male?
Per quanto riguarda i soldi alle private è un argomento annoso resta il fatto che comuque chi va in una scuola privata paga le tasse per le pubbliche e l'iscrizione per la privata.