bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 7 febbraio 2010

parnassus vede con gli occhi di magritte


penso: è confuso, ridondante e ripetitivo.
salvo però, con lode, la parte visionaria e immaginifica.
dalla prima immagine all'ultima ho pensato: questo film è pieno, è costruito, è sviluppato sui quadri di magritte.
e, come magritte, si libera nel cielo della mente e delle sue angolazioni segrete. sonda immagini nascoste della memoria. visita stanze misteriose che disvelano mondi ancestrali.

le figure del film vengono inglobate dalla mente di parmassus, processate dal suo incoscio e poi partorite e restituite alla realtà.
il diavolo cammina sulle nuvole e restituisce a parnassus la libertà di morire.

9 commenti:

BaciSegreti ha detto...

Anche su questo film la pensiamo uguale. Ho visto Parnassus spinto proprio dalle immagini surreali, visionarie del trailer che richiamavono quadri con uomini in bombetta che volavano per il cielo. Tema caro anche a Sclavi che nei suoi Dylan Dog inserisce spesso qualche immagine surreale. Mi è piaciuta la visione onirica di Parnassus, ma il regista l'ha tirata troppo per le lunghe... spesso diventa ripetitivo e per chi non coglie le citazioni surreali, oserei dire noioso.

Rossa ha detto...

non è la prima volta che citi Dylan Dog. è così bello? non lo conosco molto, solo visto di sfuggita. contiene immagini che possano far pensare a un modo visionario mentale onirico?

si noioso, reiterato, solo la fantasia che si tinge di inconscio e di magrittudine mi è piaciuta. siamo d'accordo.

Rossa ha detto...

Pesa, tu lo hai visto per caso?
mi fai l'onore...?

BaciSegreti ha detto...

Ho iniziato a leggere Dylan Dog "tardi" giusto qualche anno fa. Le storie di oggi sono, generalmente, noiose e abbastanza scontate. Le storie degli anni '80, scritte da Tiziano Sclavi credo che meritino. E' un fumetto di orrore, spesso splatter, ma Sclavi non lo rendeva mai banale, inserendo spesso spunti filosofici. Le idee attorno cui Sclavi costruisce l'orrore, sono orrore esse stesse. Uno dei titoli che più ho amato è "Tre per zero uguale a tre" in ristampa Mondadori da poco, in forma di libretto. E' una storia splatter che si sviluppa attorno alla scoperta di uno scienziato pazzo che 3 x 0 non fa 0 ma 3. Da questo momento tutta la matematica, la scienza, le certezze dei giorni nostri cadono a terra come le pedine di un gigantesco domino. Tutto diventa caos. Ma cos'è la matematica e la scienza? Siamo noi a costruire la matematica per interpretare il mondo o è la matematica a dettare le regole?

Rossa ha detto...

mmm non è il visionario folle dell'inconscio di una psichiatra, è l'incubo ingovernabile della mente di un matematico...

pesa ha detto...

eccomi, come ella dasidera, maestà! :-)))
putroppo il film non l'ho visto e non ne ho neanche sentito parlare, non ho visto il trailer, proprio non lo conoscevo (non lo conosco).
mi spiace non poterti seguire su questo argomento, ne troveremo altri.
alla prossima

PS: un conto che 'non torna': mooooolto, mooooolto peggio di un incubo!!! so che ti farà da spunto.

@baci: le regole, matematiche (spesso, spessissimo) o meno, esistono già alla base di ogni cosa/evento, sta a noi svelarle e comprenderle, più che 'crearle'. mia personalissima idea, ovviamente.

BaciSegreti ha detto...

@Rossa, non ne sono pienamente d'accordo... ma magari ti porterò altri esempi, ho bisogno di sfogliare i vecchi giornaletti che ho a casa.

@Pesa, la matematica non esiste. E' un'invenzione dell'uomo per cercare di spiegare la natura. Sono molto vicino alle posizioni di Popper (La scienza non spiega proprio nulla) e al famoso scambio di opinioni tra Einstein e Bohr:

E: "Dio non gioca a dadi con l'universo"
B: "Non solo Dio gioca a dadi, ma bara pure"

pesa ha detto...

@baci: sono decisamente più 'tecnico' che 'filosofico'. ho frainteso il tuo 'creare', volevo intendere che l'uomo non crea le regole, bensì cerca e svela il modo di descriverle. noi 'umani' lo facciamo con la matematica, che, appunto come dici, è una convenzione creata all'uopo. su altre galassie potrebbero usare la potivnika atrikila al posto della matematica per descriviere la natura. non so neanche se si scrive giusto così, e non ci ho mai capito un gran che, del resto io sono di questa(!) galassia. :-)))))

Rossa ha detto...

splendido ragazzi, miei amici scienziati, devoti alla ricerca e alla sua funzione salvifica, parlate tra di voi. vedetevela voi tra matematica e creazione del linguaggio dell'universo.
io mi defilo pensando che i conti, per definizione, non tornano mai e non potrebbe essere altro che così...(punto di vista umanistico).
baci a tutti.