bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta foto. Mostra tutti i post

mercoledì 25 aprile 2012

la casa degli italiani

Fiera di Milano
19 aprile
sera
piove
sotto l'ombrello
stretti stretti
soli
due ore di visita
rivista di AD in omaggio, uscendo
saluto la guardia
gente che lavora di notte
fa freddo
piove ancora
è aprile?
sono le 23
19 aprile
una serata, una bella serata
oggetti-case-arredi-idee-stili-forme-immagini-merce-aziende da vedere
un bello spazio in fiera, un viaggio nello spazio domestico, uno sguardo sugli spazi
AD - La casa degli Italiani dal 1861 al 2011.













molti video, oggetti, icone di stile e oltre 200 foto di interni di grande formato.
panoramica sull'evoluzione dello stile di vita, del gusto e delle abitudini nel nostro Paese.
sette i periodi rappresentati: l'Italia dell'800 (1861-1900), l'età giolittiana (1901-1920) con uno spazio ad hoc dedicato al collezionista, il Ventennio (1921-1945) introdotto da una visita del Vittoriale, la Ricostruzione e il Boom (1946-1967), gli anni delle crisi (1968- 1980), l'ascesa e la caduta del consumismo (1981-2000), l'era di Internet (2001-2011).
casa italiana, pur nelle radicali trasformazioni, sempre legata ad alcuni paradigmi: qualità degli arredi, sentimento del bello, armonia delle differenze, intreccio di tradizione e modernità e la persistenza dell'arte. rassegna di oggetti che hanno accompagnato l'evoluzione dell'abitare (arredi, telefoni, radio, televisori, computer, elettrodomestici, servizi da tavola, suppellettili) e apporti multimediali interattivi (spezzoni di film, gallerie virtuali d'arte, stanze animate).
apposite nicchie per il "ritratto", sempre multimediale, di 76 aziende protagoniste nella trasformazione del nostro paesaggio domestico e nella materializzazione dello stile AD.


caso mai
il problema
è
troppo
troppo da leggere
troppo da vedere
bellissimi gli art-box: gallerie virtuali di arte, una per ogni periodo rappresentato, quadri e sculture raffiguranti interni, stili, arredi, modi di ogni epoca. da perdersi.
da vedere
è finita il 22 aprile
da vedere lo stesso

lunedì 16 aprile 2012

photofestival

mi hanno detto che a Milano c'è il photofestival. milioni, che dico, miliardi di foto esposte, oltre 90 appuntamenti in programma per oltre un mese. tutto oltre!
all'apparenza uno sballo, una golosità, in realtà non si capisce niente e non riesco nemmeno a valutare come dove e quando devo andare per vedere almeno una foto. possibilmente decente.
una follia.
un sito generico, malfatto e poco informativo con link che non funzionano.
una follia e io ci divento matta. non fa una grinza.
per dare un'occhiata, prima di pasqua, ho scelto la soluzione più semplice: palazzo Castiglioni a due passi dal Fatebenefratelli e Oftalmico, presso cui svolgo parte della mia intensissima attività professionale, e alla fine ci ho trovato 4 foto in croce.
e non so se ne salvo una...
LUCIANO BOBBA, Divercity

CRISTIANO OSSOLI, Still life

SILVIA AMODIO, Volti positivi

queste sono le migliori? o solo quelle che ho trovato.... ma non cambia, il genere è questo. tentativi di ri-vedere le città, oggetti già visti nemmeno con occhi nuovi,  volti malati di aids nel mondo.
mi è sembrata una fregatura. ma mi sono detta...Rossa non essere precipitosa.
devo però dire che, se la mostra faceva ridere, la location, il palazzetto Castiglioni, invece è uno spettacolo! palazzo puro stile liberty, sede milanese della Confcommercio, scalinate interne veramente strepitose, splendidi stucchi e altre notevoli opere in cemento, pietra, vetri decorativi e ferro battuto.


venerdì ci ho riprovato
leggo, sempre sul maldestro sito del festival e del museo in questione, che  il Museo Pecci di Milano ospita "Turbolenze", in mostra le opere di artisti e gruppi di artisti provenienti da Austria, Brasile, Giappone, Italia, Russia e Stati Uniti, collezionate negli ultimi 20 anni. Il titolo "Turbolenze", veramente figo all'apparenza, ben identifica, così leggo ancora,  l'intenzione espressiva dell'evento: mixare esperienze artistiche contemporanee solo in apparenza disordinate e irregolari, ma che rispecchiano - ciascuna in modo diverso - l'inquietudine economica, politica e sociale che attraversa la vita del popolo italiano, nonché mondiale, in questi ultimi anni. Tra gli artisti presenti: Nobuyoshi Araki, Elena Berriolo, Botto&Bruno, Martha Colburn, Dmitri Gutov / Radek Community, Olga Kisseleva, Lucia Marcucci, Vik Muniz, Anatoly Osmolovsky, Valie Export, Erwin Wurm.
aspettativa: ALTA.
verifica: AMMORBANTE.
anche qui ho vacillato sul senso delle parole. turbolenze? ma dove? ma che invenzione meschina. una furbata per gonzi come me. un oggetto vuoto senza sostanza sostenuto da un nome disonesto. l'apparenza disordinata e irregolare è stata ai miei occhi, invece, un dato di realtà sconcertante. deludente.
le foto erano povere e inespressive. poche, isolate, o inutili. nessun senso comune, nessun discorso in atto, nessuna turbolenza, al massimo qualche flatulenza. gli artisti citati: metà assenti o dispersi. almeno una volta Araki si dilettava con grandi labbra e posizioni sado maso...qui  riporta faccette e faccine dell'Italia del 2000. ridicole. gettate sulle pareti come gechi alla rinfusa.
dai basta, Photofestival è una bufala.
oppure qualcuno mi dia un indirizzo ove non perdere prezioso tempo.

MARCOS CHAVES Burracos, 1996-2008


NOBUYOSHI ARAKI Viaggio in Italia, 2000, Fotografie in bianco e nero


VALIE EXPORT Selfportrait: Transfer Identity, 1970

venerdì 22 luglio 2011

foto di mare


lo ferma nello scatto
contro il mare, su questa spiaggia
ignota, i giochi sono
rosso-accesi di plastica,
gommosi, il tempo
questo presente alieno
che solo la memoria
soccorre e incrina,
io ero come te castano
e assorto,
ma non vedo il secchiello,
gettato oltre la foto,
nella rena sperso,
s'è fatto grigio eterno
come l'onda e il viso
come quelle palline a spicchi grandi
con Magni e Coppi,
il tunnel smisurato
che la spuma circonda
e assedia invano


anche per te
il tempo
farà così distanti
i giochi accesi,
sbiancheranno i colori
nella carta,
dopo,
in una persa spiaggia,
fotografano la vita
tua, remota

Umberto Piersanti

giovedì 28 aprile 2011

fior che si disfiora

Aprile
di Vincenzo Cardarelli

Quante parole stanche
mi vengono alla mente
in questo giorno piovoso d’aprile
che l’aria è come nube che si spappola
o fior che si disfiora.
Dentro un velo di pioggia
tutto è vestito a nuovo.
L’umida e cara terra
mi punge e mi discioglie.
Se gli occhi tuoi son paludosi e neri
come l'inferno,
il mio dolore è fresco
come un ruscello.











domenica 13 marzo 2011

cortecce

Cavalese.
Cermis.
Trentino.
in un bosco di betulle. 10 marzo 2011.