bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 24 aprile 2020

la conquista dell'inutile

il tempo si trascina come un elefante e i cani mi strappano il cuore.

Werner Herzog ha girato un film, molti anni fa.
Fitzcarraldo.
un film passato alla storia per gli infiniti problemi che ha causato a chi vi ha partecipato, anche morti sul set, disgrazie, imprevisti, incidenti, litigi furibondi con l'attore protagonista Klaus Kinski, abbandoni celebri, Mick Jagger abbandonò il set.
un uomo ha un grande sogno: costruire un grande Teatro dell'Opera in un piccolo villaggio amazzonico isolato dal resto del mondo, per farvi esibire i più grandi nomi della lirica, uno su tutti il famoso cantante Enrico Caruso. a Herzog non interessava la scalata al successo di quell'uomo, bensì l'idea che per raggiungere i propri obiettivi si potesse far passare una nave per una montagna.
e così si fece nel film.
non un modellino, non una simulazione.
una nave sulla montagna.
La conquista dell'inutile  è un libro di Werner Herzog del 2007, dove è raccolto il diario tenuto dal regista durante la lavorazione del film, tra giugno 1979 e novembre 1981, pubblicato a oltre 20 anni dall'uscita del film. vi si raccontano la foresta amazzonica e le sue popolazioni di indios, spesso usati come comparse, e il lavoro d'attore di Klaus Kinski, protagonista del film. soprattutto, ci sono dichiarazioni e visioni poetiche del regista.

Come la folle rabbia di un cane, che si ostina ad azzannare la zampa di un capriolo ormai morto e insiste a scuotere e a tirare con forza la selvaggina abbattuta, al punto che il cacciatore rinuncia ad ogni tentativo di calmarlo, una visione si era radicata dentro di me: l'immagine di un grande battello a vapore su una montagna – la barca che si trascina tra i fumi grazie alla sua stessa forza, risalendo un ripido pendio nel cuore della giungla e, in mezzo a una natura che annienta senza distinzione i deboli e i forti, la voce di Caruso, che riduce al silenzio il dolore e il clamore degli animali nella foresta amazzonica e smorza il canto degli uccelli. O meglio: le grida degli uccelli, perché in questa terra, incompiuta e abbandonata da Dio nella sua ira, gli uccelli non cantano, gridano di dolore, e colossali alberi intricati si artigliano l'uno con l'altro come in una gigantomachia, da orizzonte a orizzonte, tra le esalazioni di una creazione che qui non si è ancora conclusa. Trasudando nebbia, spossati, si ergono in questo mondo irreale – e io, come nella strofa di una poesia in una lingua sconosciuta che non capisco, mi ritrovo a provare un profondo terrore.

Werner Herzog
La conquista dell'inutile

mi piace l'estratto dal libro, moltissimo. l'ho ascoltato su Fiesta immobile, dalla lettura di Andrea Tarabbia, e ringrazio.
ma ciò che mi introga più di tutto è il titolo del libro, la conquista dell'inutile.
ciò che serve per vivere, soprattutto di questi tempi, ma in tutti i tempi in generale, non è la conquista di qualcosa, ma la conquista di non qualcosa.
dell'inutile.
spazio infinito per il pensiero.


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