bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

mercoledì 3 aprile 2013

uno sguardo sulla frontiera


Dal sito della Casa di Vetro (http://www.lacasadivetro.com/), Milano.
L’EVENTO - Presso La Casa di Vetro di via Luisa Sanfelice 3, in collaborazione con EFF&CI– Facciamo Cose e in anteprima per Milano, si inaugura il 23 febbraio dalle 16.00 alle 20.00 (ingresso libero) la mostra “Wild West. 1861 – 1912: l’America dei Pionieri”. Aperta fino al 30 marzo, composta di 55 riproduzioni digitali di rare immagini (alcune scattate da fotografi famosi come Timothy H. O’Sullivan) miracolosamente sopravvissute alle condizioni estreme del selvaggio west e conservate dai National Archives degli Stati Uniti, la mostra racconta il mito della corsa all’ovest dei pionieri americani ripercorrendo tutto l’immaginario iconografico dell’epoca – coloni, cowboys, indiani, sceriffi, banditi, etc. Seconda di quattro esposizioni in programma da novembre 2012 a maggio 2013, “Wild West” è inserita all’interno della rassegna History & Photography, il progetto curato da Alessandro Luigi Perna che ha per obiettivi principali raccontare la storia del mondo contemporaneo attraverso la fotografia, scoprire, valorizzare e rendere fruibili al pubblico archivi fotografici spesso frequentati solo dagli addetti ai lavori, e offrire la possibilità, quando archivi e autori lo consentono, di acquistare le immagini esposte a prezzi accessibili a tutti. 
LA MOSTRA – Nel 1848 le frontiere degli attuali Stati Uniti sono fissate legalmente – a nord a fare da confine è il 49° parallelo, a sud è il Rio Grande, a ovest è l’Oceano Pacifico. Da molto tempo gli americani avevano cominciato la loro espansione a occidente con esplorazioni e insediamenti di coloni, ma la formalizzazione dei confini produsse una corsa all’ovest impetuosa e inarrestabile: agli esploratori, ai cacciatori di pellicce, ai militari, si aggiunsero i Mormoni, i coloni, gli allevatori di bestiame, gli avventurieri, i cercatori d’oro, le prostitute, i banditi e gli sceriffi. I rari insediamenti si moltiplicarono divenendo prima villaggi e poi città. Alle strade in terra battuta si aggiunse la ferrovia che collegò le due coste degli Stati Uniti. Gli indiani, nativi del nord America, travolti dal mondo contemporaneo, cercarono di resistere ma furono sconfitti e confinati nelle riserve. Nacque e si sviluppò quel mito della frontiera, fatto di violenza ed eroismi, crudeltà e speranza, che fu celebrato in tanti film hollywoodiani. La mostra lo ripercorre attraverso le immagini realizzate da giornalisti, fotografi, cittadini privati, ufficiali pubblici dell’epoca, prima confluite come documenti ufficiali in numerosi dipartimenti statali e poi raccolte in un’unica collezione conservata nei National Archives degli Stati Uniti.

La mostra, che ho visto da solissima, l'ultimo giorno di esposizione, ovvero sabato a Milano sotto una pioggia fredda e battente, contava di poche foto, e questo è un grande pregio, ovvero la garanzia di guardarle tutte con gusto e attenzione, purtroppo esposte in modo irrazionale, poste molto in alto, da guardare a testa in su, in doppia fila, a volte le didascalie delle più alte in seconda fila illeggibili per le nane come me. 
a parte questo, le foto erano pregevolissime, alcune veramente artistiche, altre fortemente rappresentative, altre spiritose o crudeli. un'esposizione fantastica, di grande divertimento, con spiegazioni esaustive e informative ben curate. 
la fotografia ha questa proprietà di fermare il tempo, di fregare la morte, di portare in vita i sepolti, di congelare le espressioni. penso che erano vivi, Sguardo di Vetro e la gente nelle carovane e i soldati a cavallo, si sono fermati lì con quello sguardo nell'obiettivo, e poi se ne sono andati. varrà anche per le mie di foto, nel tempo. facevo i conti, se qualcuno del 1907 potesse essere ancora in vita...ma no...nemmeno i bambini...


Looking Glass, a Nez Perce' chief, on horseback in front of a tepee, 1877.
Looking Glass (Sguardo di Vetro), uno dei più grandi capi dei Nasi Forati, a cavallo di fronte a un tepee, 1877. Autore sconosciuto. Courtesy National Archives.



Band of Apache Indian prisoners at rest stop beside Southern Pacific Railway, near Nueces River, Tex., September 10, 1886. Among those on their way to exile in Florida are Natchez (center front) and, to the right, Geronimo and his son in matching shirts.
Prigionieri apache in viaggio in treno verso l’esilio in Florida. Tra di loro ci sono i capi indiani Natchez (al centro sul davanti) e Geronimo con suo figlio (a sinistra, indossano lo stesso tipo di camicia). Fiume Nueces, Texas, 10 settembre 1886. Foto di A. J. McDonald. Courtesy National Archives.

Column of cavalry, artillery, and wagons, commanded by Gen. George A. Custer, crossing the plains of Dakota Territory. By W. H. Illingworth, 1874 Black Hills expedition. 
La colonna di cavalleria, artiglieria e carri, comandata dal generale George A. Custer mentre attraversa le pianure del Territorio del Dakota durante spedizione militare delle Black Hills (Colline Nere), 1874. Foto di W. H. Illingworth, fotografo inglese alla sua seconda spedizione importante nell’ovest degli Stati Uniti dopo quella, di sola esplorazione, con il capitano James L. Fisk. Courtesy National Archives.



"Guthrie Cotton Market." Peak of trading on Harrison Avenue is captured by Photographer Swearingen, after 1893. Il mercato del cotone in Harrison Avenue. Guthrie, Territorio dell’Oklahoma, ca. 1893. Foto di Swearingen. Courtesy National Archives.


"Her daily duty." Cow with seven small boys on her back poses in front of schoolhouse in Okanogan, Wash. By Frank Matsura, 1907. 
"Il suo dovere quotidiano." Una mucca con sette ragazzini sulla schiena ritratta di fronte alla scuola. Okanogan, Stato di Washington, 1907. Foto di Frank Matsura, fotografo giapponese che emigrò in America nel 1901, dove ha vissuto fino alla sua morte. Più di 1800 foto e negativi su lastre di vetro relativi all’era della frontiera sono conservati dalla Okanogan County Historical Society e dalla Washington State University. Courtesy National Archives.



"On the wharves, San Francisco, 1900." Moored schooners' masts form a wall around the dock. By Henry G. Peabody.
"Sulle banchine, San Francisco, 1900." Foto di Henry G. Peabody, autore dalla carriera e dalla vita straordinariamente lunga, visse infatti dal 1855 al 1951, ha prodotto nella sua carriera migliaia di fotografie, diapositive e filmati che documentano la storia e il paesaggio americano tra ‘800 e ‘900. Courtesy National Archives.

 "John Sontag of the firm of `Evans & Sontag' of Calif. fame. Sontag was shot to death about Sept. 14, 1904. He was not yet dead when this picture was taken."
"John Sontag della banda Evans & Sontag, famosa in California. Sontag è stato colpito a morte il 14 settembre 1904. Non era ancora morto quando questa foto è stata scattata.” Evans e Sontang erano a capo di una banda specializzata in rapine ai treni. Autore sconosciuto. Courtesy National Archives.

"Skating party, Ft. Keogh, Mont., about 1890."
"Festa sui pattini, Fort Keogh, Montana, circa 1890." Autore sconosciuto. Courtesy National Archives.

3 commenti:

monteamaro ha detto...

Non ho avuto la fortuna di visitare la Wild West, ma essendo un vecchio appassionato della Frontiera Americana, osservando le foto postate, mi sembra di vedere luoghi e personaggi familiari. Naturalmente osservo il tutto con occhi concentrati sui soggetti rappresentati: Non saprei d'altra parte, esprimere giudizi "tecnici."
Dico solo che comunque, in tutti gli scatti c'è la sensibilità dell'autore.
Ciao Rossa!

Rossa ha detto...

Ciao Monteamaro sono qui, un po' lenta ma ci sono...
certo che leggi qui e leggi lì, scopro che di interessi ne hai parecchi..

corte sconta ha detto...

anch'io ho amato quel mondo,anch'io non sono un tecnico(figurarsi..far paragoni tra mulas/h.c.bresson la dice lunga..)però mi stupisce non vedere neppure una foto, dico una,di e.s.curtis o di e.j.curtis.davvero insolito.comunque le foto ed il post sono significativi..un saluto rossa.