bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

martedì 23 ottobre 2012

sabato e domenica. 13 e 14 ottobre. lady dior in Milan

si certo, la mattina di sabato ero all'ABA al convegno su anoressia e bulimia e nel pomeriggio allo yoga festival.
corpo (anoressia E' corpo), corpo nel mondo, corpo che parla e si muove nel mondo (fenomenologia di Jaspers) oppure corpo "cosa", corpo organicistico, corpo fatto d'organi, corpo cartesiano che risponde alle pure e semplici leggi della fisica. analisi e corpo dell'analista, anche l'analista porta il suo corpo in analisi.
morte ineluttabile della famiglia edipica, il "nome del padre" lacaniano è ormai inconsistente ed è inutile faticare nel ritrovarlo e ricostruirlo, e nascita progressiva della famiglia affettiva, rapporti liquidi e fluidi, padri amici e padri amanti, madri senza ruolo o così nel ruolo da fagocitare le figlie anoressiche. bocca materna di coccodrillo spalancata sull'oggetto del proprio amore, la patologia del troppo amore che si magia il suo frutto, la sua creazione, bello intero. famiglie in cui la legge non sancisce  più il suo dominio normativo sulle pulsioni, che vagano libere, e si salvi chi può. interessa?
yoga festival, mi infilo nella sala della meditazione buddista, poi a sentire Bo Forbes, l'emblema vivente magrissimo e scattante dell'ottimismo americano al femminile secondo cui la volontà, yogica, è e può TUTTOQUALSIASICOSA, poi un accenno di Mindfulness, alla maniera di Jon Kabat-Zinn (http://nuovateoria.blogspot.it/2010/09/dovunque-tu-vada-ci-sei-gia.html) .
del buddismo apprezzo la pratica del distacco dall'io, ovvero la critica al troppo "io", all'attaccamento morboso alla soggettività, all'avere, al possedere, al consumare tutto in previsione e in operazione di allargamento dello spessore ipertrofico dell'io. Lacan diceva che è certamente pazzo un uomo che si crede Napoleone, ma lo è di più un re che si crede un re. l'io è solo il frutto di identificazioni stratificate, come una cipolla, non c'è nucleo, cuore dell'io. inutile ammorbarci di attaccamento al nostro essere-avere, alla nostra immagine. in fondo il pensiero di Lacan è un derivato della filosofia orientale zen. ciò che non condivido è il tentativo, testardo, di escludere la pulsione. sessualità e aggressività sono gli abitanti del nostro mondo pulsionale, del nostro inconscio, della soggettività appartenente alla specie e che preserva e garantisce la continuità della specie -pensiero che Freud mutua da Schopenhauer- , la pratica, la meditazione, l'allontanamento, lo yoga non possono eliminare il conflitto tra il mondo arcaico dell'inconscio e il nostro io sociale e cosciente. presenziare il qui e ora è certamente un atto di vita libera e cosciente, un atto di consapevolezza, ma noi siamo anche il nostro tempo, passato e futuro, siamo anche nel mezzo tra la pulsione di vita e di morte.Freud diceva che l'uomo è un essere parlante, il cui inconscio, come dice Lacan, è strutturato come un linguaggio. dal momento di questa introduzione uomo e natura si sono definitivamente differenziati.(http://nuovateoria.blogspot.it/2011/10/sunya.html)
detto questo, che è fin troppo, la domenica 14 ottobre a spasso di Milano (no-cars), mi ha concesso, nel marasma della mia vita affettiva di questi tempi, una pausa grafica e ludica. alla Triennale mi sono vista la 5a mostra sul design dedicata alla grafica, le lampade di Gino Sarfatti (piaciute per niente), e...LADY DIOR in MILAN.
sono pallosa e pasante praticamente 24 ore su 24, quindi mi concedo un po' di frivolezza cercando espiazione dalle zavorre della mia vita, fisica e mentale.
la borsetta in questione nemmeno mi fa impazzire ma mi piace l'allestimento, così come mi era piaciuto quello di Louis Vuitton (http://nuovateoria.blogspot.it/2011/10/24-manichini.html) di un anno fa. mi piacciono l'allegria e la leggerezza, le ricostruzioni kitsch, le foto d'autore (qui sotto Steve McCurry, Paolo Pellegrini, Peter Lindberg). 






la Triennale si trastulla con questa mitica Lady Dior, già rappresentata in diversi cortometraggi e fotografie tra le mani di Marion Cotillard -visibile in una sala approntata alla proiezione video-. oggi la borsa dall'inconfondibile impuntura "cannage", i cerchi dorati, il corpo rettangolare e le lettere pendenti,che divenne famosa in un batter baleno grazie alla testimonial d'eccezione Lady Diana,viene rivisitata in più di settanta opere di grandi artisti e talenti emergenti.
è tutto molto divertente. è tutto molto easy. è tutto tempo inutile, finalmente.




3 commenti:

FAI - FONDO AMBIENTE ITALIANO ha detto...

Carissimi,
domani è per tutti noi un triste anniversario. Il ricordo dell’alluvione che ha colpito Vernazza, Monterosso, la Val di Vara e le altre zone dell’entroterra ligure è ancora così nitido nella nostra mente.
Attraverso il Censimento dei Luoghi del Cuore abbiamo accolto l’invito dei Comuni delle Cinque Terre e del Parco Nazionale a far segnalare proprio I TERRAZZAMENTI DELLE CINQUE TERRE. Perché diventino “luogo del cuore” di tanti e perché è necessario che l’attenzione verso questo territorio così fragile non venga mai meno.
Anche l'attrice Lella Costa ha scelto di prestare il suo volto per la mobilitazione a difesa dei Terrazzamenti delle Cinque Terre; ha creato un videomessaggio che vi invitiamo a guardare e a diffondere tra i vostri amici. Non vi sfuggiranno la bellezza e la semplice profondità delle sue parole, il legame con il paesaggio ligure, la sua urgenza sul FARE...
Di seguito troverete i link che rimandano al sito del Censimento “I luoghi del Cuore”, in particolare alla pagina dedicata all'intervento dell'attrice e alla scheda di voto delle Cinque Terre.
Vi ringraziamo per quello che potrete fare: se anche voi amate l'Italia e le vostre Terre, aiutateci a proteggerle!
Ecco il video di Lella Costa:
http://www.fondoambiente.it/Attivita-FAI/lella-costa-per-i-terrazzamenti-delle-cinque-terre.asp
Ecco la scheda sulle 5 Terre: clicca qui per dare il tuo voto
http://www.iluoghidelcuore.it/cinque-terre1

Per maggiori informazioni sul Censimento:
http://www.iluoghidelcuore.it/
https://www.facebook.com/iluoghidelcuore?ref=hl

Telefono: 02467615278

il giardino di enzo ha detto...

Il tuo è un bellissimo articolo, il mio atteggiamento fisico nel leggere le tue parole si risolve in un continuo confermare con il classico movimento su e giù della mia testa.

Bello quello che scrivi del corpo, mi affascina il tuo sapere e ti approcci alle tue cose con ancora l'umiltà della voglia di sapere.

Ancora più interessante, per me, sono le tue parole sul buddismo, del quale sono affascinato da anni pur non praticandolo.
Anche io "apprezzo la pratica del distacco dall'io, ovvero la critica al troppo "io", all'attaccamento morboso alla soggettività, all'avere, al possedere, al consumare tutto in previsione e in operazione di allargamento dello spessore ipertrofico dell'io."
La trovo una posizione molto alta, è la tendenza a cui mi piace aspirare. La storiella di Lacan sul Re è molto esplicita, ironica, vera.
Penso che gli insegnamenti del buddismo indichino un percorso senza fine, una crescita infinita. Hai usato "testardo": non credo che la parola "testardo" possa essere messa in alcuna relazione con la pratica e il pensiero buddista.
Ormai lo sai: sono un infarinato, lontano da studi e approfondimenti, senza certezze certe.

Ribadisco che ci fai conoscere una Milano sempre pronta ad offrire cose interessanti.

Mannaggia, di queste cose che scrivi se ne potrebbe parlare per ore, questo spazio a volte è un po' troppo ristretto.

Cara Rossa, fra il lavoro e le tue molteplici passioni... che vita intensa!
Agli amici dico sempre una cosa: fai ammodino!
Un salutone a te, e grazie.

Paolo

Rossa ha detto...

ciao Paolo, sono sempre così belle le tue parole. ti ringrazio di tutto.
sono stanca in effetti, non ho il senso del limite, faccio troppe cose. credo che sia paura, paura di morire.
dopo anni e anni di passaggio, alla fine mi scopro come era mio padre. ingordo di tutto.
si forse testardo non è la parola giusta. forse prima avevo scritto inutile. il senso comunque vorrebbe essere che non credo che le pulsioni, e il conto che dobbiamo fare tra quelle e le regole sociali, siano sopprimibili. oppure qualcosa mi sfugge, non lo capisco o non lo posso capire.
ti abbraccio
Rossa. ammodino.