bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

sabato 8 settembre 2012

a Praga c'è un ghetto

me lo ricordavo, il ghetto ebraico Josefov e la leggenda del Golem e del rabbino Löw, da quando ero venuta a Praga per la prima volta, più di 30 anni fa, con i miei genitori.
nella mia testa c'era una Praga molto diversa da quella che ho visto in queste vacanze agostane.
ma ho la certezza che la diversità non sia solo legata all'evidente cambiamento indotto dalle cadute del muro di Berlino fino alla più deleteria globalizzazione (è davvero necessario che tutto sia accessibile a tutti? siamo assolutamente certi di questo?) ma anche a scherzi della mia memoria. ho la certezza che quel che credevo di ricordare, quel che ricordo e ho creduto di ritrovare, sia un rimaneggiamento della mia memoria. un rimestio, un'amplificazione, un'illusione o un'invenzione che la portata emotiva di alcuni momenti epici della mia vita, come un viaggio bellissimo nell'est Europa con i miei genitori vivi e presenti, soprattutto mio padre che mi diceva e spiegava tutto di tutto, hanno apportato alle immagini che conservo nel cassetto del mio cervello.
la magia di Praga, certi angoli o luoghi, certezze di fontane o porte secolari, si sono rivestiti di un mio  personalissimo apporto affettivo. ho anche l'iumpressione che certi rimaneggiamenti siano anche piuttosto recenti, modificazioni forse indotte dallo straripamento mnemonico di questi ultimi anni di lavoro analitico o dalla nuova posizione assunta dai miei genitori ora che li perdono di molte cose e ne posso avvolorare molte alltre. penso che molto spesso quando ricordiamo, crediamo di ricordare. 
penso che tanti racconti, che io stessa ho fatto, o che ascolto da altri, siano trasfigurati da un supporto emotivo e che non abbiano più niente a che vedere con l'immagine che la retina ha fotografato, allora, in quel tempo, in quel momento.
ma alla fine tutto questo è secondario, forse è perfino stupido scriverlo. la memoria è fatta di tutto questo. immagine affettiva trasfigurata dall'inconscio.

il ghetto, che pensavo di trovare cupo, angolato, sovraffollato (di ebrei), misterioso, è un luogo del tutto diverso. ampio, arioso, elegante, frequentato (da turisti).
il cimitero, tutto sommato, si avvicina molto di più ai miei ricordi. di certo ero entrata dentro e avevo passeggiato tra le tombe ammassate. ora si circola lungo il perimetro, guidati, intruppati, obbligati. effetto globalizzazione. effetto mortifero. malattia terminale della magia. 
è un luogo mozzafiato, contiene migliaia di lapidi, in uno spazio relativamente piccolo, ammassate una sull'altra, pare che decine di corpi siano sottostanti a ogni singola lapide, un effetto davvero impressionante, visivo ed emotivo. oggi si contano circa 12.000 lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre 100.000 ebrei.
è stato per oltre 300 anni, l'unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti. le dimensioni attuali sono all'incirca quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe, perché il cimitero non poteva espandersi fuori dal perimetro esistente.
In alcuni punti si sono sovrapposti fino a 9 strati di diverse sepolture; le lapidi venivano staccate dal suolo, veniva ammonticchiata della terra per una nuova sepoltura, veniva rimessa la vecchia lapide e in più quella nuova a fianco.












adiacente al Vecchio Cimitero Ebraico, c'è la Sinagoga Pinkasova divenuta monumento agli ebrei moravi e boemi vittime dell'olocausto. Sui muri dell'edificio, tutti, sono infatti scritti gli oltre 80mila nomi degli Ebrei moravi e boemi sterminati dai nazisti. non si poteva fotografare, l'ho fatto di nascosto, così alla cieca, cliccando sulla macchina. 5 anni per scrivere nomi cognomi famiglie luoghi di nascita. 
perchè qui nessuno vuole dimenticare, che la memoria non faccia brutti scherzi.


Nessun commento: