bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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giovedì 17 marzo 2011

Croma - VERDE

il verde evoca la natura, la campagna, l'ecologia. ma pare non sia sempre stato cosi', prima del settecento la natura non veniva definita come vegetazione ma come l'insieme di quattro elementi: aria, terra, acqua e fuoco. per questo la natura possedeva quattro colori, il bianco dell'aria, il nero della terra, il verde dell'acqua e il rosso del fuoco. quindi il verde della natura si confondeva tra gli altri, apparteneva all'acqua, percepita come verde per millenni. poi, straordinariamente, l'acqua e' diventata blu.
l'aspetto piu' interessante del verde e' la difficolta' di reperire in natura i coloranti verdi. allora l'uomo, per tingere o pitturare di verde, si e' adoperarato nella mescolanza di due colori, il blu e il giallo. il colore della natura, in natura, non si trova.
le difficolta' per creare il verde, e ancor piu' per fissarlo, spiegano perche' questo colore e' stato spesso attribuito, sul piano simbolico, a cio' che e' mutevole: la gioventu', la fortuna, l'amore, la speranza, il gioco, il caso e anche i soldi.
verde e' mancanza di stabilita'. e, a me, non piace, ma queste fotografie si anche se alcune di quelle che avrei voluto postare non le ho trovate...

 Paulo Whitaker
 Harry Gruyaert
 Steve McCurry
 Steve McCurry
 Paolo Pellegrin

per me il verde e' un colore esterno, ambientale, non mi appartiene, non lo vesto e non lo sogno.
di verde io ricordo il raggio, da un film di Eric Rohmer che mi colpi' molto, molti anni fa.

 Il raggio verde
di Lucio Piccolo
Da torri e balconi protesi
incontro alle brezze vedemmo
l'ultimo sguardo del sole
farsi cristallo marino
d'abissi... poi venne la notte
sfiorarono immense ali
di farfalle: senso dell'ombra.
Ma il raggio che sembrò perduto
nel turbinio della terra
accese di verde il profondo
di noi dove canta perenne
una favola, fu voce
che sentimmo nei giorni, fiorì
di selve tremanti il mattino.

giovedì 14 gennaio 2010

il raggio verde

tante tante volte ho visto i film di Rohmer.
il suo cinema mi ha alimentato per molto tempo. ho ascoltato i suoi dialoghi come fossero miei, ho addirittura provato imbarazzo, come stessi spiando le scene della vita di qualcun altro.


è luglio e Delphine, trentenne impiegata parigina, non sa dove andare in vacanza e con chi. finisce a Biarritz dove finalmente, incontrato un ragazzo giusto, vede – guardando il sole che tramonta nell'Atlantico – il raggio verde, quel fenomeno di rifrazione che dà il titolo al romanzo di Jules Verne.
chi lo vede riesce a vedere nei propri sentimenti e in quelli degli altri. chiaramente. per il tempo del raggio sulla terra.
ho amato questo film, per la poesia, la sincerità, i personaggi così veri da risultare antipatici.
e ho amato La Marchesa von..., Reinette e Mirabelle, La collezionista, Il ginocchio di Claire, La moglie dell'aviatore, Pauline alla spiaggia, La mia notte con Maud...



anche i film sono i racconti della nostra vita, una delle rante voci che abbiamo ascoltato.