bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

sabato 26 febbraio 2011

trasparenze come vetro


aria di vetro.
qui c'e' un vetro e sono dentro. sono dietro.
aria scura, sfumata, disegnata.
un fiore di metallo segna il limite del vetro smerigliato, ne conforma la funzione.
la trasparenza e' incompleta, l'opacita' e' parziale.

nemmeno io sono completa ma frammentata, sono dentro ma mi penso fuori.
il vetro e' il mio confine, reale e immaginario.
vedo delle scale. forse posso uscire. forse posso andare.
forse possono entrare.




Entro nella torre delle mie paure,
chiudo la porta su quella oscura colpa,
sprango la porta, tutte le porte sprango.
Il sangue corre, mi rimbomba
nelle orecchie: il passo
della pantera è sulle scale,
ora la sento che sale, che sale.
il passo della pantera è sulle scale,
ora la sento che sale, che sale
(Sylvia Plath)


7 commenti:

Titaniumx7 ha detto...

mi piace la 4°, sono tue vero?

Rossa ha detto...

sei un tesoro titanium. si sono mie, un maldestro tentivo di dire qualcosa. ma migliorero'!! non so perche' ti piaccia la 4a ma in ogni caso ti sono eternamente grata.

il giardino di enzo ha detto...

A gusto mio, senza alcuna concezione della Fotografia, l'ultima è quella che mi piace di più, quelle scale di Hitchcockiana memoria, anche se questa foto si è già vista in giro molte volte.
Anche la seconda, quella sfocata, mi piace, fuori fuoco e un po' mossa.
De gustibus...
Ciao Rossa, buona settimana

Rossa ha detto...

anche tu sei una persona gentile, pietosa direi...GRAZIE.

pesa ha detto...

che difficoltà rappresentare qualcosa con un 'linguaggio' che, salvo rare eccezioni, non possiede le strutture per descriverla.
in aggiunta, trattandosi di una percezione soggettiva, il desiderio di renderla esportabile (e quindi oggettiva) raddoppia la difficoltà del tentativo.
dubbio, o timore, e fatica. questo mi pare di scorgere. insomma, la 'pantera' si vede bene, bella :-)
alla prossima

Rossa ha detto...

si vede nella poesia della plath o nelle mie foto? dubbi dubbi moltissimi dubbi. diciamo che lo strumento proprio non ce l'ho. dovrei studiare di piu'!!

pesa ha detto...

ero convinto di aver scritto 'la tua pantera', probabilmente l'ho solo pensato e mi è rimasto nella tastiera :-)
certo anche quella della plath si percepisce bene, ma lei parte da una posizione di vantaggio dal momento che la parola è il mezzo principe per descrivere ciò che non sempre l'occhio vede.
mi (ti) ricordo una canzone di fossati che ti piaceva. c'è tempo :-)
alla prossima