bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

martedì 1 dicembre 2009

giocano dentro di me draghi e angeli (Rimbaud)



Schumann.
Hemingway.
Pantani.

solo per citarne alcuni.
tutti affetti dal male della doppia polarità.
fuoco e cenere.



follia e creatività, impulsività, vitalità e disperazione, esasperazione del sentire.
intemperanza e suicidalità.

Già nell'Iliade si leggeva:

http://rigelblack.deviantart.com/gallery/#/d11el5j


"il molto potente Agamennone
furibondo; i suoi neri precordi erano gonfi
di rabbia, fiamma che lampeggia sembravano gli occhi".

è nero scura la sua rabbia, la potenza che sprigiona dalla furia, energia inesauribile.
la stessa energia che fa comporre, tra le tante, la sinfonia di primavera a Schumann, e vincere il tour e il giro nello stesso anno, il 1998, a Pantani, e scrivere libri, tra ossessioni, oscillazioni, vuoti di memoria e impulsività, all'avventuroso Hemingway.
la stessa energia che, cambiata la polarità, li spingerà verso il basso, l'abisso, il nero, il vuoto, l'abuso di sostanze, la cenere, la morte e il suicidio.

Fin dal I secolo a.c., Areteo di Cappadocia è convinto assertore della doppia natura della melanconia, che può essere interpretata come male organico o come male psichico.
"le parole nero e molto e ipereccitato hanno lo stesso significato"
La melanconia si può manifestare in ambivalenza o complementarietà alla sintomatologia della mania – l’oscillazione bipolare tra stati depressivi e stati euforici – oppure sul versante della tristezza patologica, mista a stati di rabbia, di "nero", e di ipereccitazione. Areteo individua come la sofferenza morale si ripercuota sulla fibra fisica, minandola e guastandola, in quel rapporto circolare che lega indissolubilmente corpo e mente nella visione medico-scientifica dell’antichità.
"quando un uomo viene ipereccitato da questo male nasce la malinconia".

dalla malinconia, che si oppone alla mania e ne è l'origine stessa, che si frammenta nell'impulsività e con essa si confonde in una forma mista, da tutto questo possono nascere creatività e arte.


Lady Lazarus
L'ho rifatto
Un anno ogni dieci
Ci riesco

Una specie di miracolo ambulante, la mia pelle
Splendente come un paralume nazi,
Il mio Piede destro,

Un fermacarte
La mia faccia un anonimo, pefetto
Lino ebraico.

Via il drappo,
O mio nemico!
Faccio forse paura?

Il naso, le occhiaie, la chiostra dei denti?
Il fiato puzzolente
In un giorno svanirà.

Presto, ben presto la carne
Che il sepolcro ha mangiato si sarà
Abituata a me

E io sarò una donna che sorride.
No ho che trent'anni.
E come il gatto ho nove vite da morire.

Questa è la Numero Tre.
Quale ciarpame
Da far fuori a ogni decennio.

Che miriade di filamenti.
La folla sgranocchiante nocioline
Si accalca per vedere

Che mi sbendano mano e piede
Il grande sporgliarello.
Signori e signore, ecco qui

Queste sono le mie mani,
I miei ginocchi.
Sarò anche pelle e ossa,

Ma pure sono la stessa, identica donna.
La prima volta sucesse che avevo dieci anni.
Fu un incidente.

Ma la seconda volta ero decisa
A insistere, a non recedere assolutamente.
Mi dondolavo chiusa

Come una conchiglia.
Dovettero chiamare e chiamare
E staccarmi via i vermi come perle appiccicose.

Morire
É un'arte, come ogni altra cosa.
Io lo faccio in un modo eccezionale.

Io lo faccio che sembra come inferno.
Io lo faccio che sembra reale.
Ammetterete che ho la vocazione.

È faccile abbastanza da farlo in una cella.
È faccile abbsatanza da farlo e starsene lì.
È il teatrale

Ritorno in pieno giorno
A un posto uguale, uguale viso, uguale animale
Urlo divertito:

"Miracolo!"
È questo che mi ammazza.
C'è un prezzo da pagare

Per spiare le mie cicatrici,c'e' un prezzo da pagare
per auscultare il mio cuore
Eh sì, batte.

E c'è un prezzo, un prezzo molto caro,
Per una toccatina, una parola,
O un po' del mio sangue

O di capelli o un filo dei miei vestiti.
Eh sì, Herr Doktor.
Eh sì, Herr nemico.

Sono il vostro opus magnum.
Sono il vostro gioiello,
Creature d'oro puro

Che a uno strillo si liquefà.
Io mi rigiro e brucio.
Non crediate che io sottovaluti le vostre ansietà.

Cenere, cenere
Voi atizzate e frugate.
Carne, ossa, non ne trovate

Un pezzo di sapone,
Una fede nuziale,
Una protesi dentale.

Herr Dio, Herr Lucifero,
Attento,
Attento.

Dalla cenere io rinvengo
Con le mie rosse chiome
E mangio uomini come aria di vento.

Sylvia Plath


la lacrima che sorride di Mirò.
fusione in un corpo unico della doppia faccia dello spettro dell'umore.

5 commenti:

Rigel Black ha detto...

I'm hopping you can read English.
Hey, my name is Rigel Black and, as you may know, one of these images are mine, and registred under Creative Commons.
I don't usually forbid people of using my pictures as long as they put a link back to my deviantart near it.
These images require hard work to produce, and if you're not willing to pay for art, you could, at least, give the artist something to be happy about and link back.

Repeating, this image is licensed under creative commons and it's a crime to use it without the artist's permission.
Take it off or link back, please. I'm hopping you can read English.
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Rossa ha detto...

you're right. sorry. I'm trying to find the link, deviantart non responding at the moment.

Rofrano ha detto...

Leggo il tuo post, mi torna in mente "Toccato dal fuoco", la polarità negli artisti trattata secondo categorie non estetiche ma medico-scientifiche da Kay Jamison. Cose che conosco (troppo, troppo bene). Crepacci ben nascosti. Poi, scendendo nella pagina, i versi di Sylvia Plath! Quando ho aperto il mio blog, poco più di un mese fa, ho scelto di farlo parlando di lei, non a caso. Credo che rimarrò a lungo a leggerti, rossa sorella di Lella Costa.

Rossa ha detto...

se conosci questi abissi allora hai conosciuto la sofferenza, e l'esaltazione. i due poli della dannazione dello spirito. la plath è per me una grande poetessa in una donna annientata dal dolore. la sua poesia mi esalta, mi fa toccare la sofferenza come fosse mia. la poesia è per me una grande fonte di energia, me ne nutro abbondantemente, ne sono grassa in effetti. se sarai ancora qui posso solo esserne contenta, e lusingata.