la magia in una polaroid.
queste foto le fa Sonia Guazzoni che le espone al Fashion Cafè di Milano.
in verità sono esposte malissimo, al buio, senza spazio per osservarle, ma sorvoliamo.
le polaroid sono bellissime.
l'autrice ha chiamato questa raccolta "imprecisa-mente" e, in effetti, la forza di queste immagini sta nella mancanza di definizione, nello sfuocamento, nell'imprecisione. nell'imperfezione in totale antitesi con l'andamento digitale iperdefinito dei nostri tempi. mi ha raccontato le giovane artista che ormai le polaroid, così come le ha fatte lei, non si possono più fare. non esistono più le pellicole e, se si trovano, quelle odierne non hanno più la capacità di catturare la luce in questo modo così, a mio parere, antico. così sognante.
c'è un sito, the impossible project, in cui sono raccolte immagini, indicazioni di mostre, e progetti "impossibili" per coltivare ancora questo ambito fotografico tanto piccolo quanto espressivo, in cui ho trovato foto di luminosa bellezza.
la polaroid la usava mio padre per fare foto immediate durante le feste, in particolare durante il pranzo di natale e santo stefano. mi ricordo quelle immagini prodotte all'istante, la lenta formazione dei profili su quel rettangolo di cartoncino, lo sventolamento per fare prima, l'attesa e poi i faccioni sorridenti.
vi dico che ieri ho rimpianto in modo doloroso di non aver conservato quella macchina, quella scatolina magica. ho provato invidia per questa creatività così suggestiva e ho provato dispiacere oggi a non trovare che 4 foto in croce di quelle 30 che ho visto ieri.
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giovedì 15 settembre 2011
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