bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 9 febbraio 2015

ri-scatti

fotografie dei senza tetto di Milano. al PAC.
da non credere?
da guardare.
(moltissime foto rispetto a quelle in mostra  sul sito http://www.tgcom24.mediaset.it/cultura/ri-scatti-le-fotografie-dei-senza-fissa-dimora-in-mostra-al-pac-di-milano_2094246-201502a.shtml)

Novantacinque foto documentano realtà spesso nascoste, scelte tra i numerosi scatti realizzati in due mesi da tredici senza fissa dimora, undici uomini e due donne, indicati dai Servizi sociali del Centro Aiuto del Comune di Milano per il corso-concorso RI_SCATTI. In mostra anche i ritratti di otto dei protagonisti, scattati dal fotografo di moda e lifestyle Stefano Guindani.
La mostra è l'ultimo step di un progetto, promosso dall’Associazione Terza Settimana di Torino in collaborazione con l'Assessorato alle Politiche Sociali e l'Assessorato alla Cultura del Comune di Milano. Nato da un'idea di Federica Balestrieri - giornalista Rai e volontaria dell'Associazione Terza Settimana che si occupa di povertà alimentare con una rete di Social Market - il progetto è stato realizzato in collaborazione con l'agenzia fotografica SGP Stefano Guindani Photo ed Echo Photo Agency e con il contributo di Tod's.
Il concorso ha creato l'opportunità di un percorso di formazione professionale e di reinserimento sociale per quanti si trovano in temporanea difficoltà: attraverso un corso tenuto dai fotoreporter Gianmarco Maraviglia e Aldo Soligno di Echo Photo Agency, 13 senza fissa dimora hanno appreso il linguaggio e le tecniche della fotografia e lo hanno utilizzato per raccontare la propria esperienza di vita, misurandosi in un concorso finale. Il vincitore, l'argentino Dino Luciano Bertoli, nominato da una giuria specializzata, si è aggiudicato una borsa lavoro presso l'Agenzia SGP di Stefano Guindani.
La mostra al PAC è il risultato di questo percorso. Curata da Chiara Oggioni Tiepolo, la mostra è un racconto della vita ai margini della società, vista con gli occhi di tredici protagonisti. Attraverso le loro fotografie scopriamo dove trascorrono la giornata, cosa fanno, dove dormono, come si procurano i vestiti, dove si lavano, chi sono i loro “compagni di viaggio". Ma anche i loro sogni, le loro aspettative, la loro voglia di riscatto. Un’esposizione fotografica che analizza persone, situazioni ma anche, e soprattutto, emozioni.
In mostra sarà possibile scegliere una delle foto esposte donando da un minimo di 80 euro ad un massimo di 150 euro. Il ricavato andrà all'Associazione Terza Settimana e al Centro aiuto Stazione Centrale.










le foto sono belle, mi sono piaciute. più o meno riuscite, davvero non importa. 
mi piace l'idea del riscatto, mi piace il corso di formazione professionale, mi piace l'opportunità di reinserimento sociale che non è una forma di misericordiosa carità ma di impegno personale. alla mostra mi porge l'opuscolo dell'associazione che promuove l'iniziativa una signora, una signora "bene" di Milano, o di Torino?, una signora ricca e inanellata. anche lei cerca il suo riscatto, il riscatto dalla ricchezza, è evidente. ognuno di noi cerca il proprio di riscatto, ma non tutti lo fanno attraverso i ri-scatti fotografici.
le foto tendono a riprodurre i loro soggetti o la loro forma, la loro inquadratura. sono anonime, non sono segnalati gli autori ma si può notare per alcune una cifra stilistica che si ripete. tendono, alcune ad essere chiuse, chiuse in un mondo, chiuse nella prospettiva, in un angolo, quello della povertà, poco visibile e silenzioso, almeno di solito. Robert Frank, citato alla mostra, nel 1971, parlando delle sue fotografie contenute in “The Americans” disse: “penso che ce ne siano solo due o tre in cui ho davvero parlato con qualcuno, ma per la maggior parte del tempo sono stato in assoluto silenzio, camminando attraverso il paesaggio, attraverso la città fotografando e andandomene via. Bene, questo è il mio temperamento, di essere silenzioso e guardare solo (…) Quel che mi piaceva della fotografia era precisamente questo: che potevo andare via e stare zitto, fare tutto molto rapidamente senza coinvolgimento diretto.
il pannello che apre la mostra sostiene che questi fotografi si sono aperti a un'esperienza in cui "la miseria non la fa da padrona", ma non sono d'accordo, quella matrice si respira in ogni foto.
lei è una degli 8 fotografi finalisti, ha scelto l'anonimato, altri hanno rilasciato e pubblicato il loro nome. fotografata, insieme agli altri, da Stefano Guindani.
mi piace e mi colpisce, con quegli occhi, quel velo, quel golfino allacciato in quel modo, la scelta di non mostrarsi. o, alla fine, mostrarsi molto più degli altri, così celata la si guarda oltre modo, unica donna, la sua storia e  il suo mistero.

5 commenti:

Federica Balestrieri ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Federica Balestrieri ha detto...

Ciao, sono Federica Balestrieri, la signora inanellata che ti ha dato il volantino alla mostra.
Gli anelli sono di bronzo, non sono ricca, non sono della Milano bene (sono bresciana) non cerco riscatto ma redistribuzione della felicità e della fortuna che ho avuto nella mia vita. Per questo ho ideato Ri-scatti, per questo aiuto chi è rimasto indietro. IL tuo pezzo è molto bello. Grazie di averlo scritto e di essere venuto a vedere la mostra.

Rossa ha detto...

penso si sia offesa e la reazione mi dice che non mi sono sbagliata troppo nelle mie considerazioni. sono anni che frequento mostre di questo tipo e anni che frequento per lavoro (sono ua psichiatra), reparti ospedalieri che pullulano di volontarie, tutte donne, e tutte di elevata estrazione sociale: sono convinta che ci sia in questo una forma di redenzione dalla "fortuna", come dice lei ed è un altro modo per dire la stessa cosa, toccata alla propria vita e non a quella di altri, che regala tempo e energie da dedicare in opere di questa portata. Non ci rovo nulla di male, anzi, la mia è una considerazione analitica, nulla di offensivo.
Rossa

Federica Balestrieri ha detto...

Non mi sono affatto offesa! Tanto che le ho fatto i complimenti per il suo scritto, ringraziandola. IO nella vita faccio la giornalista, a tempo pieno, non so o una signora borghese e annoiata che bazzica nei reparti ospedalieri (meglio cmq di quelle che criticano e non fanno nulla). Ho solo ideato Riscatti, ho parecchi amici senza fissa di ora, Ma non devo redimere nulla, la fortuna è quella di nascere in una parte del globo terrestre piuttosto che in un'altra. Non credo vada redenta! Tutto qui! :-) -:) Ciao!

Rossa ha detto...

giornalista, un bel mestiere.
ri-scatti è una bellissima idea, l'ho molto apprezzata.
a presto
Rossa