bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 4 marzo 2012

Portate, treni, per il mondo, scacciati dal paese/ questi allegri ragazzi a non ridere mai più

La miej zoventút (La meglio gioventù)
di Pier Paolo Pasolini

Signòur, i sin bessòj,   no ti ni clamis pí!
No ti ni òlmis pí    an par an, dí par dí!
Par di cà il nustri scur     par di là il To luzòur,
no ti às pal nustri mal   nè ira e nè dòul.
Nuja da trenta sècuj,   nuja no è gambiàt,
al è unít il pòpul     e unít al combàt,
ma il nustri scur al è    scur di ogniùn di nu
e spartí lus e scur   ti lu sas doma Tu!
Dìs di vura! Dìs muàrs!    A svolta la careta
su vièrs la stassiòn    par la plassa quieta,
e a si ferma denànt    la s-cialinada nova
russànt tal glerìn     che il puòr soreli al sbrova.
Li sbaris son sieradis     doi càmions a spètin
fers tra i rudinàs,    tra bars di cassis secis,
e na reciuta a poca     na cariola strinzìnt
afanada na ponta    dal fassolèt cui dinc'.
Il fantàt cu l'armònica     al salta ju sunànt
e il pì zovinùt     cu la scoria al flanc
ghi dà il fen al ciavàl,    po' al entra balànt
davòur di chej altris     luturàns dongia il blanc.
Un puc ciocs a ciàntin     la matina bunora
cui fassolès ros     strens atòr la gola,
e a comandin sgrausìs    quatri litros di vin
e cafè par li zòvinis     che ormai tazin planzìnt. 
Vegnèit, trenos, ciamàit     chis-ciu fantàs ch'a ciàntin
cui so blusòns inglèis     e li majetis blancis. 
Vegnèit, trenos, puartàit   lontàn la zoventút
a sercià par il mond    chel che cà a è pierdút.
Puartàit, trenos, pal mond    paràs via dal país,
chis-ciu legris fantàs     a no ridi mai pí.

1953

trad.: Signore, siamo soli, non ci chiami più!/ Non ci guardi più, anno per anno, giorno per giorno!/ Di qua il nostro scuro, di là il Tuo chiarore,/ per il nostro male non hai né collera né compassione./ Niente da trenta secoli, niente è cambiato,/ si è unito il popolo e unito combatte,/ ma il nostro male è male di ognuno di noi/ e spartire male e bene lo sai solo Tu!/Giorni di lavoro! Giorni morti! Svolta la carretta /su verso la stazione per la piazza quieta,/ e si ferma davanti alla scalinata nuova,/cigolando sul ghiaino che scotta al povero sole./ Sono chiuse le sbarre, due autocarri aspettano /fermi tra i calcinacci, tra siepi di acacie secche, /e una vecchietta spinge la carriola stringendo,/affannata, una punta del fazzoletto tra i denti. /Il giovane con l'armonica salta giù suonando, /e il più giovanino con al fianco la frusta, /dà al cavallo il fieno, poi entra ballando /dietro gli altri, spavaldi presso il banco. /Un poco ubriachi cantano, alla mattina presto, /coi fazzoletti rossi stretti intorno alla gola,/poi comandano rauchi quattro litri di vino, /e caffè per le ragazze, che ormai tacciono piangendo. /Venite, treni, caricate questi giovani che cantano/ coi loro blusoni inglesi e le magliette bianche. /Venite, treni, portate lontano la gioventù,/ a cercare per il mondo ciò che qui è perduto./ Portate, treni, per il mondo, scacciati dal paese/ questi allegri ragazzi a non ridere mai più).



scrive in friulano, in questa e altre poesie, Pasolini.
da qui il titolo del celebre film, quello di Giordana.
di Pasolini ho assistito un anno fa alla rappresentazione teatrale di "Na specie de cadavere lunghissimo", di sconcertante attualità tratto dai testi del Pasolini più 'corsaro' in cui forte e dura è la riflessione sulla nuova barbarie contemporanea, la pubblicità, il consumismo, la televisione, l'ampia e diffusa e 'tollerante' omologazione di usi, pensieri e costumi.
qui invece è poesia, verace e contadina, poesia che appartiene alla terra e alla gente.
quella che soffre, che spera, che parte e che va a morire.

2 commenti:

Rofrano ha detto...

Pasolini! Che figura splendida, coraggiosa, ignara di prudenze, lucida e acuta nel capire le contraddizioni e le barbarie ammantate di neoilluminismo del mondo contemporaneo. I suoi "Scritti corsari" si rileggono ancora come un manuale di decifrazione dell'oggi, e sotto la precisione intellettuale si sente battere un cuore generoso e ricco di umana pietà. Una riprova della sua assoluta indipendenza è la sua battaglia solitaria, accanita e tenace contro l'aborto, la definizione di esso come "omicidio". Sempre molto, molto avanti nel tempo rispetto alle prudenze benpensanti dell'epoca corrente.

Rossa ha detto...

penso anch'io che Pasolini fosse un personaggio straordinario, le tue parole lo descrivono perfettamente. un libero pensatore, coraggioso.