bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

mercoledì 30 luglio 2008

primavera di Praga-dal 5 gennaio al 20 agosto 1968

ne avete mai sentito parlare?
una primavera. pochi mesi, di socialismo "dal volto umano". conclusosi davanti agli occhi del mondo nel '69 in piazza Venceslao con il sacrificio umano di Jan Palach, immolatosi bruciando vivo, e dopo di lui molti altri, per protestare davanti al mondo della fine della storia, della libertà, della corsa folle della Cecoslovacchia verso il proprio autonomo disegno politico, prima dell'arrivo dei carri armati russi.
C'è una mostra, a Milano, racconta questa storia.



sono le fotografie di Josef Koudelka.
sono una storia e sono storia. ordinaria storia di sopraffazione.

martedì 29 luglio 2008

Derek Walcott. Ora saldamente nelle mie mani



l'ho comprato. è nelle mie mani. "Mappa del nuovo mondo" di Derek Walcott.
conosciuto per caso, è ormai un compagno di sogni assolati per sempre.
Nasce a Saint Lucia...sapete dov'è? io ci sono stata. nella periferia marina dei CARAIBI.



Con Walcott si viaggia, si perde il centro, la rotta, poi ci
si ritorna, bruciati da sole e incantati dai tramonti.
"Sono nessuno o sono una nazione", diceva.
Strano, mi ricorda qualcun'altra, altro genere, altra era, altro sesso.
Anche Virginia Woolf recitava così:
"as a woman I have no country,
as a woman I want no country,
as a woman, world my country is the whole world".
Il genio sconfina. sempre



Mezza estate, Tobago

Larghe spiagge lastricate dal sole

Calore bianco.
Una fiumana verde

Un ponte,
gialle palme bruciacchiate

giù dalla casa in letargo estivo
appisolata per tutto l'agosto.

Giorni che ho stretto,
giorni che ho perduto,

giorni diventati troppo grandi, ormai, come figlie,
per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.



Arcipelaghi

Alla fine di questa frase, comincerà la pioggia.
All'orlo della pioggia una vela.

Lenta la vela perderà di vista le isole;
in una foschia se ne andrà la fede nei porti
di un'intera razza.

La guerra dei dieci anni è finita.
La chioma di Elena, una nuvola grigia.
Troia, un bianco accumulo di cenere
vicino al gocciolar del mare.

Il gocciolio si tende come le corde di un'arpa.
Un uomo con occhi annuvolari raccoglie la pioggia

e pizzica il primo verso dell'Odissea.



Il pugno

Il pugno stretto intorno al mio cuore
si allenta un poco, e io respiro ansioso
luce; ma già preme di nuovo.
Quando mai non ho amato
la pena d'amore? Ma questa si è spinta

oltre l'amore fino alla mania. Questa
ha la forte stretta del demente, questa
si aggrappa alla cornice della non-ragione, prima
di sprofondare urlando nell'abisso.

Tieni duro allora, cuore; così almeno vivi.

qualcosa- che si chiama "across the universe"

si parlava di cose...di cose senza nome.
ma c'è qualcosa, c'è un something, qualcosa che si capisce bene che cos'è...



Something
- Beatles

Something in the way she moves
Attracts me like no other lover
something in the way she woos me

I don't want to leave her now
You know I believe her now

Somewhere in her smile she knows
That I don't need no other lover
Something in her style that shows me

Don't want to leave her now
You know I believe her now

You're asking me will my love grow
I don't know, I don't know
You stick around now it may show
I don't know, I don't know

Something in the way she knows
And all I have to do is think of her
Something in the things she shows me

Don't want to leave her now
You know I believe her now


GUARDA IL VIDEO....GUARDALO...
http://it.youtube.com/watch?v=a9njdTKhs2c

Chi ha visto "Across the Universe"? o meglio chi non lo ha visto?
ebbene chi non lo ha ancora fatto si alzi ora, dico ora, dalla sedia, prenda la borsa, si metta le scarpe e vada a vederlo.
visionario, immaginifico, evocativo, penetrante.
qualcosa c'è di sicuro, come quel "something" dei beatles.
Le canzoni sono piene di something...ma e' sempre una sola cosa soltanto...


All you need is love - Beatles
Love, Love, Love.
Love, Love, Love.
Love, Love, Love.

There's nothing you can do that can't be done.
Nothing you can sing that can't be sung.
Nothing you can say but you can learn how to play the game.
It's easy.

Nothing you can make that can't be made.
No one you can save that can't be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be you in time.
It's easy.

All you need is love.
All you need is love.
All you need is love, love.
Love is all you need.

Nothing you can know that isn't known.
Nothing you can see that isn't shown.
Nowhere you can be that isn't where you're meant to be.
It's easy.

All you need is love.
All you need is love.
All you need is love, love.
Love is all you need.

GUARDA ANCHE QUESTO...
http://it.youtube.com/watch?v=9GkgDZ28T00

Si certo, sono canzoni dei beatles. tutto qua? ma no... non è, come qualcuno, mi domando come, mi aveva detto, la storia "meno nota" dei beatles...ma dai...è una storia costruita sulle parole, i personaggi, le emozioni, le evocazioni, i nomi, le note delle canzoni dei Beatles.
un'operazione riuscita, soprattutto per un motivo. non sono i beatles che cantano, ma i personaggi del film. cantano le canzoni in modo naive, semplicemente, sentimentalmente, coralmente legati alla trama dei film. il risultato è esaltante. le parole sgorgano dal cuore, raccontano un mondo, raccontano l'amore e l'amicizia across the universe.


Naturalmente, ascoltatela. la colonna sonora. chi non lo avesse ancora fatto si alzi ora, dico ora, dalla sedia, prenda la borsa, si metta le scarpe e vada a comprarla. Strawberry fields forever....

lunedì 28 luglio 2008

cose




le cose. le cose da fare. ho da fare delle cose. mi è successa una cosa. non so che cosa fare. scusa ma non so cosa dire.
ma le cose esistono se ci sono delle persone, persone le che le fanno, che le condividono, che le realizzano con gusto e passione, che le vivono poi le raccontano e le ascoltano queste benedettissime cose.
allora quelle cose diventano qualcosa. diventano un avvenimento, un accadimento, un'esperienza, un'emozione.
basta cose, diamo un nome alle cose. ogni cosa ha il suo nome.

domenica 27 luglio 2008

let me in

sabato sera.
concerto dei REM.
un avvenimento, speciale, lunare, unico, per cui vale la pena scrivere ripensare e riflettere.
ma quando?
ora sembra che non ci sia il tempo, il tempo di vivere. non c'è.
se non rari, brevi, sfuggenti momenti di intensità. si sfuggente intensità.

http://www.youtube.com/watch?v=UNkPjAlxXWw

domenica 20 luglio 2008

incontri



qui si, il colore ci sta.
lavanda.
colore calore profumo silenzio.
scalata di colore
scie di calore
canali di profumo
la voce del silenzio.

"Ci sono cose in un silenzio
che non m'aspettavo mai,
vorrei una voce
ed improvvisamente
ti accorgi che il silenzio
ha il volto delle cose che hai perduto".
Tenco, la voce del silenzio.

http://it.youtube.com/watch?v=hpVtgJyCtkk

Percorsi.
quanti percorsi facciamo nella nostra vita?
rivedo foto dei miei genitori e mi perdo nei percorsi della mia memoria, quello che sento si impadronisce di me, mi fa sentire perduta e sola. penso al loro percorso, insieme, prima e dopo di me. un percorso finito, concluso. ma un percorso si conclude mai veramente? o il cerchio non si chiude mai?
Incontri.
quanti incontri facciamo nella nostra vita?
alcuni ci segnano per sempre e tracciano il solco dei percorsi della nostra esistenza.
ne ho fatto uno un anno fa che mi ha fatto sentire la forza del legame e dell'autentica vicinanza e ora temo di vederlo sciogliersi perdersi svuotarsi della sua sostanza. "ci sono" mi dice, ma esserci non vuol dire pensare insieme, immaginare e sognare insieme? ci sei? allora pensa con me. l'amicizia, come l'amore, ha bisogno di continuita': si alimenta e cresce di sostanza affettiva mentale emotiva vitale, si nutre di notizie di informazioni di parole di incontri di rinnovamenti. altrimenti non si sostanzia piu'. poi ci si dice "sto bene" ma non ci si e' detto niente, perche' dell'altro non si sa piu' niente e niente sa l'altro di te. si diventa come tutti, come tutti quelli che di te non sanno. non hai paura che succeda questo?
ne ho fatto uno piu'di dieci anni fa. definitivamente perduto, cosi' pensavo, si rivelava con flash mnemonici di luce, mi dava il senso concreto delle cose belle che si perdono senza saperne il motivo. un abbandono improvviso che, in me e nel mio ripensare, non ha mai trovato una spiegazione. succede. ora la vita mi riporta casualmente vicino e mi fa sognare. si mi fa sognare. incontro ancora, imprevedibilmente, e nel momento in cui mi sento abbandonata mi dice distrattamente "non credere che mi sia dimenticato di te". e io sogno. sogno di nuovo l'alleanza, sogno la presenza che quell'incontro mi ha dato, piu' di dieci anni fa. non tornera', quell'incontro, secondo me, ma lo sogno. ma sul serio. di notte, lo sogno.
incontro un nuovo amico, mi stupisco della sua semplicita' nello starmi a fianco, ne ritrovo uno antico, mi crogiolo nel suo farmi sentire bella, desiderabile.
incontro una vecchia amica, persa un anno fa, e ora casualmente ritrovata. senza rabbia senza rancore, facile e bello risentire la sua voce brillante che racconta la sua vita in una serata giapponese.
ho sulla scrivania, da giorni, il numero di un centro, porta il nome, tra i responsabili da contattare, di un amore, il mio primo grande amore. e' il mio lavoro, mi dico che devo telefonare. no, per ora non telefono. perche' non e' una questione irrisolta. e' passata, e' spenta, e' sciolta, e' superata. ma sarebbe un nuovo incontro con un qualcuno che ha gia' segnato il mio percorso. indelebilmente e ora appartiene alla mia memoria silenziosa, non chiede di essere richiamato alla realta' della mia vita quotidiana.
c'e' un incontro che ormai ha la sua età, un suo spessore. e mi ci perdo ancora confusa come se li', invece, il tracciato si insabbiasse ogni volta. e ogni volta si ricomincia da capo, ognuno, credo, con la sensazione che non possa mai finire. e' un cammino che fa crescere pensare e molto sentire.
c'e' l'Incontro, quello, quello che ha generato gli affetti indelebili della mia vita. quello che credo a volte credo, immagino e posso immaginare, a volte dubitando, ma non lo facessi sarei un'incauta, che sia l'incontro che segna la direzione del mio solco e del mio percorso.

Un'arancia sulla tavola
il tuo vestito sul tappeto
E nel mio letto tu
Dolce presente del presente
Freschezza della notte
Calore della mia vita.
Jacques Prevert

e poi. poi c'e'molto altro ancora.
gli incontri mi segnano. segnano la mia esistenza e la scavano dentro. per me un incontro e' per sempre. e' una scia un profumo un calore un colore un odore che si fissano indelebili nel percorso della mia vita, con la voce penetrante del silenzio.
e di questi tempi devo starci attenta, a incontri ed emozioni, perche' mai sono stata tanto vulnerabile.
quindi "se questo e' l'effetto sul tuo morale ti consiglio di mollare la psicoterapia". ma l'effetto sul morale, l'effetto del bene-stare, del bene-essere non sono di pertinenza degli incontri, dell'amore e dell'amicizia? io penso di si.
quello della psicoterapia e' un percorso di conoscenza interiore, e' la ricerca della propria domanda, e' uno sguardo nello specchio della propria memoria. e' sedersi a tavola con se stessi e rivedere un album di foto, e' ritrovare il valore del proprio DESIDERIO.


Amore dopo amore

Tempo verrà
in cui, con esultanza,
saluterai te stesso arrivato
alla tua porta, nel tuo proprio specchio,
e ognuno sorriderà al benvenuto dell'altro,

e dirà: Siedi qui.Mangia.
Amerai di nuovo lo straniero che era il tuo Io.
Offri vino. Offri pane. Rendi il cuore
a se stesso, allo straniero che ti ha amato

per tutta la tua vita, che hai ignorato
per un altro e che ti sa a memoria.
Dallo scaffale tira giù le lettere d'amore,

le fotografie, le note disperate,
sbuccia via dallo specchio la tua immagine.
Siediti. E' festa: la tua vita è in tavola.

Derek Walcott
("Mappa del nuovo mondo" Adelphi 1992)
premio Nobel per la letteratura nel 1992

e' un posto speciale, questo luogo senza spazio e senza tempo che e' l'analisi. un luogo dove ogni parola ha il suo valore, ma, al tempo stesso, lo perde, dove ogni esperienza fatta oggi, in questo minuto, si sovrappone a quella fatta dieci venti mille anni fa, anche prima che nascessi, riprende vita, si rivive in quell'istante. una dimensione dove si prova dolore e poi sollievo, dove la mia pelle assume colori e temperature diverse, dove si disegna del mio umore, della mia tristezza e della mia speranza. è un luogo dove tutto sta sullo stesso piano, senza giudizio, sogni e domande.
è un posto che fa un po' paura a pensarci.
perche' c'è liberta'. c'è solitudine, c'e' ricerca, c'è tempo. c'e' il proprio tempo.
e' li che rinascono e rivedo i miei incontri, ritrovo l'origine del mio linguaggio affettivo -che si illude che l'intensità sia un bene desiderabile per tutti-, interrogo la mia memoria, interpreto il mio personalissimo percorso.

mercoledì 16 luglio 2008

se stasera sono qui...conoscete la canzone? la cantava mina

volevo scrivere.
di incontri.
ma non ci riesco.
non posso.


Benchè l'onda delle parole ci sovrasti sempre,
le nostre profondità sono sempre silenti.


Kahlil Gibran
Sabbia e schiuma

di solito il profondo non si avverte, non parlo del profondo dell'anima, anche se qualcuno non sente nemmeno quello, parlo del profondo del nostro corpo. viviamo, funzionamo, respiriamo, camminiamo con muscoli e sangue e cuore, ma non li avvertiamo.
ma.
avete idea di quando avete la tosse? e sentite, insolitamente, di avere dei bronchi e dei polmoni? bruciano.
avete idea quando avete mal di stomaco, e vi accorgete, mai come prima, di avere uno stomaco? brucia.
ecco, la malinconia fa cosi'. ti accorgi che il cuore ha un suo posto. pesa. mmaledettamente pesa.
e io non posso scrivere. il peso che sento me lo impedisce, le parole restano dentro, le emozioni implodono.
notte.