
Ecco, una signora, una paziente, non mi addentro troppo ma vi dico benestante, mi racconta, per l'ennesima volta, che la sua vita è sfortunata e terribilmente segnata dalla solitudine. non è sposata, non ha figli. ha passato la vita a dedicarsi alla madre malata, altro non c'era. altro non c'è, se non spiegare alla signora, alla paziente, per l'ennesima volta, che la sua non è una vera depressione, come lei molto ma molto aspira a possedere come un diamante prezioso, che la sua è una gran difficoltà, ma proprio gran, ad adattarsi alla realtà della vita, la sua, che così è ma che non è nemmeno troppo così.
mentre parla, per l'ennesima volta, mi rendo conto che è -venerdì-, e mi dice che, tra le altre cose, per lei il trasloco -è venerdì 10, 10 Aprile- dalla Besana a Via Moscova, -è venerdì 10 Aprile 2009-, è stato uno shock. ha detto SHOCK. con molta e molta mal celata malinconia.
-è venerdì 10 aprile 2009 e sono le 11-
oggi è il giorno dei funerali di stato per i morti del terremoto dell'Abruzzo.
per la signora, mia paziente, il trasloco dalla Besana a Via Moscova è stato uno shock.
la guardo e guardo l'orologio.
vorrei stare un attimo in silenzio e pensare e riflettere e interiorizzare, io, non la signora, mia paziente, cos'è uno shock.
ho pensato a cosa succede in pochi minuti.
minuti in cui la vita ti crolla letteralmente addosso.
ho pensato a chi dorme nel suo letto e non si sveglia più o, peggio, si sveglia e ha perso tutto.
dico tutto.
la casa e gli oggetti di una vita e i muri e il soffitto e il pavimento e il lavoro e i soldi e il posto, dico il luogo e il posto, di lavoro e una moglie e un marito e tre figlie e quattro figli e un nipote e un bambino e due bambini e una moglie con suo figlio e una madre e un padre e un'amica e due amici.
e un bambino di quasi tre anni che voleva tanto una moto. per il suo compleanno.
TUTTO.

ho pensato a tutto questo.
e a una vera sana terapia per la signora, mia paziente.
un percorso di vitale importanza sulla serieta' di relativizzare i problemi.
per chi certamente vede la tv e piange e si dispera e dona 100 euro alla Croce Rossa, ma non capisce e continua a pensare che il suo trasloco è stato uno shock.
sono ingiusta lo so. ma attualmente non so essere migliore di cosi'.
il pensiero impensabile di questo padre con il regalo ormai irregalabile per il suo bambino ormai irrespirabile e la scelta disperata di metterlo sulla sua piccola bara bianca mi rende ingovernabile.