
cammino.
veloce, verso l'ospedale.
ho fretta, come sempre.
e sono emozionata, come spesso mi succede.
porto con me i documenti per il concorso.
niente di importante in verità, solo un pro-forma, ma è comunque il mio incarico, il mio lavoro, il mio impegno quotidiano.
ci ho lavorato tutto il giorno prima, fino a tardi la notte...sono stata convocata a sorpresa, ho dovuto rivedere il mio curriculum, aggiornarlo, in un tempo ridicolmente breve.
ho scritto, ordinato, verificato, compilato la domanda e riposto tutto in una cartellina.
un lavoro da manuale, un lavoro da Rossa, precisa, puntuale, efficiente.
cammino.
veloce, verso l'ospedale.
ho fretta, come sempre.
e sono emozionata, come spesso mi succede.
cammino e...mi cade tutto dalle mani.
tutto il materiale cartaceo, domanda, curriculum , documenti, pubblicazioni, partecipazioni a congressi...tutto per terra.
e la terra è bagnata, ha piovuto il giorno prima.
sono attonita, sorpresa.
come è potuto succedere?
non sono inciampata, non fisicamente.
tutto e' caduto dalle mie mani. tutto mi e' sfuggito dalle mani.
raccolgo tutto, tutto sporco tutto in disordine, la cartella rotta.
sono inciampata, non fisicamente ma
mentalmente
SI.
mentre raccolgo capisco di non essere arrabbiata.
mentre raccolgo mi rendo conto, lucidamente, che questo è un messaggio che mi mando, che mando a me stessa.
mi sto parlando.
mi sto commentando.
mi sto rammentando che sono diversa. o che posso essere diversa.
che non ho bisogno di questo ordine esteriore, di questa ossessiva coordinazione dei passaggi, di questa adeguatezza di presentazione e di questa precisione di forma.
inciampo. posso inciampare.
inciampo emotivamente, e il marciapiede sotto di me me lo dimostra, perchè devo imparare che io valgo comunque, che il mio lavoro è riconosciuto comunque, che io posso essere un bravo medico senza bisogno di essere formalmente perfetta.
un bravo medico, una brava persona, una persona.
soprattutto, anche se emozionata sempre, una persona serena.
