bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 11 febbraio 2018

i bambini a Rosmersholm non ridono mai.



allo spazio Marras, che merita una visita, è esposta una mostra fotografica, "Nient'altro che finzioni".

La donna vestita di verde – la figlia del re dei troll – ti viene incontro subito, tra i boschi o affacciata sulla riva di un fiordo. E' uno dei personaggi del poema drammatico Peer Gynt di Henrik Ibsen ed è una delle figure che attraversa le immagini raccolte in questo viaggio immaginario compiuto sulle tracce del grande drammaturgo norvegese. un lavoro a quattro mani, realizzato dalla fotografa Valentina Tamborra insieme all’attrice Federica Fracassi, diventato ora una mostra ospitata allo spazio Nonostantemarras a cura di Francesca Alfano Miglietti e Patrizia Sardo Marras.
lo spunto viene dalla celebrazione del 150° anno dalla pubblicazione di Peer Gynt e in occasione del debutto dello spettacolo Rosmersholm prodotto dal Teatro Franco Parenti. La serie di trenta scatti realizzati da Valentina Tamborra sono pensati come una sorta di foto-romanzo dove si mescolano ambientazioni nordiche, echi della Norvegia e suggestioni teatrali, in un continuo alternarsi di piani d’invenzione e realtà, persone reali e personaggi di fantasia, tempi e spazi. Il viaggio che hanno compiuto in auto e in traghetto le ha portate attraverso le nordiche lande norvegesi, da Oslo al Gudbrandsdal, risalendo fino al porto di Ålesund e da lì verso Bergen, per poi fare ritorno nella capitale, passando dalla città natale di Ibsen, Skien. Il viaggio, in molti punti, ricalca le tappe (raggiunte a piedi, in carrozza, in nave) che il drammaturgo aveva toccato nel 1862 e che avrebbe poi costituito l‘ispirazione del Peer Gynt, terminato solo tre anni dopo a Sorrento, in Italia. Nelle foto, Federica si cala nei personaggi che interpreta sul palcoscenico, crea commistioni di epoche, usi e costumi, mette in relazione il passato con il presente, in un tentativo luminoso di riraccontare Ibsen con un “testo parallelo”. Il progetto Nient’altro che finzioni è stato infatti concepito innanzitutto come un approfondimento e un esperimento drammaturgico, paralleli all’opera e alla realizzazione scenica, come una sorta di “training autorale d’attrice” che, per prepararsi a recitare in due opere ibseniane, vi si avvicina in un insolito corpo a corpo.


















lo spettacolo, Rosmersholm, al Franco Parenti, è di inquietante bellezza. non è il testo originale, ma un suo adattamento per soli due personaggi, Rosmer e Rebekka, di Massimo Castri.
lugubre e mortifero, polveroso e cupo, terrorizzante e soprannaturale, è un buon inizio per conoscere Ibsen. Rebekka, una donna enigmatica e misteriosa entra nella vita di Rosmer a sconvolgerne le fondamenta conservatrici, verso un destino fanatico e definitivo, figura rivoluzionaria e sacrificale, ma smarrita e incapace di svolgere il suo progetto. 
i bambini a Rosmersholm non ridono mai.
la mostra, una ricerca interessante, è luminosissima invece, le foto lasciano più speranza a voi che entrate. 



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