bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 19 febbraio 2016

Consiglio alla vendetta e Accusa segreta

Venezia, 1848.



vendicarsi o no? Maria è in lotta tra orgoglio e vendetta, dignità e delazione, fiducia e sospetto, amore e furore e un tormento disegnato sul volto in lacrime e dallo sguardo volto altrove, cerca di distogliere l'attenzione, di non sentire quei sugggerimenti feroci di vendetta che vengono dall'amica Rachele, amica che già stringe la lettera anonima da lasciare nella bocca del leone.
Rachele sembra risoluta, la maschera sul volto, nessuna emozione, nessun ripensamento, Maria, invece, soffre, che fare? tiene lontana quella tentazione di vendetta. Via dal mio cuore sì vil pensiero!, il braccio di Maria sembra voler fermare quella intenzione tenendo lontano da sè l'oggetto della delazione: l'accusa, falsa, di tradimento della repubblica veneta del suo amante, che l'ha tradita.



ancora dolente, ancora indecisa, o forse già  avviata verso questa risoluzione, ora Maria è sola con il tormento della decisione, quella dell'accusa segreta. sconvolta, il velo in disordine, il vestito mal messo che svela il seno, lo sguardo stravolto, la mano tiene indietro, lontano dallo sguardo quella lettera di fuoco, la tiene con due dita, scotta, freme, non vorrebbe nemmeno tenerla in mano.

scrive Andrea Maffei, poeta contemporaneo:

«Spunta il mattino, deserta è l’ora
Nobili e plebe nel sonno ancora.
Sol due patrizie passan la via;
l’una è larvata, l’altra è Maria.
Ella dal piangere quasi affogata
La bruna maschera s’era levata. 
MARIA: Ove mi traggi? Parla, o Rachele.
RACHELE: A vendicarti dell’infedele.
MARIA: A vendicarmi? Non valgo a tanto.
RACHELE: No, fin che vivi scortata in pianto.
Pensa al leone! Quel marmor aspetta
A bocca aperta la tua vendetta.
MARIA: La mia?
RACHELE: L’infame che te tradisce
Contro Vinegia congiure ordisce.
Qui son le prove dei suoi delitti;
L’accusa è questa: se tu la gitti
Entro la gola di quel leone,
Essa al cospetto dei Tre lo pone.
MARIA: Dei Tre? Mi sento drizzar le chiome
Solo al bisbiglio di questo nome.
RACHELE: La scure o il laccio saran mercede
Di chi due volte tradì la fede.
MARIA: Via dal mio cuore sì vil pensiero!
Saria l’inganno del suo più nero.
RACHELE: Che! gli perdoni?
MARIA: Dai tre potria
Sperar perdono, non da Maria.
RACHELE: Ma del tuo vano femineo sdegno
Colla sua druda ride l’indegno.
MARIA (accenna la carta) La tua sola vendetta è questa.
MARIA: (irresoluta) Ira mi sprona, pieta m’arresta…
RACHELE: Vuoi chi t’accese d’amor sì forte
D’un’altra in braccio?
MARIA: No! Della morte. 

Spunta il mattino, deserta è l’ora
Nobili e plebe nel sonno ancora.
Sol due patrizie passan la via;
L’una è larvata, l’altra è Maria
Ella dal piangere quasi affogata
La bruna maschera s’era levata.
Le strappa di mano la carta e corre a gettarla nella bocca del leone.»

Consiglio alla vendetta e Accusa segreta di Francesco Hayez.
a Milano, Gallerie d'Italia, una mostra che non mi aspettavo.
ero scettica, ho trovato del bello.
questo è straordinario.

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