bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

lunedì 28 gennaio 2013

centro di eccellenza

sono ormai sempre più convinta che chi invoca a voce alta la propria correttezza e assoluta integrità sia sempre di fatto sporco, un po' marcio, individualista e senza regole. opportunista. conformista. si urla forte quando non si ha voce, quando non si possiede la verità nella voce. quando la parola è vuota senza sostegno della fermezza.
assisto oggi davvero infastidita a una questione organizzativa all'interno del mio centro ospedaliero, mi rendo conto come per certe persone, psicologi psicoanalisti, mica gente così...alla fine la cadrega, il possesso dello studio, lo spazio ormai acquisito, il territorio segnato dal piscio come i cani, valga quanto un titolo nobiliare, figuriamoci se parliamo di un ospedale del centro di Milano. quale titolo d'onore!!
ripenso a un paziente al quale ho comunicato la mia intenzione di andarmene e che mi ha chiesto dove sarei andata. Cologno Monzese ho detto. che brutto mi ha risposto.
perdo il mio titolo nobiliare, ma resto un buon medico lo stesso, anzi, diciamolo, a Cologno Monzese la povertà politica civile lavorativa e sociale è molto più consistente che in zona Brera...sarà brutto chissà, ma di certo molto ma molto più utile.
non faccio che sentire 'sta boiata del "cento di eccellenza". ma che scemenza è? la nobiltà sta nella localizzazione? o nelle persone che ci lavorano? nell'appropriatezza della risposta alla domanda clinica? nella correttezza retributiva di chi ci lavora? nel riconoscimento del buon lavoro svolto? ecco, alcune persone che ci lavorano hanno la prosopopea e l'arroganza insopportabile di un acefalo attaccamento, di un possesso imbecille dello spazio, dello studiolo dalle 11.00 alle 15.00 e guai a chi lo tocca. quel posto è mio, ha tuonato la psicologa, e guai a chi lo tocca. anche se rimane vuoto per la maggior parte dei lunedì e qualcuno ne ha bisogno perché, al contrario, ha 5 pazienti da vedere,  ma è l'ultimo arrivato e non può. perché? perché lo spazio è SUO e non lo cede a nessuno nemmeno se non lo usa. qui nulla è di nessuno. siamo tutti precari, nessuno ha appartenenza di niente, se non al gruppo di lavoro, alla collaborazione e alla cooperazione, alla buona pratica clinica, all'interesse del paziente. 
ecco, bel centro di eccellenza, un gigante d'argilla dove tutti lavorano gratis, e dico gratis o per pochi euro all'ora che nemmeno una colf..., per buona gloria di un primario, che mostra appena può il suo fiore all'occhiello e scrive di continuo sui giornali, che tira la corda fin che può, che nel suo centro di eccellenza, che porta un indotto pazzesco all'azienda ospedaliera, non paga nessuno e si affida al volontariato. da anni. alla passione, un po' stupida e malata diciamolo, della gente. alla mia, per esempio.
bene, il gigante ora scricchiola da tutte le parti, il volontariato non paga, né per chi lo fa né per chi ci marcia sopra,  i medici se ne vanno e gli psicologi non possono più scrivere le cartelle cliniche, quindi non possono vedere pazienti.
in più ci sono esempi di eccellenza clinica e altruistica che, come dicevo, non mollano il metro quadrato nemmeno se cadaveri, come, di fatto, in verità, già sono.
vorrei andarmene, ci ho provato e non ci sono riuscita, riproverò.
questo non è un centro di eccellenza, è un luogo di sfruttamento e di soprusi, di malasanità italiana, è tempo che qualcuno se ne accorga, a grave discapito delle centinaia di pazienti che seguiamo. 

5 commenti:

enzo ha detto...

Questa boriosa classe dirigente, così tronfia nella sua certezza di infallibilità, ha distrutto un paese e una società, lucrando sulla ignoranza o sul bisogno.
Avverto sempre un populismo becero in chi dice "devono andare tutti a casa", ma in fondo so che hanno ragione.
Buongiorno Rossa! Hair l'ho visto forse tanti anni fa e quindi non aggiungo una parola alle tue, invece lavorando in Comune due parole qui le ho messe volentieri.
Un abbraccio

Paolo

Rossa ha detto...

Ciao Enzo Paolo e il suo giardino (o il giardino non c'è più?). ma quanti indirizzi hai tu?
sono desolata pure io. MI STO INCISTANDO CON QUESTA COLLEGA BORIOSA E OTTUSA MA SARà MEGLIO CHE MOLLI IL COLPO, NON CI CAVO NIENTE, ANZI FORSE CI FACCIO LA FIGURA DI CHI SI ACCANISCE.
il maiuscolo è involontario e non riscrivo...
riguardalo Hair...

Roberta Gasparro ha detto...

Ciao,
sono una ragazza che segue il tuo blog da tempo e ti ammiro ogni volta che ti leggo per i tuoi interessi
,per il modo con cui affronti ogni questione,per il coraggio..
Sai, il 4 settembre scorso ho tentato il test di medicina perché è da tanto che aspiravo a questo sogno, diventare medico, e poi leggendoti mi rincuorava l'idea che nonostante avessi dovuto sudare per conquistarmi questa formazione avrei potuto avere comunque una vita piena di bellezza e quant'altro tu con una tale maestria descrivi in questo spazio sul web. Purtroppo non è andata,non sono riuscita ad entrare e mi sono iscritta ad architettura pensando che in fondo fosse una scelta di cuore e creatività che non mi avrebbe deluso. Si è rivelata il contrario purtroppo,non ci trovo utilità in quello che faccio, e nonostante abbia accantonato per forza di cose l'idea di medicina arde dentro me, questo sogno,questo desiderio,questa vocazione più passa il tempo più diventa potente.
Vorrei ritentare,voglio rifare il test,voglio darmi un'altra possibilità,anche se l'idea di aver perso un anno mi pesa moltissimo... Ma dopo questo post mi chiedo e ti chiedo NE VALE DAVVERO LA PENA?

Rossa ha detto...

un anno? ti pesa perdere un anno? e cose sarà mai nella completezza della tua vita, cosa sarà mai un anno rispetto alla possibilità di fare quel che desideri piuttosto che trascinarti dietro una professione che non hai scelto?
il mio post non ti deve spaventare. l'ambiente sanitario è difficile e accidentato, come ogni singolo ambito lavorativo, è malsano e spesso precario, è abitato da gente imbecille ma anche da moltissima gente fortemente motivata. la differenza la fai tu, singolarmente, la tua motivazione e la tua rettitudine motiva e rettifica tutti gli altri, in medicina come in architettura. è il singolo che crea il gruppo di lavoro, è il singolo che fa la politica sociale.
ciò che vale la pena sempre è seguire e coltivare il proprio desiderio.

enzo ha detto...

Ho fatto casino sul sito, volevo fare un blog per la casa da affittare e ho ingarbugliato tutto :)