bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 26 agosto 2012

Milano è come una donna bruttina, ma di fascino: non ti folgora alla prima occhiata, ma si rivela poco a poco e alla fine ti cattura

da qualche parte devo ricominciare.
e ricomincio da qui.
nella mia mente ho scritto molti post in questo mese, dalla globalizzazione ala superbia, da Praga a Vienna, dalla Repubblica Ceca al concerto di Bollani e De Hollanda per pianoforte e mandolino, da Romanzo di una strage a Io sono Li (strepitosamente tenero intenso tenace), dall'Arianteo alla Pellegrini.
dubito ne scriverò su carta virtuale, rimangono nella mia mente, il passaggio al momento mi è faticoso.
ricomincio da qui, dalla Stazione Centrale di Milano, di Alessandro Papetti.
ricomincio da dove ho finito, è in centrale che sono arrivata alla fine della mia vacanza.
devo dire che gli spunti e gli sviluppi culturali del giornale di Milano mi fanno molto contenta, ora trovo anche una pagina "Milano d'arte", una serie domenicale di dipinti inediti realizzati da artisti contemporanei per il Corriere.

Milano – Stazione Centrale,Alessandro Papetti per il «Corriere della Sera» (olio su tela, cm. 80x60, 2012)

mi piace, è veloce e futurista.
mi fa sentire in viaggio, com'ero.
mi fa sentire di nuovo a casa, come sono.

"Trovo la Stazione Centrale di Milano architettonicamente bellissima perché ha uno stile che le conferisce una forte riconoscibilità. Avevo 18 anni, forse meno, quando il critico Mario De Micheli con cui stavo passeggiando ne diede una definizione perfetta: stile assiro milanese. Io, però, anziché disegnare la facciata o gli interni ho preferito rappresentare la sua vecchia torre di controllo, quell’architettura primo Novecento che si incontra sui binari appena usciti dalla stazione o poco prima di entrarvici. È nata con una funzione precisa, ma ha un disegno curato che accarezza l’occhio, come quello di un arco, di una porta cittadina..."

3 commenti:

il giardino di enzo ha detto...

Futurismo al passato, molto bello.
Grazie della condivisione, un saluto a te.

Rossa ha detto...

Enzo Paolo e il suo giardino buongiorno.
grazie a te, bentornato, tutto bene?

il giardino di enzo ha detto...

Abbastanza bene, grazie Rossa, lamentarsi di questi tempi mi sembra veramente troppo, basta guardarsi in giro per vedere situazioni così difficili da ritenermi veramente a posto.
Buone cose a te