bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 17 luglio 2011

un minuto prima

"Milano. Vivo in una città occupata da gente occupatissima. Camminano tutti svelti, guardano le donne solo dopo le nove di sera. Questa città si sveglia ogni giorno un minuto prima."
Marcello Marchesi

la mostra su rimini di Pesaresi l'ho vista quasi per caso. il mio obiettivo era lo spazio forma e questa rassegna di giovani fotografi, dal titolo "un minuto prima". Molte foto, alcune veramente inutili, altre più ispirate, ma comunque è sempre un bell'evento camminare in un luogo che raccoglie stimoli, iniziative e voglia di emergere. Ho visto realtà urbane segregate e periferiche raccontate da spirito poetico, penso che ogni luogo può essere fecondo se coltivato dal pensiero.
penso anche che una settimana come quella appena passata ha qualcosa di strepitoso in sè.
sono partita domenica sera alle 18 con lo spazio forma e ho concluso venerdì sera con un concerto inaspettato veramente emozionante.
Milano, la Milano che si sveglia ogni giorno un minuto prima, innegabilmente, sa dare moltissime opportunità a chi le sa cogliere. mi rendo conto che le proposte di questa città sono inesauribili, non potrei viverle tutte, nemmeno se fossi una baby pensionata.
dopo lo spazio forma sono andata a La Milanesiana, rassegna culturale curata da Elisabetta Sgarbi, sorella del più famoso Vittorio, ragguardevole intento di indagine intellettuale alla portata di tutti, una ricchezza di immagini, riflessioni, accostamenti e interpretazioni con interventi di personaggi e interpreti dalle estrazioni più diverse che ogni anno mi lascia sbalordita.
il posto è il teatro di Verdura in via Senato, anche questa una scoperta che ha dell'incredibile. un luogo di Milano, tra colonne e alberi, viali e fiori di cui non conoscevo l'esistenza.



quest'anno La Milanesiana è anche filosofia e riserva a questo splendido teatro all'aperto un programma tutto speculativo, che sviluppa il tema generale del festival - bugie e verità - nelle forme che può prendere attraverso la voce: l'urlo e il silenzio.
la serata prende l'avvio dalla lettura del cantico di Giovanni della Croce, un  meraviglioso sogno mistico che narra l'incontro tra l'anima e dio, la sposa con il suo sposo.
...
L’Amato le montagne,
le boschive valli solitarie,
le isole inesplorate,
i fiumi gorgoglianti,
il sibilo dei venti innamorati,

la quiete della notte
vicina allo spuntar dell’aurora,
musica silenziosa,
solitudin sonora,
cena che ristora e innamora.
...
procede sotto la pioggia che la rende magicamente romantica, si sviluppa attraverso interventi filosofici diversi tra cui quello di Carlo Sini sul "primo urlo" e un'intervista immaginata a S. Agostino messa in scena da Roberta de Monticelli e Andrea Renzi. 
potrebbe parere difficile ma, credetemi, uno sballo.
e già mi domando come ho fatto a meritare tutto questo.
la sera dopo arrivo in ritardo, causa un milanesisssssssimo aperitivo tra colleghi di lavoro in procinto di andare al mare, e partecipo all'evento filosofico solo attraverso uno schermo posto al di fuori del teatro delle meraviglie. si parte dalla lettura dell'ideologia tedesca di Marx e si finisce con una riflessione di Vattimo sulla TAV. il potere tacita o delegittima la parola dell'opposizione. lo zero matematico non equivale al nulla. interessante ma si è persa la magia...mi consolo con un succulento gelato di Grom.
la sera del mio compleanno mi delizio, nonostante i 40 gradi serali, ai giardini dell'Umanitaria con un cinema all'aperto che mi propone un film che merita un post: "Corpo celeste", esordio inaspettatamente brillante di una giovane regista che narra l'incontro sfortunato di un'adolescente con il mondo marcio e inaffidabile degli adulti in un luogo di degrado culturale travestito da santità della cresima. 

piove, durante il film piove, fa ancora più caldo, trasudo umidità, ma mi incanto sotto un ombrello -l'esperienza insegna-  che mi fa vedere il film in uno spazio svuotato di tutti gli spettatori: file di sedie vuote e io abbracciata sotto l'ombrello con la pioggia che cade. una scena degna dell'illusionista.
una sosta forzata di due giorni mi conduce alla fine a una serata con un'amica che mi propone un concerto in quel di Pero al festival dell’Integrazione e della Multiculturalità. un titolo che merita il viaggio.
ma lo merita sopra ogni cosa la musicalità di folle bellezza di Patrizia Laquidara, artista siciliana di origine e veneta di adozione che presenta questo suo ultimo progetto, “Il Canto dell’Anguana”, che vuole dar voce alla figura dell’anguana, misteriosa e quasi dimenticata creatura femminile della tradizione popolare veneta. una musica che spazia nell'infinito passando per la fiaba, i boschi e il mito del cavaliere della morte sul cavallo bianco condita da una sonorità che viene dal sud. un'integrazione mirabile direi, degna del titolo del festival. indimenticabile serata. indimenticabile artista di irresistibile bellezza. 

una vacanza che non finiva mai, adesso però è finita, domani mi sveglierò un minuto prima.

10 commenti:

il giardino di enzo ha detto...

Mi fai venire voglia di Milano. Capisco l'amico Matteo (villana.blogspot.com), milanese trapiantato a Calci: quando parla della sua/tua città in lui si aprono le porte del ricordo e del bello.
Buongiorno Rossa, ho timbrato alle 7,13, quarantasette minuti prima :)

The Cunnilinguist ha detto...

detesto Milano...eppure alcune delle persone più interessanti e piacevoli le ho incontrate proprio li.

Rossa ha detto...

io non lo so se qui è bello. penso anche che possa essere molto brutto. ma già che ci sono mi prendo il meglio. ecco così prima a me non capita mai, ma un po' prima ogni lunedì...questo si!!
baci caro Enzo.

Rossa ha detto...

detesto detesto, che esagerazione visto che non ci vivi. solo perchè ti perdi. dovresti rivedere la tua posizione visto che le milanesi non sono niente male.

nonsòchecazzom'èpreso ha detto...

preferisco qui dove sto ché non ci si sta tanto malaccio

Rossa ha detto...

ahh e tu dove stai?? (ma la mia non voleva essere propaganda...)

The Cunnilinguist ha detto...

infatti parlavo di Milano e non di alcune Milanesi.
la detesto perchè mi offrirebbe tutto quello di cui non ho bisogno o che non desidero...a parte McDonalds ogni tanto....

Rossa ha detto...

se ti offre quel che non desideri non è un motivo per detestarla. al limite puoi ignorarla o escluderla dai tuoi bisogni. detestare significa odiare attivamente qualcosa.

The Cunnilinguist ha detto...

precisina...e pignola :-)

Rossa ha detto...

vero porca miseria...innegabile direi.