bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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giovedì 26 marzo 2020

Liu YE, Storytelling.





più bella la mostra o la sua esposizione?
alla Fondazione Prada non si può rinunciare all'estetica.
devono fare bella figura
essere i primi della classe.
risultare i più cool di tutti.

la mostra è bella nel suo insieme, apparentemente giocosa, raffinata. ironica, sospesa. tra oriente e occidente, in spazi espositivi in cui i dipinti, coloratissimi, generano un contrasto cromatico e con le pareti di cemento e l’architettura industriale di Fondazione Prada
Liu YE, Storytelling.
fino alla fine di questa storia.

giovedì 19 marzo 2020

Cina e cineserie




c'era una volta la Fondazione Prada.
esisterà ancora alla fine della fine del mondo?
i medici cinesi in visita ci stanno dicendo che il nostro sistema di contenimento del corona King è fallace e ancora inadeguato.
troppa gente in giro, mezzi di trasporto in funzione (la mattina sono AFFOLLATI), jogging, ferramenta aperti, ottici anche.
se usciremo dalla fine del mondo seguendo le indicazioni dei cinesi, le cineserie della Fondazione saranno ancora visitabili.
altrimenti si polverizzeranno, come tutti noi, consumati e deteriorati nelle nostre case.
chissà, magari finirà che i cinesi imporranno il loro sistema, dittatoriale, come il migliore in assoluto.
vuoi vedere che il modello comunista tornerà in auge come l'unico possibile in tempi di tempesta virale. e di abbattimento economico globale. leggo che la loro ripresa è già palpabile, con gli USA in ginocchio, è solo questione di tempo, avremo una Cina superstar.
io, qualche settimana fa, mi sono goduta le loro porcellane del 1700.
niente da dire.
grande effetto, grande lavoro artigiano, grande arte. super star.

“The Porcelain Room” è una mostra curata da Jorge Welsh e Luísa Vinhais che esplora il contesto storico, la finalità e l’impatto delle porcellane cinesi da esportazione. 
La mostra, che si svolge al 4° piano della Torre, accoglie oltre 1700 porcellane cinesi da esportazione. Il progetto riunisce esempi di porcellane realizzate tra il XVI e il XIX secolo per diversi mercati, gruppi sociali e religiosi dimostrando l’efficienza dei produttori cinesi nell’intercettare le domande e le sensibilità di ogni singolo segmento di mercato.
Suddiviso in tre sezioni, l’allestimento progettato da Tom Postma Design è concepito come una stanza-nella-stanza, una struttura rivestita di velluto marrone, che include diverse vetrine espositive e uno spazio intimo decorato in oro. La sezione iniziale e centrale della mostra include il maggior numero mai esposto finora di porcellane della dinastia Ming. 
La seconda sezione comprende un’ampia selezione di oggetti di uso quotidiano che raffigurano forme naturali e sorprendenti come animali, frutta e vegetali e intende esplorare l’impatto e l’esotismo delle stoviglie cinesi create per i mercati occidentali. 
La terza sezione rende omaggio alla tradizione delle sale di porcellana, le magnifiche installazioni create nei palazzi e nelle case aristocratiche europee nel XVII secolo e nel XVIII secolo composte da porcellane cinesi e specchi, pannelli smaltati e decorazioni in legno intarsiato d’oro.

giovedì 12 marzo 2020

un invito alla riconciliazione

io, però, lo ammetto, sabato ero in giro.
posso giurare però che mi sono recata in luoghi di desolata solitudine.
la Fondazione Prada, potremmo dire, ha aperto per me.
(e altri due dai, non di più).
sono colpevole lo stesso?
la desolata solitudine ha arrecato un surplus di bellezza a un luogo che già di suo se la cava piuttosto bene.
le linee architettoniche, le ampie vetrate, la giornata di una bellezza inimmaginabile... sembrava un regalo di questa natura così incazzata con noi trasgressori dei limiti che ci imporrebbe.
pareva davvero un invito alla riconciliazione.
ebbene, io ci ho creduto, e sabato pomeriggio, tornando a casa ero felice come non capitava da giorni.
certo, lo ammetto, passando per Papiniano mi è venuto un colpo.
il mercato stava chiudendo ed era nella sua piena formazione, avete in mente il mercato di viale Papiniano? una bolgia.
ecco lì, ho cominciato a nutrire dei dubbi. forse non era stata una così gran giornata.

io mostro prima la bellezza della Fondazione e poi le meraviglie che ho visitato all'interno.

giovedì 20 dicembre 2018

sanguine


















la mostra alla Fondazione Prada. Sanguine, è stata a tratti, semplicemente il contatto con l'orrore.
con le deformità della morte, sotto vari aspetti.
e secondo me è questa la cultura del barocco, un dialogo lugubre e funesto che sottolinea l'annientamento, la decadenza della bellezza e della carne, l'inesorabilità della fine, la mostruosità dell'abisso infernale in un tempo in cui la religiosità non tiene il passo e non governa più il simbolico, il grottesco delle maschere. 
la morte cova ovunque, nel contrasto delle forme, nel tempo che passa, nell'incubo della fine.
la mostra apre con l'oggetto più rappresentativo di tutti quelli che verrano nelle ampie sale successive, più o meno fortunate.
un enome cesto di variegati fiori bianchi, il cui profumo, fortemente già inquinato dai molti fiori già appassiti, è così forte da oltrepassare il piacere per toccare il disgusto della nausea.
eccolo, il barocco, sanguine, l'odore della morte.