bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 31 agosto 2018

john ford point



l'abbiamo già negli occhi, l'America.

LA



Colazione, domenica mattina, da Joan's on third.
Very L.A.
indimenticabile.














giovedì 30 agosto 2018

perchè gli spilli?

lei era vestita più o meno così


lui così


eravamo sul Grand Canyon, sulla navetta che collega i vari punti scenografici del Noth Rim.
lei aveva una cuffietta bianca, rigida, sotto i capelli erano biondi.
lui aveva la barba, la frangetta, il cappello e degli strani pantaloni, quasi da marinaio, non con la cerniera ma con i bottoni laterali.
a dirla tutta erano due coppie, vestite esattamente, millimetricamente allo stesso modo. 
il vesito era blu, con una gonna e una specie di salopette nella parte superiore.
ciò che ha rapito la mia attenzione era la mancanza di cuciture.
la parte superiore del vestito, quella che ho potuto vedere, che aveva diverse attaccature tra bretelle e colletti, era tenuta insieme da spilli. molti piccoli spilli.
gli spilli possono facilmente spostarsi, sfilarsi, lasciar cadere quel che sostengono o tengono unito e possono fare male, infilarsi nella carne.
perchè gli spilli?
perchè non le cuciture?
c'entra con la bibbia?
c'entra con la caducità delle cose?
con l'annullamento della vanità?
lo stesso vale per l'assenza della cerniera dei pantaloni?
sono già passate due settimane da quell'incontro, ma, al di là di tutte le osservazioni possibili sugli Amish (suppongo fossero Amish) e sul loro sistema di vita ottocentesco, sull'omologazione forzata e l'annullamento dell'individualità, della singolarità, io mi domando:
perchè gli spilli? 

USA, adolescenza del mondo

ho avuto la sensazione, per tutto il viaggio, di un paese affamato di identificazioni, di divise identitarie. di bandiere.
ogni gruppo sociale ha una connotazione visiva nettamente delineata, riconoscibile, quindi rassicurante, quindi patriottica, quindi altamente aggregativa.
a partire dai pompieri, che sono gli eroi nazionali per eccellenza, con un riconoscimento sociale infinitamente superiore a quello nostrano, passando dai ranger dei loro sensazionali parchi nazionali, fino agli operai che asfaltano le strade, tutto è in divisa, codificato, categorizzato, uniformato.
in un paese in cui l'identità storica è talmente recente da risultare un popolo pressochè adolescenziale rispetto alle tradizioni del mondo europeo o asiatico, il bisogno di fare gruppo, associazionismo, di ergere bandiere (sono ovunque), di esibire trofei, di fare congregazioni (si pensi alle confraternite universitarie o alle decine di chiese anglicane evangeliste metodiste mormoni amish sparse nei paesi con nomi inneggianti alla grandezza di dio e al giorno della salvezza) è dilagante e onnipresente.
a volte si respira, nella gente, la giovane età di questa parte del mondo, anche se tanti lo hanno abitato prima che venisse brutalmente colonizzato segregando in riserve chi lo ha preservato e rispettato nella sua immensa bellezza. ho provato una simpatia fortissima e immotivata per i navajo, li ho guardati come una forza ancestrale ricca dei segreti della terra (forse ora non più, dopo anni di sbandamenti e alcolismo). d'altro canto ho avuto anche una piacevole sensazione di freschezza, di leggerezza, di euforia nella mancanza di radici, c'è qualcosa di molto potente, e irresponsabile, nella gioventù. 
Sati Uniti d'America.

mercoledì 22 agosto 2018

San Francisco

una libreria bellissima.
una bella emozione.
due acquisti inestimabili. sono ricca.

lunedì 20 agosto 2018

NY

prima a cena, al village. 
poi jazz, da Mezzrow. 
very N. Y. 

lunedì 6 agosto 2018

Barry X Ball













sono stupefacenti queste teste di Barry X Ball, e stupefacente è la mostra in quel della Villa Panza, più volte ormai visitata.
serata Fai, aperitivo nel maestoso giardino e poi giro, con un caldo a dir poco soffocante, nelle stanze della villa alla scoperta di questo artista.
materiali nuovi e inediti che rivisitano capolavori della classicità, oppure ritratti preziosi o incisivi di personaggi contemporanei, tutto immerso nella bellezza mozzafiato della Villa del FAI.
serata perfetta, il tramonto è un'ora piena di speranze.

domenica 5 agosto 2018

Grillo

non l'invasato paranoico.
l'altra, l'insulsa laureata in medicina disorientata nello spazio e nel tempo che, però, va detto, porta egregiamente il simbolo disfattista e qualunquista del suo nome.
farà vaccinare il suo di figlio, son fattacci suoi, ma non quelli degli altri.
tace, non dice nulla, perché nulla le frulla e grilla nella testa, se non un'immensa pochezza di idee e, non vorrei, una preoccupante ignoranza, alla votazione approvata sullo slittamento dell'obbligo vaccinale di un anno.
mossa strategica, ben pensata, da una fanatica Taverna in grandissima forma, che passa, complice il ministero della salute della repubblica italiana, la sua falce, e pure i suoi vaffanculo nella migliore tradizionale di chi ci governa, su bambini colpevoli di nascere nell"ignoranza dei più. pure nel disprezzo di chi, per questa nefandezza, già è morto.
tace, forse si vergogna, chi lo sa, la laurea in medicina qualcuno gliel'ha pur data.
la visita no Vax in Viminale ha portato i suoi frutti nel governo della disumanita' che cavalca alla grandissima la fine dell'umanità dall'operativita' malata dei suoi device. evviva la democrazia diretta dei clic, quelli che segnano la fine della civiltà dell'uomo, che scatenano la sua bestialità più retrograda.
e diciamolo, vaffanculo.