bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

domenica 30 maggio 2021

rosso Magistretti

 la mostra della Triennale mi è piaciuta, più che una mostra la definirei un'installazione.


















una stanza e tutto Vico Magistretti dentro.

i suoi oggetti di design, le sue sedie, lampade, divani, i suoi progetti architettonici, meno belli devo dire, e il suo rosso imperante, la cifra di una vita.

mi piace che la Triennale si inventi nuovi modi di installare le mostre, anche la fruizione del bello andrà modificata, la creazione e la disposizione delle opere, la loro divulgazione e impostazione per il pubblico, i luoghi di fruizione, i tempi di fruizione.

anche questa è innovazione, anche questa è triennale.


la signora Fracci

assisto stupita alle ovazioni della città di Milano per Carla Fracci.

non ho mai avuto la percezione che fosse così popolare. penso piuttosto che fosse completamente dimenticata.

il mondo del ballo non lo frequento di persona ma alla Scala e in generale a vedere danza e balletti ci vado, meno di quanto vorrei, ma ci vado.

leggo, mi documento, cerco nuovi coreografi e curioso su quelli storici, se capita leggo di ballerini, nuovi e fulgide etoile del passato.

in tanti anni non mi è mai capitato, nemmeno sul giornale, tanto meno in sede alla Scala, ancora e ancora di meno nei documentari, che il nome della Fracci sia risuonato in modo così eclatante da giustificare l'esaltazione nostalgica e celebrativa di questi giorni.

in realtà temo che fosse lei la prima a soffrirne, dato che di riconoscimenti non ne sono arrivati molti, ci sono stati lunghissimi anni di tensione con la Scala a causa proprio di contratti interrotti e di onorificenze non arrivate.

anche a cercarle ora su internet queste notizie sembrano sparite ma i problemi ci sono stati, eccome. solo recentemente Manuel Legris, nuovo direttore del corpo di ballo della Scala, l'ha richiamata per invitarla a dare il suo contributo all'allestimento di Giselle, ma credo non ci mettesse piede da decenni.

personalmente, da un punto di vista artistico, non l'ho mai amata, le ho preferito altre ballerine, il suo stampo e la sua danza mi erano davvero poco congeniali.

vedo la città impazzire, riempire le piazze e accalcarsi davanti alla Scala e davvero mi domando cosa diavolo succeda e qualcosa mi dice che la città si butta fuori, istericamente, a piangere qualcosa che non è la morte della sig.ra Fracci e nemmeno la perdita della danza, ma la propria perdita luttuosa di questi lunghi mesi di pandemia.

sabato 29 maggio 2021

La violenza delle donne

in questi 3 mesi di lavoro da medico vaccinatore ho subito aggressioni, insulti, offese, minacce di persona o di denuncia, con urla e scene isteriche, in modo grossolano e volgare, direi meschino (considerato il lavoro che svolgo), da chi?

solo ed esclusivamente da donne.

da uomini che non accettavano il vaccino proposto o la data del richiamo ho ricevuto solo un: no grazie. non va bene per me, firma del rifiuto e via.

ho visto anche un anziano signore soggiogato da una moglie impazzita che ha paralizzato il servizio per molti minuti, richiamando l'attenzione di medici e utenti, impedendo al marito di vaccinarsi con Astra Zeneca, con il cellulare in mano, e i figli all'altro capo, brandito come un'arma contundente, accusandomi di voler uccidere il pz e tutta la famiglia, imputandomi anche di volerla infettare, dato che le toccava stare (era lei che prolungava la sosta quando il flusso è in realtà molto veloce) in una struttura chiusa e, a suo dire, a rischio di contagio (questo è stato il massimo) e, in tutto questo, il signore, da me ascoltato nel momento in cui ho chiesto alla coniuge delirante di allontanarsi, mi ha confessato che...voleva semplicemente vaccinarsi e che qualsiasi vaccino andava bene. costretto dalla moglie a firmare il rifiuto se ne è andato, piegato in due, procurandomi una vera e sentita stretta al cuore. cheundioqualunqueloproteggadalcoronavirus.

le donne hanno tirato giù la fiera urlato chiamato il direttore sanitario fatto scene isteriche tenuto impegnati a turno per 30 o 40 minuti più medici del servizio telefonato a tutti i parenti litigato con gli altri utenti e anche mentito vergognosamente sulle autocertificazioni.

uno spettacolo visceralmente inguardabile. 

c'è da farci un pensiero, no?

sabato 22 maggio 2021

i sessantenni rallentano le vaccinazioni?

Non è difficile capire perché. 

Da una parte i posti sono presi da linee vaccinali assurde,  come i 40-50  e le esecrabili esenzioni per patologia  - vorrei ricordare che in Italia si può avere un' esenzione per ipertrigliceridemia, ne ho dovuto vaccinare uno, paffutello, di 40 anni, per carità buon per lui, ma che totale idiozia.

Dall'altra gli over 60 hanno ben capito che a loro è destinato Astra Zeneca, che ha, ad oggi, il richiamo seconda dose all'11 agosto. 

È chiaro adesso? 

Gli italiani preferiscono le vacanze al vaccino, è inutile che Figluolo, certamente già vaccinato, faccia le sue esternazioni sulla programmazione delle ferie in base al vaccino: torna lui a Milano per il 14 agosto? 

Una campagna vaccinale seria deve valutare questi aspetti, ora è il tempo di johnson & johnson, monodose. 

Ieri di sessantenni ne avrò vaccinati 20 in 12 ore di lavoro...

giovedì 20 maggio 2021

ma che bel castello marcondirondirondello










non un castello, dai si capisce.
ma un giardno milanese con i fiocchi e controfiocchi.
circondata dalle Gallerie d'Italia, dalla casa del Manzoni e, alle spalle, da un ottimo ristorante.
Voce, Aimo e Nadia.
follia.
(e fuori c'era piazza della Scala, ricordiamoci, faro assoluto)
abbiamo approfittato, direi subito dopo l'apertura, festeggiato,
brindato, fin troppo, e mangiato degustando, e godendo, 
stando contenti.
sono felice, torno a vivere, oltre che a lavorare e vaccinare,
a fare ciò che amo, ieri cinema oggi concerto domenica teatro.
me lo sono meritato, in fondo ho contribuito.

 

una sola nuova linea vaccinale, subito, ora: 15-25 anni

 di nuovo,

perchè aprire linee vaccinali inutili?

a volte perfino dannose?

per dare la falsa impressione di arrivare prima degli altri, ma non abbiamo finito i 70, tanto meno i 60 per non parlare dei 50, solo al 20% di prime dosi. vendiamo l'illusione di essere dei maghi, che la Lombardia abbia rimediato ai gravissimi errori del 2020, per abbaglaire con l'idea dell'eccellenza, di nuovo. ma rimaniamo dei tapini, con un sistema di medicina di base di impressionante povertà e ignoranza e incompetenza,

perchè aprire ai 40 anni? perchè dopo ai 30?

ma perchè?

a cosa serve? 

qualcuno ragiona in regione Lombardia?

nessuno capisce che dobbiamo, finiti i 60, vaccinare tra i 15 e i 25 anni? subito? al più presto? immediatamente.

perchè i giovani trasportano il virus, silenziosi e efficientissimi,

e perchè tornino a dilagare nelle strade nelle piazze nei licei e nelle università.

nessuno, nessuno se ne occupa, una cecità imperdonabile.

e io vaccino rimuginando incazzata.

lunedì 17 maggio 2021

dalle parti dell'Adda

a Vaprio d'Adda c'è la chiesa romanica di San Colombano, del XII secolo o anche precedente
l'ho visitata ieri grazie alle giornate di primavera del FAI.








più volte, più o meno bene, rimaneggiata, è meravigliosa nella sua semplicità monastica e nella sua purezza di linee, ancora più suggestiva perchè corrosa dal tempo, statue di santi e di leoni mangiati da vento e acqua, dallo scorrere delle ore, lungo i secoli.






attraversata la Martesana si arriva all'Adda attraversando viali pieni di rose, si vede l'angolo delle lavandaie e si guarda dal basso la Villa Melzi d'Eril, chiusa ma maestosa. si può fare un pic nic vicino all'acqua che scorre, anche se la giornata è uggiosa.




infine si passa da Trezzo d'Adda e si vedono le rovine di un castello visconteo, volendo si potrebbe andare a Cassano e a Crespi, sito unesco, ma lo facciamo la prossima volta.

intanto ho respirato, è bello respirare a pieni polmoni, davvero bello.


 

Chen Zhen - Short-circuits

non è che non faccio più niente,

è che lavoro come una bestia.

forse il lavoro migliore della mia vita, una soddisfazione immensa, i contagi sono in piacchiata e i morti in evidente riduzione, mai il mio lavoro è stato più ripagato.

sono tornata al cinema, a teatro, giovedì a sentire un concerto, mostre e piccole gite. la mia vita non è mai finita, mi sono sentita mentalmente vivace sempre, ora posso anche uscire, non posso chiedere di meglio.


















sabato pomeriggio sono tornata a visitare l'Hngar Bicocca, ho visitato la mostra di Chen Zen.

un personaggio.

nato e cresciuto a Shanghai, in Cina, attraversa la Rivoluzione Culturale nella sua adolescenza, nel 1986 si trasferisce a Parigi. è morto, nel 2000, a 45 anni, a causa di una grave anemia emolitica autoimmunitaria

inizialmente orientato verso la pittura, si è avvicinato progressivamente alla realizzazione di installazioni (la prima datata 1989), accostando oggetti della vita quotidiana come letti, sedie, tavoli, assemblati in composizioni che spostano questi elementi dalla loro funzione originaria per consegnarli a una dimensione metaforica. la produzione di Chen Zhen cerca una sintesi visiva che integri le caratteristiche estetiche del suo paese di origine con quelle dei luoghi con cui entra in contatto, in uno scambio fluido e costante tra pensiero orientale e quello occidentale.

oltre alla dimensione critica che contrappone allo sperpero consumistico la necessità di una realizzazione altra, più spirituale, contemplativa e rituale, legata alla bellezza delle cose, delle piccole cose, c'è una dominante dimensione mortifera, fortissima in alcune opere.

alcune installazioni sono governate dalla paralizzazione del tempo, aree completamente grige, come consumate dal tempo, coperte dalla polvere dell'abbandono, altre consacrano la dissoluzione, la decomposizione, il disfacimento corporeo, come i letti contenuti nella grande immensa ultima sala, il cui contenuto,cullato e ritmato dal cadere eterno del gocciolio d'acqua, è costituito dai resti di una vita, ormai marci, a mollo per l'eternità.

potente, Chen Zhen, ha raccontato il suo consapevole destino di morte.