bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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giovedì 19 gennaio 2012

mi sono innamorata di elio germano

"pronto? si ciao sono Rossa, come va?...sono andata a teatro a vedere quel gran figo di elio germano, non perderlo".
lo so, siamo un esercito, sono di una banalirtà imbarazzante.
teatro gremito di femmine.
ma sono parte del volgo, non mi differenzio.

penso perfino che cambierò il titolo del mio blog : "elio germano è mio fratello"
ma, fatto salvo che a mio fratello somiglia sul serio, non vorrei una fratellanza, francamente.
qualcuno diceva : è bello. no. proprio no. tutto ma bello no.
l'ho visto anche nudo in un paio di film, certamente ne "il passato è una terra straniera", peraltro bel film.
ecco, il suo compare in quella pellicola, Michele Riondino, è bello. Elio no, troppo magro, gambe secche.
no, per me un uomo deve avere carne addosso.
no bello no, ma un gran figo si. mi piace, ha talento, vagonate di talento, ci sa fare.
mi dicono che su un volo roma-milano, se ne stava appartato sul suo sedile a leggere l'Unità.
splendidamente demodé. un gran figo. fa per me.

dove l'ho visto? Milano, teatro Franco Parenti, in "Thom Pain", monologo del drammaturgo americano Will Eno, vincitore del Fringe Award all’Edinburgh International Festival del 2005 e, nello stesso anno, finalista del Premio Pulitzer per la sezione teatro.
che divertimento, che gusto, che apparente assurdità.
la bravura dell'interprete e la riuscita dello spettacolo consistono nella costante domanda, per tutta l'ora della rappresentazione: c'è o ci fa? improvvisa o recita? questo è il testo o non sa cosa dire?
testo -testo?- bizzarro, casuale, incongruo, apparentemente improvvisato, pieno zeppo di profondissime verità. sul tempo, sulla paura, sull'uso perverso della memoria e della parola, sulle bugie dell'amore. su me su te su tutti.
"se ti dicessero che ti resta un giorno di vita? ameresti follemente quella che ti resta. ti dicessero invece che ti restano 40 anni?"
“qual è stato il preciso momento in cui è finita la vostra infanzia? Quando avete visto qualcosa di spiacevole e avete provato dolore?”.


Thom Pain, che potrebbe con quel pain nel suo cognome non casualmente ricordare il dolore che ci accompagna e che cerchiamo di accomodare tutta la vita, fa il funambolo e gioca con le parole con apparente non senso, ci guida nell'inganno tra recitazione e improvvisazione, ci fa credere che sia un attore ma è un uomo che parla in mezzo ad altri, ci confonde e ci convince allo stesso tempo: è solo, ma siamo in tanti nella sua condizione.
thom pain è elio germano e, a parte il vestito di due taglie più grandi e la capigliatura improbabile, sono certa che uno fosse l'altro e viceversa.
non mi freghi elio, ti ho sgamato.

“Rimanete stabili. So che non è gran cosa, ma ce lo facciamo bastare. Non è meraviglioso, essere vivi?“