bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

Visualizzazione post con etichetta uomini. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta uomini. Mostra tutti i post

venerdì 30 ottobre 2015

tutta la sagacia nascosta nella sua intelligente natura

Buck riprese i sensi, ma non le forze. Rimase sdraiato là dov'era caduto e gettò uno sguardo all'uomo dalla maglia rossa. - "Risponde al nome di Buck", - disse tra sé l'uomo leggendo la lettera del taverniere che gli annunciava la spedizione della gabbia e del suo contenuto.- Bene, Buck, ragazzo mio,- continuò bonariamente, - abbiamo avuto una piccola conversazione, e la miglior cosa che si possa fare adesso è di non pensarci più. Tu hai capito qual è il tuo posto e io so qual è il mio. Se sarai un buon cane, tutto andrà benone, ma se sarai un cane cattivo, te ne darò quante potrai portarne, capito? Così parlando gli carezzava senza paura la testa che aveva colpito così crudelmente, e sebbene il pelo di Buck si ergesse istintivamente al tocco di quella mano, egli sopportò la carezza senza protestare. Quando l'uomo gli portò dell'acqua, bevve avidamente e poi mangiò una generosa porzione di carne cruda, a pezzo a pezzo, prendendola dalla mano stessa dell'uomo. Era stato vinto, lo sapeva; ma non prostrato. Capì una volta per tutte che contro un uomo armato di un bastone non c'era niente da fare, imparò la lezione e non la dimenticò più per tutta la vita. Quel bastone fu una rivelazione: lo introdusse nel regno della legge primitiva. Le vicende della vita avevano adesso un aspetto più fiero; ed egli le affrontò con tutta la sagacia nascosta nella sua intelligente natura. Nei giorni successivi giunsero altri cani, in gabbie o al guinzaglio, alcuni docilmente altri infuriando e latrando come aveva fatto lui e, ad uno ad uno, li vide sottomettersi al dominio dell'uomo dalla maglia rossa. Ogni volta osservò lo spettacolo brutale e si fissò in mente la lezione: un uomo con un bastone fa legge, è un padrone che deve essere obbedito anche se non necessariamente amato. Su questo ultimo punto, Buck non cadde mai in colpa, sebbene vedesse dei cani che dopo essere stati picchiati facevano servilmente festa all'uomo, scodinzolando e leccandogli la mano. Vide anche un cane che non volle mai cedere né obbedire, e che infine fu ucciso nella lotta.

sono affascinata dalla lettura de Il richiamo della forersta, Jack London.
sono affascinata, attratta e così stupita che mi sembra di aver scoperto una cosa nuova.
una nuova lettura, un nuovo modo di vedere il mondo, di scrivere e di leggere.
leggo di Buck e del suo modo di vedere gli uomini e di sentire la neve, di imparare dall'esperienza e di sopravvivere nel mondo.
sono stupefatta che si possa scrivere dal punto di osservazione di un cane e di sentirmene così piacevolmente coinvolta.
sono incredula di una capacità di inseguire la verità, da un altro punto di vista.
sono contenta perché leggo di un modo dove gli uomini sono uomini e i cani sono cani, non questa poltiglia immonda attuale in cui i cani, gli animali, sono oggetti di consumo tanto quanto un lecca lecca, dove tutto è stravolto dalla nevrosi imperante, dal desiderio di fare di ogni essere vivente un servo della propria inadeguatezza nel vivere le relazioni, di fare di cani e gatti esseri umani modificati, asserviti, molestati, truccati e travestiti.
basta, mi viene la nausea. è una perversione, la boutique del cane.
Buck è un cane e vive come un cane, è intelligente come un cane, sente gli uomini come un cane, conosce i limiti del suo mondo, lavora, lotta, dorme all'aperto, sopravvive e impara dall'esperienza, ha una sua dignità e il suo modo di riconoscere la realtà e farne buon uso. e gli uomini sono fatti così, come vuoi che siano fatti, usano i cani, a volte li amano, a volte li massacrano, a volte sviluppano con loro relazioni sane, adeguate ai propri ruoli in questo mondo chiamato Terra.
è fantastico, sono elettrizzata, qualcosa mi torna, finalmente.

Giorno e notte la nave vibrava sotto il continuo impulso delle eliche, e sebbene i giorni scorressero eguali, Buck si accorse che l'aria diveniva più fredda; infine, un mattino, l'elica si fermò, e il Narwhal, fu pervaso da un'atmosfera di eccitazione. Buck se ne accorse al pari degli altri cani, e capì che stava per avvenire un cambiamento. François mise loro il guinzaglio e li portò sul ponte. Al primo passo sulla superficie fredda le zampe di Buck affondarono in qualche cosa di bianco e di morbido, molto simile al fango. Balzò indietro sbuffando. Una gran quantità di quel fango bianco si agitava nell'aria. Si scosse; ma continuava a venirgli addosso. Annusò curiosamente quella cosa e provò a leccarla. Sembrava fuoco e subito scompariva. Buck non capiva. Provò ancora con lo stesso risultato. Intorno a lui quelli che lo guardavano ridevano forte ed egli si sentì pieno di vergogna senza sapere perché: era la prima neve che vedeva.

lunedì 29 settembre 2014

il tempo delle donne

Milano, Festival delle donne, tre giorni non stop di incontri dibattiti worshop alla Triennale.
alla mia prima sortita, sabato, vado a sentire una presentazione, le donne sullo schermo, al cinema e in televisione.
discorrono Piera Detassis - giornalista e critica cinematografica, direttrice di Ciak- e Ivan Cotroneo, giornalista, scrittore e sceneggiatore (anche della serie fortunata e da me mai vista "Una mamma imperfetta").
come prima uscita è stata deludente.
domenica invece, almeno in parte, ho recuperato un po' di fiducia.
si parla di cinema e, come temevo, insorge la lamentela vetero-femminista sull'esclusione del sesso femminile.
dopo una carrellata di film d'autore e d'epoca che vedono protagoniste femminili di grande rilevanza seppure in un numero esiguo di pellicole si arriva al panorama cinematografico odierno ed ecco sorgere l'immancabile senso di perdita. le donne si sentono sempre in perdita, in mancanza di. gli altri sono sempre mancanti rispetto a noi, che sia un sintomo isterico ricorrente?
il cinema degli ultimi anni pecca di figure femminili, o meglio, di protagoniste femminili.
pare che il cinema italiano poi sia gravemente colpevole di un'assenza ingiustificata di donne come soggetto principale. il cinema internazionale anche, ma forse con tendenze meno sessiste.
le serie televisive vanno meglio, le donne pullulano, the Good wife va forte, non parliamo di Girls con l'ormai osannata Lena Dunham.
fanno eccezioni pochi film, si cita ovviamente Viaggio sola -di cui guarda guarda Cotroneo è sceneggiatore insieme alla regista Maria Sole Tognazzi- si citano gli attuali Lucy (di Luc Besson con Scarlett Johansson) e Maleficent (protagonista Angelina Jolie).
bene.
o male?
non so com'è ma devo dire che mi sembra che il cinema italiano degli ultimi due anni goda di buona salute. ho visto film molto apprezzabili, storie attori registi e professionalità di lodevole spessore e qui ne ho parlato ogni volta che mi sono entusiasmata. ho visto Anime Nere di Munzi e ho pensato si tratti di un grande film, potente e analitico, espressivo e di forte tensione, sono uscita contenta dal cinema e lo devo dire, non mi sono sentita esclusa o discriminata. ci sono poche registe? ci sono poche protagoniste femminili? dobbiamo pensarci defraudate o semplicemente pensare che contano le storie e la buona qualità? che forse non è un ambito ancora esplorato dalle donne? che non è detto che la figura femminile debba competere in tutto con quella maschile, che debba differenziarsi e trovare gli ambiti, sociali lavorativi espressivi e creativi che più le si addicono? abbiamo Alice Rohrwacher che sta emergendo con grande forza, abbiamo la Tognazzi e la Comencini, ma quel che non abbiamo è necessariamente il sintomo di una esclusione o solo il segno di un interesse che maturerà, forse si o forse no?
se penso ai film citati mi viene da dire che se le donne devo essere rappresentate al cinema in film come Maleficent o Lucy, francamente non mi interessa e posso sopportare di vedere film di mirabile bellezza rinunciando ad essere rappresentata come protagonista principale. 
mi dicono che, insomma, Di Caprio guadagna 50 milioni di dollari a film e la Jolie (peraltro attrice più che mediocre) solo 20. non è che ho pensato povera Jolie, ho pensato che questo mondo gira male se due attori possono portarsi a casa cifre simili, che non basta una vita per spenderle tutte. mi fanno orrore entrambi, e non penso che la Jolie sia una poveretta discriminata per il sesso, non ho ripensamenti femministi in proposito. penso che la Jolie fa un lavoro 20 milioni volte meno rilevante del mio e che guadagna 20 milioni di volte di più. penso che le donne possono sentirsi defraudate se guadagnano meno come medici a parità di competenze, con stipendi che hanno una dignità e una ragionevolezza sociali accettabili. oltre certe cifre non c'è più discriminazione tra i sessi, c'è ingiustizia sociale, e basta. 
penso che La grande bellezza non aveva protagoniste femminili, ed è un film eccelso oltre che di enorme successo, e che la Ferilli, unica ad avere una parte rilevante, ha portato a casa la migliore interpretazione di una carriera non particolarmente qualitativa, diciamocelo, francamente di serie B. posso essere contenta ma non mi sono dannata all'idea che il film avesse Servillo come figura portante, anzi.
sono ancora convinta che quel che conta sia la differenziazione e non la lagna sulla parità in ogni ambito. io non ci tengo a vivere come un maschio, ad aggredire come un maschio, a scopare come un maschio, a competere con i maschi. ci tengo ad essere femmina e me ne faccio anche un vanto.
penso che un  festival così avrebbe potuto avere il pregio di far parlare le donne, usarle come portatrici di un sapere, di una competenza, di una matrice inconfondibile (come peraltro quella maschile), avrei voluto sentire parlare le donne di cinema e di poesia e di lavoro e di relazioni, non di avvertire questo sempiterno sentimento di esclusione che non giova a nessuno. e, in effetti, domenica mi sono ricreduta, ho sentito donne dibattere di famiglie allargate secondo il loro punto di vista, ho sentito leggere testi e poesie, ho sentito Giorgia Fiorio parlare (anche se con un linguaggio a tratti troppo infarcito e quasi irritante) di fotografia. meglio, molto meglio, ma arriverà un giorno in cui non sarà necessario segregarsi in un festival e dire semplicemente quel che si pensa in consessi adeguati e competenti (e succede ormai di prassi di avere presenze femminili in ogni ambito) senza cucirci addosso lo stigma di essere donne. 

lunedì 20 gennaio 2014

un amore di Darcy

È una verità universalmente riconosciuta, che uno scapolo in possesso di un'ampia fortuna debba avere bisogno di una moglie.
adorabile Jane.
anche Orgoglio e Pregiudizio è una deliziosa passeggiata nella campagna inglese di 200 anni fa.
scopro che c'è un pullulare di meeting, anche in Italia a Riccione, rigorosamente in costume, di commemorazioni, di associazioni in suo nome, di pubblicazione su di lei e sui suoi personaggi. qualcuna, ovviamente rigorosamente femmina, si è addirittura inventata un Diario di Mr. Darcy, Fitzwilliam Darcy, ovvero la relazione con Elisabeth Bennet vista dal suo punto di vista. un delirio, il solito delirio al femminile.
perchè Darcy, Fitzwilliam Darcy, personaggio tenebroso, cupo, altero ma molto virile e coerente, entra nell'immaginario amoroso femminile come l'uomo più desiderabile al mondo.
ciò che lo rende irresistibile agli occhi delle donne, al punto da voler pensare alla sua versione dell'amore con Elisabeth, è la sua trasformazione. cosa può, una donna, desiderare al mondo, di più, di meglio, di più attraente e di maggiore testimonianza dell'amore, di un uomo che cambia per lei?
che meravigliosa invenzione quella di Jane, l'uomo cupo odioso inavvicinabile, ma profondamente retto e probo, che, per amore di Lizzy, modera e tempera il suo orribile carattere per ottenere il suo amore.
il desiderio malato di ogni donna: cambierà per me, o meglio, io lo cambierò.
ed ecco che Darcy manda in deliquio schiere di femmine, procura orgasmi a raffica, mette in fibrillazione erotica lettrici affamate di amore, amore quello vero.
peccato che Darcy, a voler ben guardare, non cambierà su richiesta di Lizzy, non sarà lì mutacico e ombroso ripetutamente scrollato dalle lamentele della sua amata che gli ricorda il suo dovere di fidanzato e amante brillante e premuroso. amami come si deve, santocielo! 
Elisabeth lo rifiuta, gli dice: gira al largo bello, i tuoi modi mi fanno orrore. sei maleducato e presuntuoso e ti trovo francamente inavvicinabile, infrequentabile. smamma.
"Vi state sbagliando, Mr. Darcy, se immaginate che il modo in cui vi siete dichiarato mi abbia colpito in altro modo, oltre a quello di risparmiarmi il dispiacere che avrei provato nel rifiutarvi, se vi foste comportato più da gentiluomo." 
A questo punto lo vide trasalire, ma senza dire nulla, e lei andò avanti, "Avreste potuto offrimi la vostra mano in qualunque modo, e io non sarei mai stata tentata di accettarla." 
Lo stupore fu di nuovo evidente, e lui la guardò con un'espressione insieme di incredulità e umiliazione. 
Lei proseguì, "Fin dall'inizio, potrei quasi dire dal primo istante in cui vi ho conosciuto, il vostro comportamento, dandomi la completa certezza della vostra arroganza, della vostra presunzione e del vostro egoistico disprezzo per i sentimenti degli altri, era tale da costituire il fondamento di una disapprovazione che, per gli eventi successivi, si è consolidata in una inalterabile avversione; vi conoscevo da meno di un mese, e già sentivo che sareste stato l'ultimo uomo al mondo che mi sarei lasciata convincere a sposare." 
"Avete detto abbastanza, signora. Comprendo perfettamente il vostri sentimenti, e ora devo solo vergognarmi dei miei. Perdonatemi per avervi sottratto così tanto tempo, e accettate i miei migliori auguri per la vostra salute e la vostra felicità."
quel che Jane, nella sua infinita saggezza dice a me, è che Darcy muterà su sua volontà, su suo ripensamento, su sua riflessione e non, come le eccitabili lettrici pensano, sulla base dello sprone di una Elisabeth innamorata e in versione crocerossina. il percorso di Darcy sembra, ed è, autonomo, indipendente, mosso da un rifiuto che lo fa riflettere e non dipendente dalle incessanti, amorevoli per carità, richieste di una donna che porta il vessillo dell'amore pretendendone il giusto riconoscimento, e pagamento in termini di sacrificio umano.
non è l'amore che ci cambia.

adorabile Jane.
la sua visione è poi sempre un po' quella, quello che ho già letto in Ragione e Sentimento, la struttura del romanzo è pressochè identica, ma certamente la sua scrittura, la sua narrazione, è una meravigliosa vacanza di sogno. è un accompagnamento quasi necessario, una volta intrapreso.
inoltre, ne convengo, la sua Elisabeth Bennet è una figura rara, rara nel mondo, nel mondo presente e, oso pensare, introvabile al suo di tempo.
Elisabeth è ironica.
a volte addirittura sarcastica, tagliente, ma sopratutto ironica e critica verso sè almeno verso quanto gli altri. gioca con la parola, e la verità, la scardina, allude, rimanda.
quante donne ironiche conoscete?

dice Elisabeth ballando con Darcy, all'inizio, burrascoso, della loro relazione:
"Un po' si deve parlare, sapete. Mi sembrerebbe strano restare insieme per mezzora completamente in silenzio, eppure, nell'interesse di qualcuno, la conversazione dovrebbe essere organizzata in modo da far sì che si dica il minimo indispensabile." 
"Nel caso presente state tenendo conto dei vostri desideri, o immaginate di fare piacere ai miei?" 
"Tutte e due le cose", rispose Elizabeth maliziosamente; "poiché ho sempre notato una notevole affinità nelle nostre menti. Abbiamo entrambi un temperamento poco socievole e taciturno, poco propenso a parlare, a meno che non ci si proponga di dire qualcosa che farà colpo su tutta la sala, e che sarà trasmesso alla posterità con tutto il lustro di una massima." 
"Sono certo che in questo non ci sia molta affinità con il vostro carattere", disse lui. "Quanto possa essere vicino al mio, non posso essere io a dirlo. Voi lo considerate senza dubbio un ritratto fedele."


adorabile Jane.
Jane for ever.

martedì 27 aprile 2010

uomini. stare a corto di pazzia, mi toglie l'allegria, la voglia di mandare il sangue al cuore


lo so lo so, avrei mille post da scrivere, poi li scrivo. un giorno lo faccio.
c'è un bicchiere di vino che mi aspetta già da un po' ormai.
e baricco.
e il nastro bianco.
e gli adolescenti.
ma è un periodo così.
ascolto tutto di tutto e tutto mi prende. forse ho una malattia.
come se avessi sviluppato una sensibilità all'ascolto che non mi da pace.
una canzone, una conferenza sull'interpretazione analitica, un meeting sugli adolescenti, un film sulla visione negata, un amico che parla.
le parole, sempre loro, mi catturano.
ascolto Fossati e mi tocca i pensieri. prima li accudisce, poi li coltiva, poi li esalta.
sono in uno stato emorragico.

queste due sono per voi. uomini.
svegliatevi dico io. svegliatevi.
prendetelo tra le mani, il vostro cuore, e guardatelo pulsare.
e non fate battute cretine, il cuore, ho detto il cuore.

Di tanto amore
E magari morirò
di tanto amore
magari no
chi lo può dire?

Un anno e più non è uno scherzo
può renderti diverso
un anno è la fotografia
di te stesso che vai via.

E lei è lei, non può cambiare
dolcissima e immortale.
presto, dov'è la mia faccia più dura
che non veda che ho paura.

E mentre andrò dovrò pensare
tu non sei uomo da piegare
quante ne ho avute, quante ne ho volute
e poi dimenticate.

C'è chi mi odia per gli amori da un'ora
e chi mi cerca ancora
e non sa che avrei bisogno stasera
più che d'altro d'una preghiera.

Perché so
perché lo so.

Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura

ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'.

Ehi come stai sapore amaro
di appuntamenti a cui mancavo
di pensieri sempre i più buoni
cancellati dalle intenzioni.

Estate di corsa temporali d'agosto
e poi cambiare ad ogni costo
ehi come stai, sapore amaro
di una fine sicura.

perché so
perché lo so.

Di tanto amore morirò
di questo amore morirò
avrò la faccia più dura

ma una parola e morirò
ha i suoi motivi la paura
dovrei saperlo già da un po'.

http://www.youtube.com/watch?v=YAt_ot_MvMk



Bacio sulla bocca
Bella,
che ci importa del mondo
verremo perdonati te lo dico io
da un bacio sulla bocca un giorno o l'altro.

Ti sembra tutto visto tutto già fatto
tutto quell'avvenire già avvenuto
scritto, corretto e interpretato
da altri meglio che da te.

Bella,
non ho mica vent'anni
ne ho molti di meno
e questo vuol dire (capirai)
responsabilità
perciò…

Volami addosso se questo è un valzer
volami addosso qualunque cosa sia
abbraccia la mia giacca sotto il glicine
e fammi correre
inciampa piuttosto che tacere
e domanda piuttosto che aspettare.

Stancami
e parlami
abbracciami
guarda dietro le mie spalle
poi racconta
e spiegami
tutto questo tempo nuovo
che arriva con te.

Mi vedi pulito pettinato
ho proprio l'aria di un campo rifiorito
e tu sei il genio scaltro della bellezza
che il tempo non sfiora
ah, eccolo il quadro dei due vecchi pazzi
sul ciglio del prato di cicale
con l'orchestra che suona fili d'erba
e fisarmoniche
(ti dico).

Bella,
che ci importa del mondo.

Stancami
e parlami
abbracciami
fruga dentro le mie tasche
poi perdonami
sorridi
guarda questo tempo
che arriva con te
guarda quanto tempo
arriva con te.

http://www.youtube.com/watch?v=8PafDO-lATI

martedì 2 febbraio 2010

io sono Rossa


Lella è a teatro a Milano. il 12 sono da lei.
ascolto la sua intervista da Fazio.
parla come un fiume in piena.
anche io l'ho incontrata ed è difficile interloquire con lei. c'è lei.
ma che momento, che bella emozione. nevicava, a dicembre, aveva i moon boot, io avevo i "bigodini" in testa...difficile stabilire chi fosse più buffa tra noi.
due papere a confronto.
durante l'intervista la sento parlare di uomini, con la solita sferzante ironia, una vena che le fa dire che gli uomini sono in grado di depauperarci di tutto, anche della nostra suprema superiorità: noi diamo la vita, ma poi la dobbiamo "restituire" ad un mondo maschile che, proprio per l'essere madri, ci squalifica sul lavoro e ci nega diritti paritari.

io non ne sono così sicura.
io sento il mio potere.
lo sento e fortissimo.
sarò pagata di meno, sarò discriminata (ma a me non è mai successo in verità e sono certa nemmeno a una donna come Lella Costa), dovrò pareggiare i conti tra la mia parte professionale sociale culturale e la mia parte affettiva sentimentale familiare, sarò stremata a fine giornata, dovrò alzare la voce per farmi sentire, dovrò dividermi in molti ruoli diversi

ma

io

mi

sento

più

forte.

io

sono

forte

prolifica

densa

quanto

qualsiasi

altro

uomo.

non sono presuntuosa. e sono in pace con il sesso maschile.
anzi gli uomini mi piacciono moltissimo.
perchè sono diversi da me, "me" Rossa e "me" donna.
ed è perchè sento bene il mio essere donna che mi piacciono gli uomini.
so che chi sa capire e ha testa ha capito.

Rossa.


domenica 7 settembre 2008

meravigliami. tecniche di seduzione al maschile

anni fa, molti direi (nel 96? echilosà..), mi hanno dedicato una canzone. "viva" di Ligabue. mi hanno detto: sei tu. allora non mi fece un grande effetto. scema forte direi...ma è così... non so se per mancanza di consapevolezza di me stessa, forse non mi riconoscevo in quella golosita' di vita, o se per lo stupore, e l'incredulità -ma no dai!- di essere guardata cosi' da vicino, e cosi' bene, da un uomo che tutto mi sembrava fuorche' cosi' attento.
la riascolto oggi e mi dico che c'e', o meglio c'era, da leccarsi i baffi. la donna che regna in quella canzone e' energia pura e vorrei proprio davvero essere viva come il Liga racconta.



qualche giorno fa mi hanno detto: ascolta "dune mosse" di zucchero...la sto sentendo adesso e immagino di ballarla con te, nel mezzo di una cena, con un bicchiere di vino in mano, alla luce bassa di molte candele.
mammamia e poi?
la canzone l'ho ascoltata... e chi sei?
oggi sono certo piu' consapevole di me rispetto all'anno in cui mi dedicarono "viva", ma ancora faccio fatica a credere. in questo caso la canzone non parla proprio di una donna. ma di un viaggio attraverso una donna, di un desiderio fisico irresistibile - "non ce la faccio più"- generato da una donna. vivo, penetrante, erotico, mosso, guidato dagli occhi di lei, fino all'implosione (così dice) finale nell'immenso.
mammamia. di nuovo. e ancora.
lusingatissima della dedica, anzi di piu'.
per me? davvero per me? dai...sei sicuro?
io dico che e' un filibustiere. filibustiere marinaio mascalzone latino manuale di istruzioni vedi pagina 10. ma mi giurano di no...
non e' sempre facile, scontato, credere a un uomo. almeno per me. com'è?

video di dune mosse
http://www.youtube.com/watch?v=Jvsv0Sg1ojo

domenica 13 luglio 2008

uomini e donne. ma siete sicuri?




Quante cose che non sai di me
Quante cose che non puoi sapere
Quante cose da portare nel viaggio insieme

Quante cose che non sai di me
Quante cose devi meritare
Quante cose da buttare nel viaggio insieme

C'è un principio di energia
Che mi spinge a dondolare
Fra il mio dire ed il mio fare
E sentire fa rumore
Fa rumore camminare
Fra gli ostacoli del cuore

Ligabue-Elisa, Gli ostacoli del cuore


M. mi dice: non posso rispondere ai tuoi post.
peccato. perche'?
M. mi risponde: se tu poi mi rispondi e scarico la posta davanti alla mia fidanzata succede un casino.
peccato. ci ripenso e mi dico che i conti non mi tornano. scusa sai ma non ho capito. proprio non ho capito. apri la TUA posta davanti alla tua fidanzata? non e' la TUA posta?
non la faccio lunga. pongo il mio quesito e poi anche le mie considerazioni. e poi, uomini e donne, vedete un po' voi...
mediamente e' cosi' che succede. lui ha il cellulare. lui ha il suo account di posta. roba sua. momenti suoi. lui e' fidanzato. lui non puo' piu' parlare neanche avvicinarsi neanche vagamente relazionarsi con un'altra donna se non eventualmente, ma proprio per via del tutto eccezionale, per motivi di lavoro o stretta necessità. E BASTA, non si discute.
immagino, ma forse con un po' meno morbosa ossessione, si possa immaginare spesso anche il fenomeno opposto. Il tuo uomo sono io, il resto è fuori.
LEI: tutto il sesso femminile inizia e finisce con me.
LUI: tutto il sesso maschile inizia e finisce con me.
Posso dirlo? imbarazzante limitante fastidioso poco dignitoso morboso perverso.
come se tutti noi qui dentro non sapessimo che tutto questo e' falso. il mondo va oltre i nostri fidanzati, il mondo esiste anche se siamo fidanzati, il mondo ci penetra e ci attrae anche se siamo fidanzati e far finta che non sia cosi' non ci preserva dalla fine dell'amore e, allo stesso tempo, accettare che sia cosi' non significa che non amiamo i nostri fidanzati.
ma siete sicuri? veramente a ogni sms dovete rispondere alla domanda chi e'? ogni sms? e leggete la VOSTRA posta del VOSTRO personalissimo account in presenza dei vostri fidanzati? e il resto del mondo, maschile o femminile, si conclude, termina, non esiste più dal momento in cui vi fidanzate?
ma che concezione avete del rapporto di coppia? stare vicini e condividere vuol dire farsi i cazzi dell'altro? vuol dire spiare e indagare e controllare e verificare con chiamate e domande insistenti su chi telefona e chi chiama? vuol dire controllare la sua posta magari anche leggerla e vederla di nascosto? mioddio! vuol dire verificare ogni passo mattina e pomeriggio, figuriamoci la sera?
ma siete sicuri che tutto questo faccia parte di un rapporto di coppia? non e' che magari siano possesso a mancanza totale reciproca di autonomia mentale affettiva? voi pensate veramente che sapere tutto dell'altro vi permetterà di possederlo e comprarlo e assicurarvelo vicino tutta la vita?
non e' che, magari, avere ognuno la PROPRIA vita, i propri amici e amiche, ANCHE NUOVI magari anche conosciuti dopo aver incontrato LEI/LUI cioe' dopo aver varcato la soglia definitiva della fine del mondo, i propri momenti di sms e di posta, i propri segreti magari non necessariamente del tutto svisceratamente completamente condivisi con l'altro, qualche piccolo segreto tutto nostro, i propri interessi, e non quelli dell'altro, le proprie passioni, e non quelle dell'altro, le proprie uscite, e non sono quelle con l'altro, non e' che magari, invece, ci rendono meravigliosamente indipendenti e straordinariamente piu' accattivanti per l'altro? Io sono, vivo, mi relaziono, penso oltre l'altro. ed e' me che sceglie ogni giorno non perchè non ha altra scelta, perchè sono io che gli permetto di scegliere. non e' meglio che obbligarlo ogni giorno con la nostra compulsiva e patetica ossessione? e' facile passare dall'amore all'obbligo e dall'obbligo alla noia e all'odio. più facile di quanto pensiate.
Non pensate che essere comunque capaci di preservare noi stessi, la nostra vita, il nostro essere indipendentemente dalla relazione amorosa, mantenere e coltivare la nostre passioni amicizie relazioni viaggi pensieri -che cose straordinaria saper pensare da se' e non acquisire i pensieri dell'altro facendoli penosamente passare come propri- non sia un modo fantastico per renderci attraenti e sempre nuovi per l'altro e stimolare la sua curiosita' verso di noi? noi che siamo, esistiamo, e cresciamo con l'aiuto, la presenza, la costanza e la vicinanza dell'altro e non con il suo possesso di ogni cm di spazio e di istante neuronale di noi?
non fraintendete. certo che poi c'è tutto ciò che CON l'altro ha inizio. ci sono cose in comune c'è la vita insieme ci sono le cose che insieme si scoprono e che insieme danno un 'infinita gioia. non sto contemplando una vita da separati in casa...non fate finta di non capire. è anche vero che non siamo tutti fatti e finiti, non siamo tutti così tempestivamente completi, siamo fragili in qualcosa e più strutturati in altre. tante cose si cominciano insieme e insieme si cambiano, insieme si impara. ma certe cose, se si lasciano fare, siete voi che le avete permesse, siete voi che le avete concesse e avvallate, siete voi che non avete saputo scegliere. perché i vostri compagni li scegliete no? o vi capitano così come una sventura di cui non avete avuto nessun controllo?
io ve lo dico. io non vi capisco. io non vivo cosi'. io sono io, gli sms sono per me e da me per qualcun altro, uomo o donna che sia, e il cellulare non si tocca. l'account di posta e' mio e nessuno oltre me lo legge e se solo ci prova lo fulmino e se dovessi scoprire che lo fa, di nascosto da me -ma i vostri fidanzati possiedono anche la password e il pin del cellulare?- sono già uscita di casa e ho cambiato indirizzo. vedo le mie amiche e i miei amici, anche conosciuti un mese fa, vado fuori da sola, penso da sola, coltivo la mia passione per la poesia cinema teatro lettura da sola e poi poi poi, pensate, ebbene si, la condivido. scambio quello che ho con l'altro. l'altro mi guarda contento e curioso, qualche volta stupito e un po' ammirato...ancora!, e io lo stesso con lui. esisto per me, anche senza di lui,e lui, ne sono certa, me ne e' meravigliosamente grato. anche se ne conoscerà un'altra -perché, signore e signori, accade anche se li pedinate per strada e li chiamate ogni ora del giorno e della notte- forse e' ancora da me che vuole tornare a parlare e confrontarsi. perché io ho coltivato un senso di me che l'altro riconosce e che lo riconosce come un soggetto e non come un oggetto di possesso. perché il mondo fuori mi fa crescere e pensare ed è arricchita che torno dentro la coppia.
il possesso non e' la via verso la presenza e la vicinanza. e' possesso e' solo l'espressione di un bisogno, non di amore, è la paura di rimanere soli.