di Lina Cavalieri ritratta da Giovanni Boldini, in bella mostra a Milano, alla GAM di Via Manzoni.
belle donne, belle epoque, donne disinibite esuberanti, eleganti, misteriose, torbide.
i tratti sulla tela a volte sono definitivi e violenti. pennellate via.
segnano l'andamento del corpo. oppure la linea dello sguardo.
le mani sono conturbanti, a volte nemmeno più umane, diventano lunghe e inarticolate come emanazioni di animali, a volte sembrano cigni. si, lunghi colli, ancora il cigno.
occhi acquosi, oppure sfrontati.
capelli e cappelli, pose e attimi.un sorriso radioso immerso in tratti di rosso che sembra sangue, non era solo tutta una gran moda di strascichi e cappellini.
un locale caotico e rosso con mani maschli come artigli sul corpo di una donna.
donne nude languide, esposte, tratteggiate con furia.
a volte si evidenzia solo un pezzo del corpo, nemmeno intero, il resto,
dietro e intorno, rimane indistinto.
magari si evidenzia solo il busto, ma il volto sempre, donne che
emergono dall'indecifrabile come tronchi d'albero. dettagli, pezzi di
corpo, la sessuazione maschile prevede sempre la dissezione in pezzi
della donna e Boldini non è da meno. maschio, gran pittore.
pensavo di vedere solo il bel mondo spensierato di Parigi, ho visto invece tanta inquietudine, qualcosa del tormento.
una mostra bellissima, indimenticabile.
una mostra bellissima, indimenticabile.
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