bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

venerdì 20 marzo 2009

il mio robin hood e la mia via parallela



Obama
“I bonus distribuiti ai trader di derivati da Aig sono un oltraggio, un’offesa”. “Aig è una società che si trova in difficoltà a causa della sua imprudenza e avidità. Come possono giustificare un oltraggio ai contribuenti che tengono la società in vita? Negli ultimi sei mesi Aig ha ricevuto consistenti somme dal Tesoro e ho chiesto al segretario Geithner di seguire tutte le strade per bloccare questi bonus”.
Obama si oppone ai privilegi di Wall Street e la sua ira si dirige oggi contro le cifre astronomiche che i grandi colossi continuano ad elargire ai dirigenti a dispetto della recessione, dei licenziamenti in massa e della peggiore crisi del sistema finanziario dai tempi della Grande Depressione.
In particolare Aig, gruppo assicurativo ex numero uno al mondo, che per sopravvivere non ha esitato a bussare alla porta del governo e a ricevere aiuti pari a ben 170 miliardi di dollari. E che ha annunciato l'elargizione di 165 milioni di dollari di bonus ai suoi dirigenti.

ecco.



e noi dobbiamo denunciare gli immigrati non in regola che si rivolgono alle strutture sanitarie.
di immigrati non ne vedo più. da ...almeno un mese? ma come mai...
passeremo tutti alla clandestinità. Medicina parallela.
è da molto che ci penso.
a una via parallela.

Ecco.
Appunto.

mercoledì 18 marzo 2009

Sant'Agostino è semplicemente un uomo




perchè così?
perchè così l'ho conosciuta e letta.
qualcuno me l'ha presentata.
perchè proprio così?
perchè sono una ladra e prendo tutto quello che mi piace.
perchè sono appunti su un'agenda, appunti di un poeta, appunti su Sant'Agostino, perchè non la conoscevo e ne sono rimasta veramente colpita.
per la semplicità penetrante.

Il samurai all'ombra del ciliegio


L’anima del Giappone

“Se qualcuno mi chiedesse
dello spirito del Giappone:
è nei fiori del ciliegio selvatico
in piena fioritura
quando riflettono il sole del mattino”

Kamo Mabuchi (1697-1769)


“Il fiore per eccellenza
è il ciliegio,
l’uomo per eccellenza
è il guerriero.”

Yukio Mishima.



Lezioni spirituali per giovani samurai
Un giorno parlavo di spade giapponesi con una nobildonna inglese. La signora mi domandò:“Come si combatte con quest'arma?”. Allora snudai la mia spada di fronte a lei e le mostrai un fendente obliquo. La signora impallidì e fu sul punto di svenire. Compresi allora che quanto impressiona gli occidentali non è la nostra letteratura,ma le nostre spade. Per noi giapponesi il samurai è l'immagine di un antenato. Per gli occidentali è la figura di un nobile selvaggio. Dobbiamo sentirci fieri di essere dei selvaggi.

Yukio Mishima


Poesie di addio al mondo (Jisei)

Prima brina, oggi, per il guerriero che tante volte si è indurito al suono della spada sfoderata.
Non importa cadere. Prima di tutto. Prima di tutti. E' proprio del fior di ciliegio cadere nobilmente in una notte di tempesta.
Oggi, nel giorno atteso, a conoscere quello che è racchiuso nel mio cuore, che da tempo ha giurato, sarà la sola tempesta?.
Ah l'amor di patria che brucia come il fuoco! Esso durerà fin quando avrò la forza di non distogliere lo sguardo da Sua Maestà Perenne.
Tra una nuvola e l'altra cade bianca la neve. E' il cuore della poesia che canta il Fujiyama la vera via del guerriero.
Non fa differenza combattere da leone o tigre. Se è per la patria, anche la vita del guerriero è accolta tra gli dei.

Yukio Mishima



e' qui, a Palazzo Reale, alla mostra sulle armature dei samurai, che ho visto le splendide armi, ho sfiorato lo spirito profondo e filosofico della dottrina zen e buddista, le armature incredibili, i racconti eroici e il bushido, il codice morale, l'inflessibile disciplina che hanno contribuito a tramandare il fascino misterioso del samurai anche nella cultura occidentale.





ma e' anche qui che ho respirato, nelle sale, il profumo del ciliegio e ho conosciuto la fortuna di questo matrimonio.
un fiore di ciliegio e il suo samurai.
un connubio stridente, a prima vista.
almeno per me.
samurai e' forza eleganza tradizione potenza controllo. lama.
ciliegio e' bellezza fioritura rinnovamento fragilita' transitorieta'. vita.

ma il samurai, guerriero selvaggio dedito alla patria di Mishima, e' zen.
e' filosofo buddista.
il samurai si immerge nella meditazione per acquisire maggiori poteri intuitivi e conoscitivi, per annullare paure ed esitazioni, per raggiungere un totale autocontrollo, accettando il flusso degli avvenimenti senza opposizione della forza.
il samurai muore sotto il ciliegio senza paura, sapendo e accettando che quello e' il giorno della sua morte, e lo macchia del suo sangue tingendolo di rosa.
Il ciliegio, in particolare al momento della sua fioritura, esprime in maniera eccezionale la grandiosità e magnificenza della vita, pur nella sua caducità.
Un simbolo di vita ma anche del suo naturale “opposto”: il fiore di ciliegio, appena raggiunge il massimo del suo splendore, si stacca e muore, viene portato via dal vento e si disperde. Il fiore di ciliegio è testimone del dono della vita, e del suo rapido ineludibile passaggio.



il fiore di ciliegio nasce e muore con il suo samurai, che nasce e muore nel fulgore delle armi ma nel rispetto del rigoroso e immodificabile ciclo della vita.
la forza del selvaggio si sposa con il petalo che cade nella tempesta.
l'incredibile forza delle filosofie orientali.

lunedì 16 marzo 2009

RAIN: l'aspirazione alla perfezione


siamo in volo.
sollevati dal terreno.
angeli eleganti.
silenziosi.
danzano in aria.
e sembra facile.


corpo di donna.
la domanda e': non possiede articolazioni?
si piega come un giunco.
oppure le articolazioni, dopo molto faticoso lavoro, si sono trasformate in semplici giunture?
pieghevoli, trasformabili, malleabili, riducibili.
un corpo si ripiega su se stesso, intravede i propri piedi.
si, ma che scendono dall'alto.



questi non conoscono il valore della gravita'.
la sovvertono.
corpi muscolosi atletici certamente pesanti che si sollevano e si piegano e si modulano tra loro come se Newton fosse stato un visionario ubriaco.


un cerchio occupa la scena. circola. ruota. sale e scende.
un corpo lo abita. ci si muove come a casa propria, come fosse seduto in poltrona.
solo che orbita nello spazio e quel corpo se ne appropria come fosse un suo naturale e inevitabile prolungamento.



RAIN. cirque ELOIZE, from Canada.
sono anche spiritosi, anche poetici, anche divertenti.
ma sopra ogni cosa sono perfetti.
sfidano le leggi della natura, che, per defizione, ci vogliono vulnerabili.
limitati.
pesanti.
mortali.
Invece per loro il corpo è uno strumento plasmato dalla volontà, dal potere della mente.

per farsi perdonare di tanta superbia, alla fine, ci inondano di una pioggia carica di memoria, di infanzia, di gioco, di incontenibile gioia e irripetibile liberta'.


lasciamo che piova. sopra di noi, su come eravamo.


guarda, guarda me? mi chiede se anche io mi ricordo, se anche io sono sulla soglia di quella memoria.
prima di aspirare a vivere, ho vissuto e basta.


http://www.youtube.com/watch?v=4a9nvmjzePY

giovedì 5 marzo 2009

così


sono chiusa in una stanza, mentale, senza aria e senza tempo, ma cerco di guardare fuori.

mercoledì 18 febbraio 2009

il profumo di Donatella

chissà dove sei andata.
di certo non sei più qui.
la gente muore Donatella.

non si può vivere pensando alla propria morte, non si può.
ma nemmeno ci si deve dimenticare che la morte esiste e appartiene alla vita.
non si può vivere pensando che si può essere recisi con un colpo netto
ma è sano, salutare, pensare che il profumo si coglie finchè c'è vita .

il tuo profumo lo ricordo bene, te l'ho detto proprio giovedì
e ce l'ho addosso. l'ho comprato venerdì e volevo fartelo sentire questa mattina.
questa mattina ti ho pensata, con un profumo di ambra.

le telefonate a volte sono delle lame che tagliano la carne.
ho pensato al dolore che tutto questo provoca in noi che rimaniamo
ho pensato a gabriella che oggi non è venuta al lavoro
ho pensato a leo che ti ha vista morire per poi rimane vivo.
vivo?

io non devo dimenticare
io voglio dei segni sulla mia pelle
sulla pelle
segni penetranti e sanguinanti
che mi ricordino
per
ogni
singola
recisione
ogni volta
che vivere
è
un
impegno
assoluto.
per chi muore, così, come te.



L'ALTRO
Il tuo prossimo
è lo sconosciuto che è in te, reso visibile.
Il suo volto si riflette
nelle acque tranquille,
e in quelle acque, se osservi bene,
scorgerai il tuo stesso volto.
Se tenderai l'orecchio nella notte,
è lui che sentirai parlare,
e le sue parole saranno i battiti
del tuo stesso cuore.
Non sei tu solo ad essere te stesso.
Sei presente nelle azioni degli altri uomini,
e questi, senza saperlo,
sono con te in ognuno dei tuoi giorni.
Non precipiteranno
se tu non precipiterai con loro,
e non si rialzeranno se tu non ti rialzerai.


Kahlil Gibran "Gesu' figlio dell'uomo"

martedì 17 febbraio 2009

Senza pelle



senza pelle
o senza testa
o senza cuore
senza

ho pensato e ripensato alla storie che sento ogni giorno.
ho immaginato la vita degli Englaro, una vita dedicata alla morte.
ho pensato alle misure eccezionali per tenere in vita la morte e quelle altrettanto eccezionali per dare vita alla morte.
ho pensato alle mostruosità che ho letto, ai senza cervello.
ho pensato alla mostrusità di certe morti, di cui nessuno si occupa MAI, e quanta dedizione invece ha meritato la vita morta di una morta 17 anni fa.
ho pensato quanta poca vita c'è in chi si spertica nel mantenere in vita la morte,
quanto terrore c'è a spegnere un lume già spento come se si stesse spegnendo il proprio,
a occuparsi svisceratamente urlando al massacro di ermellini e visoni o di feti mai nati mai dotati del bene della vita,
ho pensato al deserto di certe vite,
al fanatismo senza pensiero,
all'ideologia vuota senza motivazione,
agli encefalogrammi piatti che pur camminano per strada
alla perversione di chi crede nel perpetuamento della vita senza anima.

penso a quanta gente vive senza pensare credendo che la vita si possa sprecare per poi anche lamentarsene.
la vita non si spreca. e' un peccato mortale, che si paga con la propria stessa vita.
penso alle persone senza pelle
-vedete il film di D'Alatri del '94, se lo trovate, merita una serata a casa tenendo accesa la tv per un buon motivo-
che si lasciano trafiggere da un'emozione,
senza difesa dal mondo,
tutto è dentro,
tutto passa il confine della propria anima.
che a volte è gravemente malata e urla per farsi sentire da chi pensa di essere sano.

chi non sa cos'è la sofferenza ha del buon tempo da sprecare dietro a messaggi terroristici di morte.

senza pelle.
senza.
senza opinioni
senza mente
senza sguardo
senza valore
senza
questo è il vero delitto.