bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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martedì 14 aprile 2015

tutto il carname meraviglioso e repellente


 



Equinozio di primavera

(la belezha del muss)
Forze di furiosa bellezza
forze incastamente bellezza
e non beltà
sbancate dal vento notturno
Beltà decalcinata ricarnificata,
torve ragazze
ricciolate ricolorcaricate
a far svenire
in rapimenti solo alloro apparire
Esse nel vento maligno
nel vento feroce
feroci d'essere
la bruttura del bello
per essere troppo e dato
subito in pasto alle zanne
dei più terribili decibel:
smaccata punizione  risuzione
 per tanta sovrabbondanza vana
collosa di mille gravitazioni
come una stella di neutroni
momentaneo ancora delirio del niente
o semplicemente
tutto il carname meraviglioso e repellente dell'
Anrea Zanzotto

al solito di una poesia mi cattura una parola, qui ce n'è più d'una, ma carname mi folgora.
mi schianta.
carname meraviglioso e repellente è proprio quel che c'è da dire di quella polpa dei fiori che esplode e poi muore. una folgorazione, poi, un declino, un marciume.
questa poesia mi uccide, bruttura del bello, beltà decalcinata ricarnificata, vento maligno, momentaneo delirio del niente. 
le parole, che potenza la poesia, quando è questa poesia.

lunedì 6 aprile 2015

risveglio di primavera

in piazza Tommaseo a Milano, a ogni primavera, il giardino fiorisce in modo esplosivo.
ci passo il sabato mattina andando alla sezione clinica e mi dico: devo fotografare.
mi sono però decisa tardi e quando ci sono andata, lunedì scorso, c'erano già tutti i fiori di pesco per terra, un tappeto di petali schiacciati, il terreno era scivoloso, pericoloso, e maleodorante.
una sensazione tremenda mi ha invasa.
appena cominciata ed è già finita.
mi sono ripresa al lago in questi giorni, la primavera è ancora all'inizio, per certi versi sembra ancora dover cominciare.
ma, ahimè, il risveglio annuncia la morte, comunque.








giovedì 21 marzo 2013

sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.
Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera. 

 Alda Merini (da Vuoto d'amore, Einaudi 1991)

oggi oltre che il primo giorno di primavera o forse proprio per questo è la giornata mondiale della poesia non sono originale questa poesia è già postata ovunque sabato e domenica c'è una rappresentazione di poesie della merini al teatro atir ringhiera di milano magari ci vado oggi non sono viva anzi sono morta della morte che qualcuno mi augura se arrivo a sera vado a vedere foto di cicatrici sulla terra e cercherò di svegliarmi domani mattina. ancora.

mercoledì 30 luglio 2008

primavera di Praga-dal 5 gennaio al 20 agosto 1968

ne avete mai sentito parlare?
una primavera. pochi mesi, di socialismo "dal volto umano". conclusosi davanti agli occhi del mondo nel '69 in piazza Venceslao con il sacrificio umano di Jan Palach, immolatosi bruciando vivo, e dopo di lui molti altri, per protestare davanti al mondo della fine della storia, della libertà, della corsa folle della Cecoslovacchia verso il proprio autonomo disegno politico, prima dell'arrivo dei carri armati russi.
C'è una mostra, a Milano, racconta questa storia.



sono le fotografie di Josef Koudelka.
sono una storia e sono storia. ordinaria storia di sopraffazione.