bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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venerdì 6 febbraio 2015

a proposito di Davis

A proposito di Davis, l'ultimo film dei fratelli Coen, non incontra il mio gusto.
non so cosa non vada tra me e i due fratelli, ma il loro linguaggio non mi coglie.
rileggo il mio blog e ritrovo, datata luglio 2008, una critica a un altro loro film, Non è un paese per vecchi (http://nuovateoria.blogspot.it/2008/07/i-fratelli-cohen.html).
mi domando cosa non mi piaccia, neanche in questo ultimo film, qualcosa che mi convince a non riguardali più.
la storia di quest'uomo è desolante, è una storia di fallimento, di disfatta, di povertà, di miseria, di ripetizione infinita dei quotidiani gesti di desolazione. Davis non risolve la sua vita, la trascina da una situazione fallimentare a un'altra, reiterando i suoi comportamenti senza rettificare nulla. muore di freddo senza un cappotto, si porta dietro un gatto come fosse un neonato senza sapere perchè, si ritrova a risolvere gravidanze indesiderate delle sue avventure notturne venendo casualmente a scoprire che quella precedente è stata poi a sua insaputa portata a termine, suona senza speranza, perde pezzi a ogni passo, si lascia insultare senza difesa oppure reagisce in modo volgare e inconsulto.
la disperazione effettivamente ti entra dentro, a proposito di Davis.
ma qualcosa del discorso mi infastidisce. non so se è il cinismo, non so se è la sensazione che nella descrizione, desolante, non ci sia posto per la speranza. qualcosa mi dice che nella presentazione non ci sia mai un soggetto, ma solo una trascinamento sociale, un destino senza forma, una progressione che annulla qualsiasi possibilità di redenzione. non c'è mai un solo personaggio che si salvi ma una melma di umanità, un aggregato di corpi senza anima. non emerge nemmeno la sofferenza, sembra che ci sia un'affidamento alla sfortuna senza ribellione, un'affondare nella scodella di merda, come dice un personaggio repellente che compare senza senso nel film. le donne sono figure inguardabili e inascoltabili, l'amante rimasta incinta non sembra capace di un istante di riflessione ed è aggressiva in modo intollerabile, la sorella è mangiata viva da una rabbia sorda e distruttiva, l'amica che lo ospita, padrona del gatto, è un personaggio patetico.
se si presenta la desolazione la si deve differenziare dalla serenità. deve esserci la mancanza di qualcos'altro, si deve sentire che quella desolazione si contrappone a una possibilità alternativa.
se tutto è sempre una scodella di merda, si perde veramente la voglia di guardare, di capire, di riflettere e di provare una scodella di gustosa crema profumata alla vaniglia.

sabato 5 luglio 2008

i fratelli Coen e il sogno del grande vecchio

non posso dire mi siano mai piaciuti.
il mondo e' sempre quello. sempre. l'america e i suoi vizi capitali. la violenza. l'inganno. la sopraffazione. la morte a basso costo.
l'america e' metafora del mondo.
ma no, mi dico io, non e' vero, non ci credo.
un mondo sempre troppo ancorato alla provincia, agli stivali da cow-boy, ai ranger, agli assassini, ai motel, ai sicari, ai killer, alla scarnificazione, al sangue a fiumi. torrenziale.
ho visto "non e' un paese per vecchi". non un bel film. forse proprio per la reiterazione infinita della tematica di fondo, l'america violenta che non sopravvive a se stessa. un mondo dove nessuno diventa vecchio, dove si muore per caso. si muore ad ogni angolo, si muore per niente, dove muoiono i cani insieme ai messicani, alle mogli maltrattate, alle passanti intraprendenti, ai guidatori incauti. dove si muore con un bizzarro strumento ad aria compressa, bizzarro perche' folle come e' folle la mente di chi lo ha pensato,dove si muore nelle roulotte e nel deserto, a torto e a ragione, senza un credo, senza un motivo, dove muoiono tutti, soprattutto la speranza. va bene. questa e' l'america. possiamo solo tremare e sperare appunto che tutto questo sia solo l'america e solo in america. non perche' nel resto del mondo non si muoia, ma perche' in america si muore come se si fosse in irak. solo che l'america non e' un paese in guerra. pero' la guerra civile c'e'. la guerra e' in casa, in ogni casa, in ogni famiglia, in ogni strada, in ogni stato.
c'e' il rischio che a rappresentarla cosi' la morte perda di significato, che lo perda anche la vita, che alla fine sembri tutto normale. c'e' il rischio che si perda il senso di tutta questa morte, cioe' del senso della morte in questo film. alla fine tutto diventa grottesco e ripetitivo, prevedibile, anche la cattiveria più cattiveria che c'è, poco credibile. così eccessiva, ridondante, alla fine la morte diventa noia, si svaluta, si svuota.
Certo, in un paese cosi' non si diventa vecchi. in un paese cosi' i vecchi non ci vivono e non capiscono. come descrive il sogno di Tommy Lee Jones, lo sceriffo, incredulo e stanco, non ci sono piu' padri, grandi vecchi, vecchi saggi. il sogno dice che la guida del padre, quello che passa davanti a lui con la fiaccola che si confonde con la luna, quello che porta la luce al punto di ristoro, quello che guida nel buio della notte, quello che rassicura e consente di andare avanti, quello che sopisce la paura della morte, quello che porta saggezza in un mondo di pazzi, che quella guida, quella luce, quel grande vecchio sono, appunto, solo un sogno. al risveglio rimane solo il mondo di pazzi, solo la follia che ci uccidera' tutti, senza speranza.
salvo solo il sogno. e il mio sogno,la mia speranza. il resto e' solo morte a basso costo.

I vecchi che si ammirano nell'acqua
William Butler Yeats

Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
" Tutto muta,
E a uno a uno noi scompariamo"
Avevano mani come artigli, e le ginocchia
Contorte come i pruni antichi
Presso le acque.
Ho udito i vecchi, i vecchissimi, dire:
« Tutto ciò che è bello trascorre via
Come le acque ».