bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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domenica 20 dicembre 2020

cado

cado, mi faccio male.

accade spesso ultimamente.

perchè cado?

cado e questa volta anche mi spavento un po',

cado per strada, non inciampo, cado e basta e sono al semaforo.

cado, in avanti e finisco in strada.

cado, in avanti, e mi proteggo con le mani.

mi faccio male, una botta al ginocchio e una, potente, alla mano che ha frenato la caduta in avanti.

cado, mi avranno visto dalle macchine.

cado e una signora, con una bambina, mi chiede se mi sono fatta male

si.

cado e mi rialzo, spaventata, e le dico si, mi sono fatta male.

forse spiazzata dalla mia risposta, di solito si dice: no non è niente, la signora mi dice:

SI APPOGGI AL PALO

e se ne va.

si appoggi al palo?

una locuzione senza senso, ma non avrà trovato nel suo vocabolario e nel suo codice simbolico nulla d'altro da dirmi.

si appoggi al palo o si impicchi al palo?

cado e finisco nel non senso, mio e dell'Altro.

giovedì 10 marzo 2011

notte appesa


c’è quella falce di luna.
è lì che mi guarda o forse mi guida.
appesa nel cielo. e sotto, una stella, penso venere, appesa alla falce di luna.
temo si sia tutti appesi l’uno all’altro. come quella falce e la sua piccola venere appesi nel buio crepuscolare del cielo, in questa nottata senza senso.
guido in automatico, autostrada, torno a milano, nella voragine.
nessuno può intuire il peso che ha per me questo rientro.
si lo so, sono nel rientro verso l’affermazione, sono nella terapia del mio io, sono nella ricerca del mio consenso. non dove non lo trovo, altrove, come molti mi insegnano.
sono nel giusto, e nel doveroso, nel rientrare a milano questa notte. lo so.
è “solo” l’interruzione di una breve vacanza, ma, da questo punto di vista, quella della ricerca del desiderio, e della fatica dell’assegnazione di senso, sono sempre stata in vacanza. e questa interruzione, un concorso durante le mie ferie, ha un valore simbolico. c’è qualcosa che non ce l’abbia?
però io sento un male, sento che mi hanno strappata, che se per una settimana frammento una  dimensione che mi impoverisce tornarci è un soffocamento. come sempre sono divisa, come sempre se devo sostenere una domanda devo rinunciare a una risposta.
lascio la montagna ed entro in autostrada, sono già stanca dopo solo mezz’ora. coda. vicino a bergamo segnalazioni dicono: attenzione fumo in carreggiata. un camioncino va a fuoco, un rogo impressionante, passo vicino e sento un’ondata di calore dentro l’abitacolo dell’auto, anche solo procedendo così distante e così veloce. sono turbata da questo rogo, a lato, nel nulla. sono io, io che sono in guerra, io che torno a milano, al mio dovere, io che mi consolo dei miei insuccessi, io che torno vicino a chi non mi ama, sono io che vado a fuoco.
lo so, nessuno lo capisce quanto mi costi questa notte di non senso.
sbaglio uscita e ci metto mezz’ora in più a tornare a casa. sono quasi le 21, odio guidare con il buio.
cerco distrazioni, scrivo, di creature di neve, poi studio. poi dormo, male, e mi sveglio, presto.
cerco distrazioni, faccio colazione e cerco poesie della merini, e studio ancora.
ma a un certo punto le distrazioni non funzionano più. le distrazioni non fermano il tempo, non lo allungano, solo lo ingannano. vado, e sono agitata, emozionata. ogni prova per me è un incendio, come il camioncino di ieri sera.
fiamme di emozioni batticuore incertezze e dubbi. non avrò mai la pace dei giusti.
com'è andato l'esame? non lo so, certo un vero e proprio esame, mica un colloquio informativo.
prima di entrare penso di andarmene. è un attimo no?
anche ieri sera guidando pensavo che uscire di strada, fuori, o contro un guard rail, andare in fumo, è un attimo.
veramente un attimo.
ho parlato concitata, solo verso la fine ero io. alla fine ero io, al meglio di me, propositiva e interlocutoria.
ma solo dopo.
io dopo. arrivo sempre dopo, in tutto, sempre dopo l’incendio, prima ci si brucia, prima mi ustiono.