bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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venerdì 13 dicembre 2013

meditate che questo è stato

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case,
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no.
Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno.

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,
Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
 
O vi si sfaccia la casa,
La malattia vi impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

questa poesia apre un libro che è un baratro d'angoscia, come immaginabile.
almeno se si sa di cosa parla Se questo è un uomo di Primo Levi.
penso che dovrebbe essere un libro di testo per le scuole superiori, al pari della Divina Commedia o dei Promessi Sposi, o forse anche di più.
al di là di certe affermazioni che sentro in giro di quanto non se ne possa più di sentir parlare di olocausto e di lager, al di là di questa pochezza che dimentica che i nostri figli non solo non ne possono più perchè non ne hanno sentito parlare abbastanza ma hanno il dovere di sapere e di leggere e di capire, questo libro tratta ed esprime un'analisi sull'uomo, sulla sua natura, sul suo lato aberrante, sul valore della vita e su come ognuno di noi sviluppi in condizioni estreme ben diverse capacità di adattamento o affondamento, capacità di tenere saldi principi umani di generosità a condivisione o, al contrario, slatentizzare una propensione bestiale e stolida che annienta l'altro senza tregua, che ha un valore assoluto e universale al di là della contingenza specifica -comunque di incommensurabile importanza- che lo ha causato e ispirato.
leggendo penso, tra le altre cose, che di hitler non ce n'era soltanto uno, che ogni uomo che abbia partecipato, qualsiasi fosse la sua posizione, a questa dissoluzione della qualità umana sia stato un hitler e, di più, penso che hitler sia dentro ognuno di noi. laddove una condizione storica unica e forse irripetibile ha concesso che i limiti imposti dal vivere civile siano venuti meno, qualcosa di cannibalico e spaventosamente vorace e violento è emerso dall'uomo, ed è qualcosa che permane nascosto, qualcosa che addomestichiamo, qualcosa cui rinunciamo per convivere con gli altri e per evitare che coinvolga noi stessi in una forma di reciproca distruzione, ma che alberga dentro di noi, che c'è. c'è, sicuramente c'è, in ogni uomo.