Ombre gentili
Di foglie gialline,
Discese giù pe' i rami
A spiova da' vasi rossicci,
Su i muri vecchi e intorno
A l'aiuole...
Lunge nel sole
Incendii di vetri
Lavati dalla pioggia...
Gorgoglio sottile de l'acqua
Nuova, rotto da l'erba
Arsa, prona
Mario Luzi
di prossima pubblicazione Poesie ultime e ritrovate,
Garzanti, Milano 2014
vedo tutto, come la luce d'autunno riflessa sui vetri.
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giovedì 9 ottobre 2014
lunedì 14 maggio 2012
eterna compresenza del tutto nella vita e nella morte
oggi sono atterrita.
gli eventi mi incalzano, mi spiantano, mi sembra di dover pagare un prezzo altissimo per un attimo di felicità.
Luzi è meraviglioso, lo leggo da poco, eppure le sue parole mi consolano, soprattutto quei suoi "quarant'anni d'ansia, d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide com'è rapida a marzo la ventata che sparge luce e pioggia...".
non ho niente di più da dire.
veramente.
Nell'imminenza dei quarant'anni
Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.
gli eventi mi incalzano, mi spiantano, mi sembra di dover pagare un prezzo altissimo per un attimo di felicità.
Luzi è meraviglioso, lo leggo da poco, eppure le sue parole mi consolano, soprattutto quei suoi "quarant'anni d'ansia, d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide com'è rapida a marzo la ventata che sparge luce e pioggia...".
non ho niente di più da dire.
veramente.
Nell'imminenza dei quarant'anni
Il pensiero m'insegue in questo borgo
cupo ove corre un vento d'altipiano
e il tuffo del rondone taglia il filo
sottile in lontananza dei monti.
Sono tra poco quarant'anni d'ansia,
d'uggia, d'ilarità improvvise, rapide
com'è rapida a marzo la ventata
che sparge luce e pioggia, son gli indugi,
lo strappo a mani tese dai miei cari,
dai miei luoghi, abitudini di anni
rotte a un tratto che devo ora comprendere.
L'albero di dolore scuote i rami...
Si sollevano gli anni alle mie spalle
a sciami. Non fu vano, è questa l'opera
che si compie ciascuno e tutti insieme
i vivi i morti, penetrare il mondo
opaco lungo vie chiare e cunicoli
fitti d'incontri effimeri e di perdite
o d'amore in amore o in uno solo
di padre in figlio fino a che sia limpido.
E detto questo posso incamminarmi
spedito tra l'eterna compresenza
del tutto nella vita nella morte,
sparire nella polvere o nel fuoco
se il fuoco oltre la fiamma dura ancora.
“Mario Luzi, nella sua parabola esistenziale e poetica, ha confermato un’assoluta fedeltà a se stesso, anche in quella religiosità diffusa che per lui è sempre stata una vicinanza al cattolicesimo”, ha detto Andrea Zanzotto ricordando la figura del suo caro amico. “Ritengo Luzi, a conti fatti, la maggiore presenza nella poesia italiana: è sempre stato una figura di alto profilo, che ha saputo evidenziarsi in modo particolare nella letteratura e oltre”.
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