
"Il mondo allora avrà una nuova umanità. Il cielo, il cosmo l'infinito non saranno più fuori di noi, ma il vero luogo della nostra coscienza"
Satprem
neve.
ogni volta che vado a fare un massaggio shiatsu nevica.
lo dico al mio maestro zen che sapientemente mi onora della potenza delle sue mani.
inizia il massaggio e, per la prima volta dopo tante volte, interrompe il silenzio sacro del massaggio e mi cita Kill Bill.
mi chiede se l'ho visto e se ricordo una delle scene finali, quella della lotta tra le due donne.
sono sole, sotto la neve, sopra sotto nella neve. la definisce una scena surreale bellissima. la lotta si consuma in uno scenario ovattato che attutisce la forza di quel contrasto.
me lo dice. mi dice che la neve attutisce.
è vero, penso che ammorbidisce i sensi ma penso anche che la neve, bella, dura poco.
la neve è fuori e io, ancora una volta, sono DENTRO.
prosegue il massaggio e io mi abbandono.
completamente.
ormai ne ho fatti molti e ho imparato come si fa. e sento che c'è sintonia tra me e il mio maestro. come due amanti.
ci capiamo, lo abbiamo fatto molte volte e ora respiriamo in sintonia.
seguo le sue mani e la sua pressione sul mio corpo, lo assecondo ed espiro a ogni pressione. e a ogni pressione io sento, avverto, percepisco il mio fluire, il mio abbandono, la testa che si stacca dal corpo.
quando arriva alla nuca io già sono perduta e si tratta solo di portarmi oltre.
si siede dietro di me e sento il suo alito. il mio maestro sa di menta e di bosco.
le sue mani si insinuano sul mio collo, accarezzano i capelli e li allungano indietro. scivola lungo la schiena, da dietro e arriva a massaggiarmi le scapole sollevando la mia schiena con la forza delle mani. delle dita.
io entro in uno stato di immobilità estatica e mi sembra di essere cullata dalle onde del mare. sono in acqua e respiro sempre più lentamente. il mio corpo fluttua, quasi lontano da me.
quasi.
in verità sento uno stato di eccitazione, sono eccitata, sessualmente eccitata.
il mio corpo, globalmente, interamente, gode di sè e della sua consistenza. il tepore si irradia ovunque e mi immagino guardata da un occhio maschile che mi scruta nel mio abbandono e mi desidera per questo. in questo.
le mani del mio maestro si soffermano sul mio volto e poi sulla testa, infila le mani tra i miei capelli disegnando fili sottili che partono dalla fronte e arrivano al centro della mia testa. al centro di me.
penso a quanto mi piacerebbe, e non accade, che un uomo amandomi prendesse anche la mia testa tra le mani, accarezzasse la mia nuca e i miei capelli, mi odorasse e penetrasse anche la mia testa, oltre al corpo.
ora respiro appena, potrei non essere più, potrei dissolvermi. sono ferma, sono sciolta e smembrata, godo di me, e penso alla profondità della compenetrazione, penso alla fusione.
ti penso.
ora mi lascia. si ferma, abbandona la mia testa sul cuscino, perde il contatto lentamente. si ferma, io ho gli occhi chiusi e so che mi sta guardando. sento che, come ogni volta, mi dice: grazie.
questa è intimità.
si alza lieve e se ne va, chiudendo la porta e lasciandomi inerme abbandonata sul tappeto.
sono sola e sono fuoco.
mi sento così tanto, così forte, così piena di me che non c'è altra soluzione.
mi sposto dalla mia immobilità. mi basta sfiorarmi.
mi accarezzo il seno, avverto il capezzolo duro e toccarlo mi fa sentire un lampo che si allunga tra le gambe, potente e delizioso. allungo l'altra mano ed è un attimo.
un attimo veramente. e il mio corpo si scioglie in molte lievi profondissime e lunghe scosse di piacere, pensandoti.
shanti.