
qui la questione è che ho riso. ma riso. riso parecchio.
potrei quasi dire, se non temessi di esagerare, che sono stata felice per un'ora e mezza.
al di là del fatto che lo spettacolo era confezionato bene e che gli attori circensi acrobati domatori clown erano tutti, tutti e cinque, eccelsi, lo spettacolo aveva una qualità rara e che, oltre al riso che mi ha prodotto senza soluzione di continuità, mi ha appunto reso felice.
era uno spettacolo semplice, basato su una storia semplice, che utilizzava materiale semplice ma semplicemente irresistibile.
nessuna soluzione arificiosa, nessuna forzatura, nessun eccesso, nè di forma nè di linguaggio nè di spettacolarizzazione.
un elefante è scappato dal circo, arriva una nuova acrobata di eccezionale bravura, c'è un clown che fa ridere semplicemente alzando un piede, c'è un'equilibrista di rara simpatia, un giocoliere di un'agilità impressionante e un direttore domatore che dirige il gioco.
tutto qui. miscelato composto diretto e maestralmente irresistibile.
se non fosse che è finito ieri, qui a milano, vi direi di andare a comprare il biglietto ADESSO.

Cirk, Il circo a teatro. storia di un piccolo circo raccontata da una compagnia di attori e artisti circensi di diversa nazionalità (Italia, Belgio e Svizzera), diretti dal regista olandese Ted Keijser sotto l’egida di Pantakin, tra le realtà più interessanti nell’ambito del Nouveau Cirque.
c'è speranza di una forma di spettacolo che vive di se stesso e della gioia vitale che porta dentro di sè, e che genuinamente comunica, e non della svendita oscena e miserabile delle emozioni.

http://www.youtube.com/watch?v=qGrJHxLVrsM