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mercoledì 8 dicembre 2010
giornale di lotta comunista e la rifondazione della Rossa
questa volta non ero in conflitto con la mia coscienza, nessun bikini pitonato aveva inquinato la mia immacolata -potenziale- anima comunista (http://nuovateoria.blogspot.com/2008/07/il-giornale-di-lotta-comunista-e-il.html).
questa volta quando è arrivato Cristian ero pura e santa come un angelo.
comunista, sterminatore di capitalisti venduti all'imperialismo dominante.
ebbene si l'ho ricomprato conversando sull'uscio di casa. situazione analoga, mia versione casalinga e sua versione da combattente proletario. io in tuta alle prese con i fornelli, lui vestito da guerriero pronto alla fuga e alla difesa in caso di guai.
mi diverto, neanche troppo sottilmente, quando alla sua domanda, gentile ma guardinga, se sono interessata al giornale gli rispondo: molto grazie, ne vorrei una copia.
davvero? ah!!
stiamo raccogliendo qualche fondo se vuoi (tu immancabile, senza nemmeno passare dal via) puoi lasciarmi qualcosa? si volentieri.
davvero? ah!!
(si si è un bel gioco, tu che guevara io la dama del castello).
il 23 gennaio a milano c'è una commemorazione allo smeraldo, magari vuoi venire. si perchè no, di cosa si tratta?
davvero?? ah!!
se vuoi lasciarmi il numero di telefono ti aggiorno e ti avviso sul programma della giornata. no, grazie, se vengo vengo.
davvero?? oooh!
che minuetto...
bene grazie, io sono Cristian (o Christian?!), piacere Rossa.
(DAVVERO? ah!!)
dalla mia porta vedo:
- un altro combattente sull'uscio -inespugnato, chiuso come ci fosse il coprifuoco- di un'altra casa, mi saluta da lontano. "ciao". "ciao".
- e M., giovane inquilino del mio condominio, non so se facesse parte del manipolo di audaci o fosse lì per caso, ma per non saper leggere nè scrivere ho salutato anche lui.
una grande fratellanza unita nello scopo vitale finale dell'uguaglianza sociale.
ciao ragazzi buon lavoro.
si ero in serata perfetta per vestire la mia parte incazzata e rivendicativa sul sistema che mi opprime, pensando alla pena del mio lavoro, del mio contratto capestro iniquo e antisociale, del mio padrone bastardo che mi sfrutta, della mia condizione economica che mi costringe a milano a sant'ambrogio (5 giorni di vacanza) a natale, (15 giorni di vacanza) e a pasqua dei prossimi 10 anni, si andavo bene, ero in tema, ero in sintonia sul "proletariato mondiale che ha in potenza l'energia per affrontare le catastrofiche convulsioni che il capitalismo porta in grembo, perche' solo la natura internazionale del proletariato spalanca la prospettiva di rovesciamento delle guerre imperialistiche di domani in rivoluzione comunista mondiale".
non so, rido o piango? pero' amo la follia cieca dell'ingenuita'.
tornate presto ragazzi, tira aria cattiva e io sono pur sempre Rossa e qui un piatto caldo lo trovate sempre.
giovedì 10 luglio 2008
il giornale di lotta comunista e il pitonato di just cavalli. contraddizioni di un giovedi' sera qualunque
suona il campanello. potrei dire insistentemente. ma non è del tutto esatto. brillantemente direi. quasi garrulo.
sono in tuta, sto cucinando.
apro ma è chiaro che ho un punto interrogativo stampato sulla faccia. e il suo sguardo sulla mia tuta lo conferma.
chi è? chi è.
giovane, sbarbato, faccia simpatica, un po' leninista (facile direte voi con il senno di poi) ma vi giuro un po' leninista, camicia azzurra. quasi a posto, solo stropicciata da fine giornata 32 gradi medi all'ombra. la cravatta è il primo punto di domanda. rossa, ma molto rossa, quasi arancione, di seta, quindi squillante. scendo. pantalone...mmmhh quasi un jeans ma nero, scendo ancora....orlo non fatto, pantalone ripiegato più volte su stesso. botta finale. la scarpa: puma nera all'ultimo stadio di sopravvivenza. era partito come un impiegato di banca, è finito come il solito sbarbato.
però. mi sorride con una faccia da schiaffi, è brillante, mi anticipa, battuta sul comunismo ormai morto, sarà mica morta anche lei? vivo o morto x?
mi presenta l'oggetto della sua visita.
LOTTA COMUNISTA, organo dei gruppi leninisti della sinistra comunista. Le ideologie della nuova FASE STRATEGICA.

sono morta, si, stesa, attonita. mi domando da che pianeta viene, dove sia la sua astronave. me lo vende, convinto senza fanatismi-una combinazione rara e introvabile-, ci crede. è spiritoso, credo si aspetti il peggio, la tenuta è da bravo ragazzo ma la scarpa tradisce fughe rapide al cospetto di psiconani all'assalto o leghisti dell'ultima ora. lui non sa, povero, che io ho il cuore morbido accogliente e molto molto rosso. sono impietrita e intenerita. compro e gli lascio dei soldi, uno spoposito. dario, il suo nome è dario. ciao. io sono R. lo avrei baciato, teneramente e appassionatamente come Diane Keaton bacia Warren Beatty in REDS. naturalmente.
per un attimo sono contenta, mi sento meno sola, al mondo c'è ancora qualcuno come me, dopo una giornata di lavoro, mal di testa da annientamento neuronale, spesa, multa, qualcuno, sua maestà il mio amico P., che mi invita a mollare l'analisi dati i scarsi risultati e mi ribadisce che esagero, sempre e per sempre esagero, insomma quando guarisci?
andrebbe tutto bene se non fosse che a un certo punto un visitor si appropria di me, una sorta di creatura prima albeggia poi sale impetuosa e alla fine mi mangia. si chiama senso di colpa. la mia anima comunista si è per un attimo risvegliata ma mi viene in mente che giusto ieri, per consolarmi di un compleanno che, non esagero se qualcuno mi crede, mi crea un forte turbamento di premonizione menopausale, quella stessa anima è stata momentaneamente sopraffatta da un gagliardissimo e minimale costume pitonato firmato Just Cavalli, in saldo ma non per questo regalato, che non aspettava altro che me. la mia contraddizione, la contraddizione di tutti noi milanesi sempre in pista sempre all'altezza della situazione. prima che sia irrimediabilmente troppo tardi. per il costume, per le mie curve, per la mia seduttività in odore di premenopausa, per la mia personalissima lotta comunista, per continuare a esagerare sempre. Ma sono Rossa, modero gli altri per mestiere ma non sono capace, mi dicono, pare, ancora di moderare me stessa.
sono in tuta, sto cucinando.
apro ma è chiaro che ho un punto interrogativo stampato sulla faccia. e il suo sguardo sulla mia tuta lo conferma.
chi è? chi è.
giovane, sbarbato, faccia simpatica, un po' leninista (facile direte voi con il senno di poi) ma vi giuro un po' leninista, camicia azzurra. quasi a posto, solo stropicciata da fine giornata 32 gradi medi all'ombra. la cravatta è il primo punto di domanda. rossa, ma molto rossa, quasi arancione, di seta, quindi squillante. scendo. pantalone...mmmhh quasi un jeans ma nero, scendo ancora....orlo non fatto, pantalone ripiegato più volte su stesso. botta finale. la scarpa: puma nera all'ultimo stadio di sopravvivenza. era partito come un impiegato di banca, è finito come il solito sbarbato.
però. mi sorride con una faccia da schiaffi, è brillante, mi anticipa, battuta sul comunismo ormai morto, sarà mica morta anche lei? vivo o morto x?
mi presenta l'oggetto della sua visita.
LOTTA COMUNISTA, organo dei gruppi leninisti della sinistra comunista. Le ideologie della nuova FASE STRATEGICA.

sono morta, si, stesa, attonita. mi domando da che pianeta viene, dove sia la sua astronave. me lo vende, convinto senza fanatismi-una combinazione rara e introvabile-, ci crede. è spiritoso, credo si aspetti il peggio, la tenuta è da bravo ragazzo ma la scarpa tradisce fughe rapide al cospetto di psiconani all'assalto o leghisti dell'ultima ora. lui non sa, povero, che io ho il cuore morbido accogliente e molto molto rosso. sono impietrita e intenerita. compro e gli lascio dei soldi, uno spoposito. dario, il suo nome è dario. ciao. io sono R. lo avrei baciato, teneramente e appassionatamente come Diane Keaton bacia Warren Beatty in REDS. naturalmente.
per un attimo sono contenta, mi sento meno sola, al mondo c'è ancora qualcuno come me, dopo una giornata di lavoro, mal di testa da annientamento neuronale, spesa, multa, qualcuno, sua maestà il mio amico P., che mi invita a mollare l'analisi dati i scarsi risultati e mi ribadisce che esagero, sempre e per sempre esagero, insomma quando guarisci?
andrebbe tutto bene se non fosse che a un certo punto un visitor si appropria di me, una sorta di creatura prima albeggia poi sale impetuosa e alla fine mi mangia. si chiama senso di colpa. la mia anima comunista si è per un attimo risvegliata ma mi viene in mente che giusto ieri, per consolarmi di un compleanno che, non esagero se qualcuno mi crede, mi crea un forte turbamento di premonizione menopausale, quella stessa anima è stata momentaneamente sopraffatta da un gagliardissimo e minimale costume pitonato firmato Just Cavalli, in saldo ma non per questo regalato, che non aspettava altro che me. la mia contraddizione, la contraddizione di tutti noi milanesi sempre in pista sempre all'altezza della situazione. prima che sia irrimediabilmente troppo tardi. per il costume, per le mie curve, per la mia seduttività in odore di premenopausa, per la mia personalissima lotta comunista, per continuare a esagerare sempre. Ma sono Rossa, modero gli altri per mestiere ma non sono capace, mi dicono, pare, ancora di moderare me stessa.
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