bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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giovedì 23 giugno 2011

memento

vedo un po' di film, al cinema e in dvd, e non posso dirmi contenta.

ho visto Hereafter di Clint Eastwood e francamente mi sono domandata  a cosa io stessi assistendo, di cosa si stesse parlando. non certo della morte, forse di poteri paranormali, soprannaturali o flashati, nè di amore nè di dolore. casi di umana disperazione e sofferenza, sopravvissuti che si redimono e sensitivi che si riciclano. mortifero.

ho visto il Cigno Nero di Darren Aronofsky e ho fatto diagnosi psichiatriche, ho pensato che la Portman era convincente, che la sofferenza fisica e la disciplina psichica costruiscono la quotidianità perversa e quasi alienata di una ballerina, all'esasperazione della dedizione artistica, alle madri schizofrenogeniche e alle responsabilità genitoriali, alla non credibilità delle scene di sesso, soprattutto quelle autoerotiche, al delirio somatoforme e allo sdoppiamento della dissociazione. faticoso.

ho visto il Ragazzo con la Bicicletta di Jean Pierre e Luc Dardenne che gode di molte stelle di approvazione della critica e mi sono detta che poteva essere un buon documentario per aspiranti assistenti sociali o future mamme affidatarie. infantile.

ho visto Habemus Papam e almeno mi sono divertita e ho apprezzato l'umorismo, l'ironia e l'ideazione. certo Moretti si compiace come sempre di se stesso e della sua stessa caricatura, ma l'ipotesi di un papa in panico come emblema globale della crisi di responsabilizzazione e di assunzione del ruolo mi è sembrata originale. ho goduto della ridicolizzazione dello psicanalista che organizza tornei di pallavolo e seleziona i farmaci in ordine di gravità per istruire ecclesiastici depressi o paranoici, e del paradosso della psichiatra sostenitrice del trauma di accudimento che non sa nemmeno comunicare ai propri figli di avere un compagno dopo la fine della relazione con l'ex marito e finge al cellulare come un'adolescente imbranata. papabile.

vabbè niente per cui strapparsi i capelli però, a volte anche da abbattersi un momentino per l'assenza di proposte accattivanti.
andrò a vedere The Tree of Life di Terrence Malick -lo stesso regista de LA SOTTILE LINEA ROSSA non so se mi spiego-, ma per il momento non trovo chi voglia venire con me, pochi hanno voglia di scarnificarsi il cuore al cinema, ho più probabilità di trovare adepti per Fast and Furious numero 10. ok ci vado da sola, che  mi piace. vitale.

però ho ri-visto Memento di Christopher Nolan, in tv. o là, finalmente qualcosa di cui parlare. costruzione filmica molto attraente,  a ritroso, un pezzo dopo l'altro, tornando progressivamente sempre più indietro per riuscire a ricostruire il senso della scena iniziale. riproduce la confusione e la perdizione del protagonista. lo spaesamento di chi non possiede più le coordinate per vivere una quotidiadinità che abbia il senso della continuità temporale. dopo un trauma subito dalla moglie -stuprata e assassinata- il protagonista perde la memoria a breve termine e la sua capacità di ricordare, e ricostruire fatti e riconoscere persone è necessariamente legata alla trascrizione, su carta, su foto, sul corpo, di ogni dettaglio memorizzabile. alla fine, con una scena che fa da elemento portante di tutta la trama e giustifica la prima, siamo punto e a capo, nulla è stato definitivamente ricostruito, niente ancora acquisisce senso, tutto è ancora opinabile e dubitabile, la storia sembra avere origini e proiezioni infinite, come i meandri della memoria. "non riesco a ricordarmi di dimenticarti" ripensa il protagonista, ossessionato dalla ricerca dell'assassino della moglie ma limitato da una ricomposizione dei pezzi che inevitabilmente perde dettagli e sfumature essenziali a comprendere il reale. la memoria si sgretola ma la sua fissazione in un luogo alternativo, come la scrittura, che non sia il cervello con le sue coordinate spaziali e affettive ed emotive e storiche significa perdita di senso. ricordare non è un atto isolato, non è una catena di reazioni chimiche, ricordare è una fusione di riconoscimento della realtà,  continuità del mondo, inconscio, affettività scandita dal lento fluire del tempo. indimenticabile.