bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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martedì 2 marzo 2010

segnali


cammino. verso il lavoro. ospedale, pensieri carichi, immagini usuali.
ma.
carro funebre. è un ospedale in fondo, anche se la psichiatria ha meno contatto con la realtà sottoterra, se non su un piano immaginifico e fantasmatico.
lo vedo da lontano, un ragazzo.
un bel ragazzo.
veramente un bel tipo. figo.
cammina nella direzione opposta alla mia. lo guardo, pensavo distrattamente ma mi inchioda, non a caso direi, con un gesto.
passa di fianco al carro funebre.
e.
si fa il segno della croce.
non avrebbe potuto spiazzarmi più di così.
non ci sarebbe stata bestemmia alla tv o due che scopano per strada a farmi più effetto di così.
un gesto desueto, dimenticato, autentico?, inaspettato. totalmente fuori moda.
mi guarda, senza sfida, mi guarda. forse si aspetta la mia sorpresa ma sono abituata a vedere sentire assistere ai movimenti tellurici dell'uomo e, se pur stupita, non mi sono scomposta.
ma dentro mi ha mosso un mondo.
penso subito a Emmaus di Baricco, penso a questa gioventù cattolica credente così lontana dal mio totale ateismo, una gioventù probabilmente più vicina alla mia evoluzione più di quanto creda scetticamente e da quando ho letto Emmaus so che è così.
però la fede non ha collocazione, per me, nella vita frammentata, caotica, erotizzata, destabilizzata, trasgressiva, conflittuale di tutti i giorni, soprattutto di una vita giovane che immagino dentro un turbine emotivo, centrifugata dalle pulsioni.
certamente mi manca qualcosa, qualcosa che mi aiuti a capire fino in fondo.

domenica 29 novembre 2009

emmaus

"cena in Emmaus" - Caravaggio


sto leggendo Emmaus, di Baricco.
è come una domanda infinta, senza misura, senza confini.
è come se fosse la solita storia ma non lo è.
è lo spostamento pauroso drammatico inaspettato verso un altro punto di vista.
è impressionante, leggerlo è una voragine.

"così il mondo ha, per noi, confini fisici molto immediati, e confini mentali fissi come una liturgia. E quello è il nostro infinito."

è l'adolescenza nei rituali della sua martirizzazione, ma praticata e guardata da chi la liturgia la vive veramente, con l'effetto finale di un'enorme lente di ingrandimento.
impressionante.