bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

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venerdì 1 gennaio 2010

andate mie parole, calcate le tracce dei linguaggi infiniti




Incamminarci

Al giro di boa ancora fiammeggiano le querce,
celebriamo il passaggio dell'anno, del fuoco
quello appena nato non puo' temere il gelo
tutte le foglie lo trattengono nel calore
fin che possa liberare le ali piumate
ruotare sopra di noi che dormiamo, incamminarci.

25.12.1982 - 8.1.1983
Antonio Porta

domenica 13 dicembre 2009

l'essere è fame che segue subito la nascita

come sempre ho la sensazione che niente più della pesia possa concentrare forza espressione e incisività in pochi versi, a volte in un parola.

la cadenza della poesia crea un linguaggio unico, che pochi possiedono, comunque.

uno è Antonio Porta: chiaramente m'appaghi per un attimo e accanto ti dimentico l'inverno
una fila di parole che nel tempo di un respiro mi raccontano di un attimo che ricorda una magia di leggerezza e gratitudine alla bellezza.



Ho braccia radici testa in giù
che entrano nelle radici
di molti alberi a testa in su,
odore forte di muschio, di foglie macerate,
pensiero che si libera nel fango,
risale fino alle chiome,
ha sete e implora la pioggia.


L'essere, dico io, a farlo vivere fu una voce
la sua esistenza affidata alla pura oralità
in principio: demone funerario, nato dentro un ventre
come un figlio nuovo di fronte alla morte, amico, e tu
lo cacci fuori, adesso, con fiati senza musica, ma guardami
bene mentre ti parlo dallo specchio, ti sembra tardi
ma non è vero, questa è la notte delle resurrezioni,
l'essere è fame che segue subito la nascita.





Al battito della campana
nell'ultima luce
s'unisce il mio,
grida un passero
volando al riposo.
E sono con te
con la prima stella.


PASSEGGIATA
Donna con melodiose movenze
vai nei primi giorni di marzo
con negli occhi il dono di un tuo amore,
la gioia del silenzio ricordando
e misurando il tuo spirito dolcissimo,
chiaramente m'appaghi per un attimo
e accanto
ti dimentico l'inverno.