bianco e nero

come una foto. in bianco e nero. nessuna concessione al colore, alla spettacolarita', ai nuovi barbari. bianco e nero colori vividi dell'essenziale, solo l'autenticita' della forma. della sostanza. l'occhio vede e non si inganna.
"questo e' il mio segreto.
veramente semplice.
si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale e' invisibile agli occhi."
Il piccolo principe. A.d.S-E.

Visualizzazione post con etichetta Ludwig van Beethoven. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Ludwig van Beethoven. Mostra tutti i post

domenica 16 febbraio 2020

in quel di Villa Necchi

metti un pomeriggio con le sonate di Beethoven eseguite da Pietro de Maria
e metti che la Società del quartetto le intitoli Musica nel tennis


metti poi che in quel tennis il Fai ci organizzi, la domenica pomeriggio successiva, la fiera AgruMI
e mettici un mare di gente con molti limoni e chinotti e bergamotti.



metti poi che per caso c'è una porta aperta, che noti casualmente, che porta dentro la Villa, Necchi Campiglio,
e metti che l'hai già visitata decine di volte
e metti pure che ogni volta ti sei detto: questo posto è magico, ma quanta bellezza tra queste mura
metti però che, questa volta entrando per quella porta, hai scovato anche un seminterrato che non credevi esistesse
e metti che pure lì il Portaluppi abbia dato grandiosa prova di sé tra lampadari e scalinata ed enormi porte a specchio
e metti che anche questa volta tu rimanga a bocca aperta e ti dica: diomio ma qui non si finisce mai di stupirsi

insomma, hai in mente?
ecco,
è proprio andata così.

giovedì 20 luglio 2017

Freude, schöner Götterfunken

è stato di nuovo sinfonia n. 9, questa volta all'Auditorium, orchestra LaVerdi, direttore Claus Peter Flor.
è stato di nuovo bellissimo, diverso e bellissimo, dopo l'esperienza in Duomo.
e ci sono state anche la n. 6 e la n. 7, settimana scorsa, sempre all'Auditorium.
avrei gambizzato la signora seduta davanti a me, ma ormai non posso più dire quante e quali sono le mie esperienze di pubblico indisciplinato, tra chiacchiere a voce alta, cellulari accesi, ritardi inverosimili a spettacoli iniziati. è una piaga sociale, bisognerebbe prendere provvedimenti di Legge, visto che la legge interiore ormai non fa più presa, non se ne vede più traccia, il senso di colpa ha lasciato il posto al "perchè no".
in questo caso la signora (signora?) davanti a me si muoveva a destra e a manca, del tutto annoiata e disinteressata, riavvio dei capelli, cellulare acceso per i messaggi, ravanamenti in borsa, piegamenti in avanti e indietro, spostamenti inconsulti sulla sedia per vedere se l'amica, altra cima, tornava dopo essersi alzata a concerto appena iniziato (ovviamente non più riammessa in sala, come prevedibile in un teatro degno di questo nome ma non per la signora, signora?, davanti a me convinta che la socia sarebbe potuta rientrare nel mezzo della fila 14 a concerto, la NONA DI BEETHOVEN, iniziato).
per me è un mistero della biologia, della natura, solitamente così saggia, come possa procedere in vita una persona che non trova il tempo, un minuto, per prestare ascolto alla nona di Beethoven.
potrei dire che certa musica, questa, è una condizione d'obbligo all'ascolto. non c'è alternativa possibile. è un sequestro dell'attenzione, è un rapimento, è una necessità molecolare.
e non c'è movimento alternativo possibile all'applicazione dell'udito. qualsiasi spostamento dell'asse corporeo, un testa girata, un pensiero, una distrazione momentanea e il rapimento si interrompe, drammaticamente e irreparabilmente. l'udito non prevede distrazioni possibili.
in questo caso lo si paga con la perdita del filo, del filo del discorso, del discorso della musica, del linguaggio in atto. non si può essere altrove, ma nemmeno, se dotati di intelletto, lo si vuole.
non parlo di capire la bellezza, le sfumature, il fraseggio, il canto, il coro, la struttura, la composizione, l'orchestrazione, Schiller, l'Europa, l'Ottocento, nulla. parlo solo di rapimento dei sensi.
è impossibile non essere lì.
tranne che per una, quella davanti a me!

qualcosa è mutato per me, per sempre ringrazio il cielo, con la sinfonia n.7 a settembre, alla Scala, per MiTo. un mutamento radicale si è appropriato di me con il secondo movimento della sinfonia. 
da quell'ascolto in poi si è radicalizzato un fanatismo sentimentale musicale.
qualcosa si è aperto, come una strada, un passaggio, dove andrò non so.
quindi, riascoltarla, settimana scorsa, è stato consolante e motivante, si può vivere bene, ci sono state vite come quella di Beethoven, con tutta quella musica dentro, e molte altre che hanno coltivato e coltivano la bellezza, allora posso sopportare anche la signora (signora?) davanti a me.
penso, seriamente, che l'Ottocento sia stato un secolo cruciale nella storia dell'umanità, qualcuno mi dirà tutti i secoli lo sono stati, per me l'Ottocento di più (certo Mozart è fine 700, Beethoven a cavallo tra i due secoli, e Virginia Woolf a cavallo con il 900, e Jack London pure, e Freud anche, ma troveremo mille eccezioni e non la finiremo più).
quella musica, quella letteratura non torneranno più. certo, ce n'è abbastanza per una vita intera ma il pensiero non mi consola. il nostro tempo sa partorire portatili e i-phone, l'era digitale non produce bellezza, solo "sempre di più, perchè no". 

domenica 4 giugno 2017

Seid umschlungen, Millionen!

Gioia, bella scintilla divina,
figlia dell'Elisio,
noi entriamo ebbri e frementi,
celeste, nel tuo tempio.
Il tuo fascino riunisce
ciò che la moda separò
ogni uomo s'affratella
dove la tua ala soave freme.

L'uomo a cui la sorte benevola,
concesse il dono di un amico,
chi ha ottenuto una donna devota,
unisca il suo giubilo al nostro!
Sì, chi anche una sola anima
possa dir sua nel mondo!
Chi invece non c'è riuscito,
lasci piangente e furtivo questa compagnia!

Gioia bevono tutti i viventi
dai seni della natura;
vanno i buoni e i malvagi
sul sentiero suo di rose!
Baci ci ha dato e uva,
un amico, provato fino alla morte!
La voluttà fu concessa al verme,
e il cherubino sta davanti a Dio!

Lieti, come i suoi astri volano
attraverso la volta splendida del cielo,
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.

Abbracciatevi, moltitudini!
Questo bacio vada al mondo intero!
Fratelli, sopra il cielo stellato
deve abitare un padre affettuoso.
Vi inginocchiate, moltitudini?
Intuisci il tuo creatore, mondo?
Cercalo sopra il cielo stellato!
Sopra le stelle deve abitare!

Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125 di Ludwig van Beethoven con An die Freude (Inno alla gioia).
ringrazio il sig. Zubin Metha illustrissimo per il concerto per l'Europa nel Duomo di Milano, ieri sera.
e, naturalmente, tutti i signori sapientissimi dell’orchestra e del coro del Teatro di San Carlo di Napoli.
ovviamente mi inchino al genio di Ludwig van Beethoven con la partecipazione di Friedrich von Schiller.
ah, ringrazio anche il Duomo, ci mancherebbe, sua maestosità.
esaltante, sono andata fuori di testa.
mi  è perfino piaciuto il tedesco.
avevo musica ovunque nel corpo, è stato straordinario.
percorrete, fratelli, la vostra strada,
gioiosi, come un eroe verso la vittoria.